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Guerra commerciale, Donald Trump alza i dazi dal 10% al 15% dopo la sentenza della Corte Suprema

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Donald Trump Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved
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Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il presidente degli Stati Uniti continua la sua battaglia sui dazi. Dopo la sentenza della Corte Suprema ha annunciato un incremento del 5% dei dazi imposti a tutti i Paesi in riposta alla decisione emessa venerdì

Donald Trump alza ancor di più il tiro. Dopo aver annunciato dazi del 10 per cento a tutti i Paesi, in risposta alla sentenza di venerdì della Corte Suprema, che ha dichiarato illegali le misure economiche introdotte lo scorso anno, il presidente degli Stati Uniti ha annunciato un aumento al 15 per cento per le tariffe doganali.

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"Sulla base di un'analisi approfondita, dettagliata e completa della decisione ridicola, mal scritta e straordinariamente antiamericana sui dazi doganali emessa ieri, dopo molti mesi di riflessione, dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, la presente dichiarazione serve a comunicare che io, in qualità di Presidente degli Stati Uniti d'America, aumenterò con effetto immediato il dazio doganale mondiale del 10% sui Paesi, molti dei quali hanno “derubato” gli Stati Uniti per decenni, senza alcuna ritorsione (fino al mio arrivo!), al livello massimo consentito e legalmente testato del 15%", ha scritto Trump in un posto pubblicato sabato sui social media.

"Nei prossimi mesi, l'amministrazione Trump determinerà e emetterà i nuovi dazi legalmente consentiti, che continueranno il nostro processo straordinariamente riuscito di rendere l'America di nuovo grande, più grande che mai!!!", ha concluso Trump firmando il post con il solito messaggio: "Grazie per l'attenzione dedicata a questa questione. Presidente Donald J. Trump.

La sentenza della Corte Suprema contro i dazi di Trump

Venerdì, sei giudici su nove della Corte Suprema hanno votato a favore della sentenza che ha stabilito che il presidente statunitense non può imporre i dazi in base all'International Emergency Powers Act, quello a cui ha fatto ricorso per giustificare le tariffe doganali del Liberation Day.

Secondo quando previsto dall'ordinamento Usa, la legge dà al presidente l'autorità di affrontare "minacce straordinarie" in caso di un'emergenza nazionale, inclusa quella di "regolare" l'importazione" di "beni esteri", ed è stata approvata negli anni 1970 per limitare i poteri presidenziali in materia di sicurezza nazionale dopo i dazi imposti da Richard Nixon per affrontare la crisi della bilancia dei pagamenti in seguito al crollo del sistema monetario di Bretton Woods.

La norma, riferiscono le fonti statunitensi, non fa alcun riferimento esplicito ai dazi, competenza esclusiva del Congresso come le tasse e per i quali sono state concesse solo alcune deleghe al presidente.

La sentenza ha scatenato forte critiche da parte dall'amministrazione Trump. Il vicepresidente JD Vance ha definito illegale l'azione della Corte Suprema. "Il suo unico effetto sarà quello di rendere più difficile per il presidente proteggere le industrie americane e la resilienza della catena di approvvigionamento", ha scritto venerdì su X Vance. Sabato, Trump è ritornato sulla vicenda aumentando la percentuale della tassa applicata alle merci in entrata negli Stati Uniti.

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