Chiunque abbia in programma un viaggio in Egitto per Pasqua deve prepararsi a cambiamenti insoliti. A causa della grave crisi energetica, il governo ha deciso di adottare misure a breve termine che interesseranno anche i turisti
L’Egitto ha introdotto nuove restrizioni per far fronte all’aggravarsi della crisi energetica, con misure che incidono sia sulla vita quotidiana sia sul settore turistico, cruciale per l’economia del Paese.
Dal rincaro dei costi di ingresso fino alla riduzione degli orari di apertura di negozi e ristoranti, il governo è intervenuto rapidamente per contenere i consumi energetici.
Visti più cari: alternativa l’e-visa
Entrare nel Paese è diventato più costoso: da marzo 2026 il “visto all’arrivo” è salito a circa 30 dollari, rispetto ai precedenti 25.
Resta più conveniente il visto elettronico, che mantiene il costo di 25 dollari ma deve essere richiesto online prima della partenza. Questa soluzione consente anche di ridurre i tempi di attesa negli aeroporti.
Orari ridotti per negozi e ristoranti
Le misure sono particolarmente visibili nella vita quotidiana. Dalla fine di marzo, ristoranti, caffè e negozi devono chiudere entro le 21.00, con una deroga fino alle 22.00 solo il giovedì e il venerdì.
Le restrizioni valgono anche nelle principali mete turistiche come Hurghada e Sharm el-Sheikh, mentre gli hotel restano esclusi dai limiti orari.
Tagli energetici e possibili blackout
Alla base delle decisioni c’è una situazione economica difficile, aggravata dall’aumento dei prezzi dell’energia e dalla riduzione delle importazioni di gas. Il primo ministro Mostafa Madbouly ha parlato di una “crisi straordinaria”.
Per ridurre i consumi, il governo ha diminuito l’illuminazione pubblica, incentivato il lavoro da remoto nel settore pubblico e limitato l’uso complessivo di elettricità. Non si escludono blackout serali, anche se le strutture turistiche sono generalmente dotate di generatori.
Impatto sul turismo e sicurezza
Per i viaggiatori, le nuove regole richiedono una pianificazione più attenta: attività come cene, shopping ed escursioni devono essere anticipate. Il governo cerca comunque di limitare l’impatto sul turismo, pilastro dell’economia nazionale.
Le vacanze restano possibili in molte aree, con differenze regionali. Le destinazioni più frequentate come Il Cairo, Luxor e le località del Mar Rosso sono considerate relativamente sicure, mentre persistono avvisi di cautela per alcune zone del Sinai e delle regioni di confine.
Le cause geopolitiche della crisi
Il governo puntava a espandere turismo e vita notturna, ma la carenza di energia – aggravata dalle tensioni nel Golfo legate al conflitto con l’Iran – sta producendo l’effetto opposto.
Le prenotazioni restano stabili ma in rallentamento, mentre la durata delle restrizioni dipenderà dall’evoluzione dell’approvvigionamento energetico nei prossimi mesi.