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Iniziato il cessate il fuoco a Gaza: primi tre ostaggi tornati in Israele

Palestinesi festeggiano a Gaza
Palestinesi festeggiano a Gaza Diritti d'autore  Mariam Dagga/Copyright 2025, The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Mariam Dagga/Copyright 2025, The AP. All rights reserved
Di Fortunato Pinto
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Al via il cessate il fuoco a Gaza. Dopo diverse ore di stallo perché Hamas non aveva comunicato i nomi dei primi ostaggi da liberare, l'ufficio del premier israeliano fa sapere che lo stop alle armi. Nel pomeriggio tre donne prese in ostaggio il 7 ottobre 2023 sono tornate in patria

Dopo ore di stallo, è partito alle 11:15 ora locale il cessate il fuoco tra Israele e Hamas. La conferma è arrivata dall'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu dopo che il gruppo militante ha fatto sapere i nomi dei primi tre ostaggi che saranno liberati.

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Romi Gonen, Emily Damari, e Doron Steinbrecher sono state consegnate domenica pomeriggio da Hamas alla Croce Rossa Internazionale, che ha avviato il loro trasferimento all'esercito israeliano presso Netzarim, nella Striscia di Gaza. Pochi minuti dopo le 16:30 le tre donne sono state prese in custodia dall'Idf che le ha riportate in patria.

Su X, l'Idf ha mostrato l'elicottero che ha preso in consegna le tre donne e le ha portate nella struttura creata per accoglierle. "Sono accompagnate dalle forze speciali dell'Idf e dell'Isa al loro ritorno in territorio israeliano, dove saranno sottoposte a una valutazione medica iniziale", ha scritto su X l'esercito. Poi il messaggio al loro arrivo: "Sono a casa".

"Questo momento è stato raggiunto grazie al sacrificio e al combattimento dei nostri eroici guerrieri: gli eroi di Israele. Prometto: riporteremo tutti a casa!", ha scritto poi il premier Netanyahu su X.

Gli attacchi contro la Striscia durante lo stallo

In mattinata il portavoce dell'Idf, il contrammiraglio Daniel Hagari, aveva dichiarato in una conferenza stampa che l'esercito stava continuando a colpire nella Striscia, poiché Hamas non aveva rispettando l'accordo di cessate il fuoco.

“Da questa mattina, Hamas non sta rispettando i suoi obblighi e, contrariamente all'accordo, non ha fornito a Israele i nomi degli ostaggi il cui rilascio è previsto per oggi”, aveva detto Hagari. Secondo fonti locali a Gaza, negli attacchi di Israele di domenica mattina almeno 19 persone sono morte e oltre 20 sono rimaste ferite.

Camion di aiuti entrano a Gaza, palestinesi verso le loro case

Iniziati, intanto, gli ingressi nella Striscia dei camion di aiuti attraverso i valichi di Karam Abu Salem e Al-Awj, lo ha comunicato l'ufficio stampa del governo egiziano. In mattinata alcuni articolati al valico di Rafah prevenivano dal lato palestinese dopo aver già scaricato gli aiuti per i cittadini di Gaza. Secondo Jonathan Whittall, capo ad interim dell'agenzia umanitaria delle Nazioni Unite (Ocha), primi camion di rifornimento hanno iniziato ad arrivare solo 15 minuti dopo l'avvio del cessate il fuoco.

In un aggiornamento pubblicato domenica mattina, l'Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi Unrwa ha dichiarato che quattromila camion sono pronti a entrare nella Striscia per distribuire cibo e farina alla popolazione. L'Unrwa poi auspica in una diminuzione degli attacchi ai convogli di aiuti umanitari con l'entrata in vigore del cessate il fuoco.

Ancor prima che l'accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Hamas fosse pienamente in vigore domenica, diversi palestinesi della Striscia di Gaza avevano già iniziato a tornare ai resti delle case che avevano abbandonato con l'inizio della guerra. In molti hanno festeggiato per le strade di Khan Younis prima di dirigersi al nord.

Terremoto nel governo di Netanyahu dopo il cessate il fuoco

L'approvazione del cessate il fuoco ha provocato una crisi nell'esecutivo israeliano. Il partito di estrema destra Otzma Yehudit ha lasciato la coalizione di governo. Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, il ministro del Patrimonio Amichai Eliyahu e il ministro del Negev, della Galilea e della Resilienza nazionale Yitzhak Wasserlauf hanno presentato le loro lettere di dimissioni al primo ministro Benjamin Netanyahu e “da questo momento in poi il partito Otzma Yehudit non è più membro della coalizione”, si legge in un comunicato diffuso dal partito.

Secondo Ben Gvir, presidente di Otzma Yehudit, "l'accordo è una resa al terrorismo”. "Non intendiamo lavorare per rovesciare il governo da lei guidato, ma sulle questioni ideologiche voteremo secondo le nostre prospettive e la nostra coscienza”, ha aggiunto e poi ha detto: “Non torneremo al tavolo del governo senza una vittoria completa contro Hamas e la piena realizzazione degli obiettivi della guerra”.

Il partito ha aggiunto anche che i deputati Zvika Fogel, Limor Son Har-Melech e Yitzhak Kroizer “hanno presentato al presidente della coalizione lettere di dimissioni dalle loro posizioni nei vari comitati”.

Il Papa: "Raggiungere la soluzione a due Stati"

"Esprimo gratitudine a tutti i mediatori. È un bel lavoro questo di mediare perché si faccia la pace. Grazie mediatori", lo ha detto Papa Francesco al termine dell'Angelus domenica in Vaticano. "Auspico che quanto è stato concordato venga rispettato subito dalle parti e che tutti gli ostaggi possano tornare finalmente a casa per riabbracciare i loro cari. Prego tanto per loro, per le loro famiglie", ha aggiunto il pontefice e poi ha detto: "Spero pure che gli aiuti umanitari raggiungano ancora più velocemente la popolazione di Gaza che ha tanto urgenza. Sia gli israeliani che i palestinesi hanno bisogno di chiari segni di speranza".

Il Papa poi è tornato a ribadire il suo appoggio alla soluzione a due Stati: "Auspico che le autorità politiche di entrambi con l'aiuto della comunità internazionale possano raggiungere la giusta soluzione per i due Stati"

Anche Donald Trump ha commentato l'avvio del cessate il fuoco. "Gli ostaggi iniziano a uscire oggi! Tre meravigliose giovani donne saranno le prime", ha scritto il presidente eletto sul Truth.

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