La visita della presidente del Consiglio in Algeria arriva in un momento in cui gli effetti della guerra in Medio Oriente si ripercuotono sul comparto energetico. A preoccupare Roma c’è il taglio di forniture di gas liquefatto da parte del Qatar
La presidente del Consiglio torna in Algeria per una seconda visita ufficiale, dopo quella del 2023. Al centro dei colloqui con l'omologo algerino, Abdelmajid Tebboune, la difesa degli interessi nazionali e la questione degli approvvigionamenti energetici.
La visita era organizzata da tempo, ma lo scoppio della guerra nel Golfo Persico ha ampliato la portata del confronto soprattutto in ambito energetico.
Martedì, QatarEnergy la società energetica dell'emirato, ha sospeso "per forza maggiore" le consegne di gas all'Italia e ad altri Paesi, a causa degli attacchi missilistici iraniani.
Ma cosa significa per le importazioni di gas dell’Italia? E quanto è importante, in questo contesto, la visita di Meloni in Algeria?
Relazioni tra Italia e Algeria “molto forti”
“Il rapporto tra le nostre nazioni non è stato mai così solido”, ha detto Meloni in conferenza stampa ad Algeri giovedì, aggiungendo che tra gli obiettivi c’è anche quello di rafforzare il flusso di gas dall’Algeria all’Italia.
“Il viaggio non è stato organizzato ieri, ma già da quasi due mesi. Giorgia Meloni è stata invitata dal presidente della Repubblica algerina, durante una chiamata del 3 febbraio”, chiarisce a Euronews Aldo Liga, ricercatore all'Osservatorio Medio Oriente e Nord Africa dell'Ispi.
Secondo Liga, i rapporti tra Algeria e Italia sono solidi tanto che il livello di interscambio commerciale è aumentato di quasi il 14 per cento nel 2025, nell'ambito dello sforzo italiano di migliorare le relazioni con il continente africano grazie al Piano Mattei.
Le importazioni dall’Algeria “non possono aumentare più di un certo livello”
“Sebbene l’Algeria sia in assoluto il primo fornitore di gas all'Italia, soddisfacendo il 31,8 per cento della domanda, l'Italia ha comunque importato sempre meno dal Paese del Maghreb, dal 2024 al 2025 le importazioni sono diminuite del 4,7 per cento**”,** spiega Liga.
“L'Algeria non può aumentare più di tanto le esportazioni di gas”, continua Liga. “Il gas algerino va sia in Spagna che in Italia, quindi i fornitori sono due. Poi c'è una piccola parte di gas naturale liquefatto che va principalmente in Francia e Turchia”.
Per Liga esistono poi dei limiti infrastrutturali che impedirebbero comunque di migliorare le prestazioni. “L’Algeria sconta dei problemi da moltissimo tempo a livello infrastrutturale, per anni non ha investito nel settore”.
Poi c'è una questione molto più importante che sta sullo sfondo secondo l’esperto. ”Il consumo domestico di gas per i cittadini algerini è in forte crescita; quindi, non ci sono tutte queste quantità di gas che possono essere vendute ad altri Paesi”.
“La conclusione qual è?”, nota Liga, “è che l'Algeria non può rimpiazzare il gas che non arriva dal Qatar”.
Perché la mancanza del gas qatariota potrebbe non essere un problema
Esistono comunque alternative al gas che non potrà essere più importato dal Qatar. “Se avessimo bisogno di rimpiazzare questo 10 per cento che il Qatar non è più in grado di fornire”, prosegue Liga, “possiamo aumentare l'arrivo di gas naturale liquefatto. Il nostro principale importatore sono gli Stati Uniti".
“Poi certo, possiamo provare nei limiti del possibile ad aumentare dall'Algeria, ma anche favorire un incremento dall’Azerbaigian”, suggerisce Liga.
L’esperto argomenta infine che a contribuire a un quadro che non sembra preoccupante è il sempre minore consumo di gas da parte degli italiani. “Ne abbiamo sempre meno bisogno perché la domanda di gas in Italia dal 2021 è diminuita del 19%”, fa notare Liga.
“E l'altra cosa che è fondamentale e che ci permette di compensare il 10 per cento di cui parlavamo”, conclude, "è che da dopo l'inizio della guerra in Ucraina, abbiamo costruito due nuovi rigassificatori a Piombino a Ravenna e questo ha aumentato di molto la nostra capacità di ricevere gas naturale liquefatto.”