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In diretta. Guerra nel Golfo: Usa offre piano di pace in 15 punti, Iran deride Trump "negozi da solo"

I soccorritori sul luogo di un edificio residenziale colpito da un attacco aereo notturno, Tabriz, Iran nord-occidentale, 24 marzo 2026
I soccorritori sul luogo di un edificio residenziale colpito da un attacco aereo notturno, Tabriz, Iran nord-occidentale, 24 marzo 2026 Diritti d'autore  AP Photo/Matin Hashemi
Diritti d'autore AP Photo/Matin Hashemi
Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Le tensioni nel Golfo Persico restano alte. Il presidente Trump ha offerto un piano di cessate il fuoco all'Iran, menrte si prepara a inviare altre truppe in Medio Oriente. La situazione nello Stretto di Hormuz resta critica

L'amministrazione Trump ha offerto all'Iran un piano di cessate il fuoco in 15 punti consegnato a Teheran dai mediatori del Pakistan, che si è offerto di ospitare i negoziati tra le parti. Le tensioni tra Stati Uniti, Israele e Iran arrivano al loro 26esimo giorno.

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Washington si sta preparando a inviare almeno mille soldati in Medioriente nei prossimi giorni, secondo quanto riferito da tre persone a conoscenza dei piani.

Qualsiasi colloquio tra Stati Uniti e Iran si troverebbe ad affrontare sfide enormi. Molti degli obiettivi mutevoli di Washington, in particolare riguardo ai programmi missilistici balistici e nucleari iraniani, rimangono difficili da raggiungere, e non è chiaro chi nel governo iraniano abbia l'autorità o la volontà di negoziare.

L'ex comandante della Guardia Rivoluzionaria, Mohammad Bagher Zolghadr, è stato nominato nuovo segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniana in sostituzione di Ali Larijani, rimasto ucciso in un recente attacco aereo.

Intanto, proseguono gli attacchi da entrambi le parti e lo nello Stretto di Hormuz resta bloccato. Teheran aveva annunciato concessioni per gli Stati non complici di Usa e Israele.

Borse europee: partenza in rialzo con la notizia di un possibile accordo in Medio Oriente

Partono positivamente le Borse europee mentre con la notizia di un probabile accordo tra Usa e Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Francoforte sale dell'1,44% con il Dax a quota 22.961 punti. Parigi guadagna un +1,2% con il Cac 40 a 7.837 punti. Anche Londra è in rialzo con Il Ftse 100 che registra un +0,68% a quota 10.032 punti. Piazza Affari con l'indice Ftse Mib segna +1,68% a 44.096,15 punti.

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Londra propone vertice internazionale per riapertura Stretto di Hormuz

Il Regno Unito ha proposto di ospitare un vertice internazionale sulla sicurezza per elaborare un "piano collettivo e sostenibile" volto a riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo riferisce il quotidiano britannico The Guardian.

Tra le opzioni allo studio vi è anche la possibilità di schierare droni per la bonifica delle mine nel Golfo, dopo che diversi Paesi occidentali hanno respinto le richieste del presidente statunitense Donald Trump di inviare navi da guerra in una fase cosi' delicata del conflitto.

"Ci sara' un ulteriore incontro tra i capi di stato maggiore dei Paesi che hanno firmato la dichiarazione, e potenzialmente altri Stati saranno invitati più avanti questa settimana. Mi aspetto che nel prossimo futuro si tenga una sorta di conferenza sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz", ha dichiarato un funzionario della difesa britannica. Secondo la fonte, il vertice potrebbe svolgersi a Londra o presso il quartier generale navale di Portsmouth.

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Iran: Al Thani, paesi Golfo devono essere "parte dei negoziati"

Gli Stati del Golfo non devono essere messi da parte nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Lo ha dichiarato l'ex primo ministro del Qatar, Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani. Gli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo devono avere un ruolo in qualsiasi negoziato tra le parti, ha affermato, avvertendo che il futuro della regione non può essere plasmato senza di loro.

"Gli Stati del Ccg non possono essere assenti da nessun tavolo dove si delineano i contorni del futuro regionale".

L'ex premier qatariota ha affermato, inoltre, che lo Stretto di Hormuz "non è una merce di scambio, né uno strumento di pressione" e deve rimanere aperto "senza condizioni o restrizioni, in nessuna circostanza". "Qualsiasi tentativo di imporre un controllo unilaterale su di esso, o di trasformarlo in uno strumento di estorsione, rappresenta una minaccia diretta non solo per gli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo e per la regione, ma per l'economia globale nel suo complesso", ha sottolineato.

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Aie "pronta a rilasciare" nuove scorte di petrolio

L'Agenzia internazionale per l'energia è pronta a rilasciare, a fronte della crisi iraniana, nuove scorte petrolifere “se e quando sarà necessario”. Lo ha messo in chiaro il direttore dell'Aie, Fatih Birol, nel corso di un incontro a Tokyo con la premier giapponese Sanae Takaichi.

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Iran: uccisi almeno 243 fra studenti e insegnanti

Il ministero dell'Educazione di Teheran citato dai media locali ha fatto sapere che almeno 243 fra studenti e insegnanti sono stati uccisi in Iran dallo scoppio della guerra lo scorso 28 febbraio.

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Iran: attacco di droni all'aeroporto del Kuwait

Un attacco di droni iraniano ha ha colpito un serbatoio di carburante e provocato un incendio all'aeroporto del Kuwait. Lo ha riferito l'autorità per l'aviazione civile del Paese.

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Iran, portavoce forze armate: Usa "state negoziando con voi stessi"

"Il livello dei vostri conflitti interni ha raggiunto il punto di negoziare con voi stessi? Non chiamate il vostro fallimento un accordo", ha detto il portavoce delle Forze armate, Ebrahim Zolfaqari in un messaggio rivolto agli Stati Uniti.

"Non sentirete più parlare dei vostri investimenti nella regione, né vedrete i prezzi precedenti dell'energia e del petrolio, finché non capirete: la stabilità nella regione è garantita dalla mano potente delle nostre forze armate. Stabilità attraverso la forza. Finché la nostra volontà non si sarà compiuta, nessuna situazione tornerà all'ordine precedente. Questo avverrà quando l'idea di agire contro la nazione iraniana sarà completamente cancellata dalle vostre menti impure", ha aggiunto.

Le nostre prime e ultime parole, fin dal primo giorno, sono state, sono e saranno: nessuno come noi andrà d'accordo con qualcuno come voi. Né ora, né mai".

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Wsj, Usa: richieste di Iran sono "ridicole e irrealistiche"

In vista di possibili negoziati tra Iran e Stati Uniti, un funzionario americano ha dichiarato al Wall Street Journal che le richieste dell'Iran per un accordo che ponga fine alla guerra sono "ridicole e irrealistiche".

Secondo la fonte, tra le richieste avanzate dalle Guardie Rivoluzionarie c'è la chiusura di tutte le basi americane in Medio Oriente, il pagamento di un risarcimento per i danni causati dagli attacchi in Iran, un "nuovo regime" di gestione nello Stretto di Hormuz in cui l'Iran potrebbe riscuotere tasse dalle navi che attraversano la strategica via navigabile "come fa l'Egitto nel Canale di Suez".

Il regime di Teheran chiederebbe, inoltre, garanzie che la guerra non riprenda in futuro, la rimozione di tutte le sanzioni contro l'Iran e il rifiuto di accettare restrizioni al programma missilistico iraniano, opponendosi del tutto a qualsiasi negoziato su questa prospettiva.

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Iran lancia nuova ondata di missili contro Israele e Paesi del Golfo

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane nella notte hanno reso noti di aver effettuato una nuova ondata di attacchi contro Israele e le basi statunitensi nel Golfo. Lo riporta l'agenzia iraniana Fars. I Pasdaran hanno dichiarato di aver preso di mira una base militare nella città di Safad, nel nord di Israele, nonché siti nelle città di Tel Aviv, Kiryat Shmona e Bnei Brak. Le Guardie Rivoluzionarie hanno inoltre affermato di aver preso di mira le basi militari statunitensi in Kuwait, Giordania e Bahrein.

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Pentagono ordina invio di ulteriori truppe in Medio Oriente

Il Pentagono ha ordinato il dispiegamento in Medio Oriente di circa 2mila soldati dell'82esima Divisione aviotrasportata dell'esercito. Lo hanno riferito ai media americani due funzionari del dipartimento della Difesa, precisando che si tratta di militari della "Forza di Risposta Immediata" della divisione, composta da circa 3mila soldati in grado di essere schierati ovunque nel mondo entro 18 ore.

Altri soldati della brigata potrebbero essere inviati nei prossimi giorni. Come ricorda il New York Times, circa 4.500 marines sono già in viaggio verso la regione, portando così a quasi 7mila il numero complessivo di truppe aggiuntive inviate nell'area dall'inizio dell'operazione "Epic Fury" contro l'Iran, con circa 50mila soldati.

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