Tragico epilogo per il caso del bimbo di 2 anni sottoposto a un trapianto con cuore danneggiato. Il piccolo Domenico è morto sabato mattina. Nei giorni scorsi erano state interrotte le terapie non necessarie per alleviare il dolore e fermare l'accanimento terapeutico
È morto sabato mattina nell'ospedale Monaldi a Napoli il bambino di soli 2 anni finito al centro di un caso cronaca perché lo scorso dicembre gli era stato trapiantato un cuore danneggiato.
La notizia è stata diffusa dall'avvocato della famiglia Francesco Petruzzi. L'Azienda Ospedaliera dei Colli ha poi diffuso una nota. "Con profondo dolore si comunica che questa mattina, sabato 21 febbraio 2026, il piccolo paziente sottoposto a trapianto in data 23 dicembre 2025 è deceduto a seguito di un improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche", si legge nel comunicato.
"La Direzione Strategica, insieme a tutti i professionisti sanitari e non, esprime il più sentito cordoglio e si stringe con rispetto e commossa partecipazione alla famiglia in questo momento di immenso dolore", conclude la nota.
In mattinata il cardinale Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, è stato in ospedale in preghiera al fianco della madre e ha somministrato al piccolo Domenico l'estrema unzione.
Il bimbo era ricoverato da circa sessanta giorni. Lo scorso 23 dicembre gli era stato trapiantato un cuore con tessuti necrotizzati a causa del trasporto difettoso da Bolzano.
Parlando con la trasmissione di RaiTre "Mi Manda Rai Tre" la madre ha detto che è stata informata durante la notte che la situazione stava peggiorando, perché la macchina, l'Ecmo, stava iniziando a rallentare. "Sono rimasta fino all'ultimo, fino a quando si è dovuta spegnere la macchina: ed è finita". "Lunedì andrò a firmare dal notaio per fare una fondazione a nome di Domenico, se ne occuperà il mio avvocato: voglio farlo perché Domenico non sia dimenticato e per aiutare altri bambini", ha detto ancora la mamma del bimbo.
Sei indagati per la morte del bimbo a Napoli
Dalle indagini preliminari è emerso che i tecnici fossero partiti da Napoli con un semplice contenitore e del ghiaccio secco, invece della speciale box in dotazione in grado di mantenere la temperatura adatta al trasferimento di un organo.
Al momento, la procura di Napoli ha aperto un fascicolo e sei persone risultano indagate con l'ipotesi di lesioni colpose, ma altri operatori sanitari potrebbero essere coinvolti. Con il decesso del piccolo, però, si aggrava la loro posizione. In seguito all'autopsia, che dovrebbe essere disposta a breve dalla Procura di Napoli, le sei persone ritenute responsabili dovranno rispondere del più grave reato di omicidio colposo.
Secondo quanto si apprende da fonti locali, i carabinieri del Nas di Napoli sono già nell'ospedale Monaldi per disporre il sequestro della salma del bimbo, che finora era tenuto in vita attaccato a un macchinario Ecmo.
La famiglia ha cercato di fare il possibile per salvare il piccolo di 2 anni, coinvolgendo altre strutture ospedaliere, ma dopo attenti esami è stato deciso che non sarebbe stata possibile una nuova operazione. Nei giorni scorsi erano state sospese le terapie non necessarie e non più utili alla sua condizione clinica, per alleviare le sofferenze e fermare l'accanimento terapeutico.