Trump ha proposto un piano di cessate il fuoco all'Iran e invia altre truppe in Medio Oriente. "Nessuno si può fidare degli Stati Uniti", ha risposto Teheran che ha inviato controproposta. Passano cargo nello Stretto di Hormuz ma le condizioni per l'export di energia dal Golfo restano critiche
L'amministrazione Trump ha offerto all'Iran un piano di cessate il fuoco in 15 punti consegnato a Teheran dai mediatori del Pakistan, che si è offerto di ospitare i negoziati tra le parti. L'Iran ha presentato le sue condizioni e rifiutato di aprire dei colloqui con gli Usa.
Washington si sta preparando a inviare almeno mille soldati in Medioriente nei prossimi giorni, secondo quanto riferito da tre persone a conoscenza dei piani.
Qualsiasi colloquio tra Stati Uniti e Iran si troverebbe ad affrontare sfide enormi. Molti degli obiettivi di Washington, in particolare riguardo ai programmi missilistici balistici e nucleari iraniani, rimangono difficili da raggiungere, e non è chiaro chi nel governo iraniano abbia l'autorità o la volontà di negoziare.
L'ex comandante della Guardia Rivoluzionaria, Mohammad Bagher Zolghadr, è stato nominato nuovo segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniana in sostituzione di Ali Larijani, rimasto ucciso in un recente attacco aereo.
Intanto, proseguono gli attacchi da entrambi le parti e lo nello Stretto di Hormuz resta bloccato. Teheran aveva annunciato concessioni per gli Stati non complici di Usa e Israele.
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Diretta conclusa
Araghchi: valutiamo proposte ma Iran non ha "intenzione di avviare colloqui" con Usa
Il ministro degli Esteri iraniano afferma che le massime autorità del Paese stanno attualmente esaminando le proposte di pace avanzate, ma ha sottolineato che Teheran non ha alcuna intenzione di avviare colloqui con gli Stati Uniti. Araghchi ha criticato il ruolo di Washington nella regione, sostenendo che gli Stati Uniti non siano riusciti a proteggere i Paesi del Golfo nonostante la presenza di numerose basi militari.
Casa Bianca: Trump pronto a "scatenare l'inferno" se non si arriva ad accordo con l'Iran
Trump "non sta bluffando ed è pronto a scatenare l'inferno" se non si farà un accordo, ha dichiarato la Casa Bianca ribadendo che "Il negoziato continua". Teheran però ha ribadito che non ci sono colloqui in corso e semmai sono le sue condizioni a contare e non le 15 poste dal presidente Usa. In Pakistan, che si è offerto per i negoziati, si parla di una "svolta" a breve ma sembra vi siano problemi sugli stessi mediatori.
Il regime vorrebbe inviare il potente speaker del parlamento Mohammad Ghalibaf, e che gli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, non sono graditi visto l'attacco del 28 febbraio arrivato poco dopo gli incontri negoziali. Il "preferito" sarebbe il vicepresidente JD Vance, rimasto in gran parte in silenzio durante il conflitto perché fedele all'isolazionismo Maga che non gradisce guerre in giro per il mondo. Il timore degli iraniani è che Trump finga di negoziare mentre aumenta le forze in Medio Oriente dopo l'ordine di inviare circa 2mila paracadutisti.
PRESS SEC: The President's preference is always peace, but if Iran fails to accept that they have been defeated militarily and will continue to be, he will ensure they are hit harder than ever before.
— Department of State (@StateDept) March 25, 2026
President Trump does not bluff. pic.twitter.com/hUcRHDUBvV
Macron: Libano gode del pieno sostegno della Francia
Il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito che il Libano gode del "pieno sostegno" della Francia nel contesto dell'intensificarsi dell'offensiva tra il gruppo libanese Hezbollah e Israele.
"Dall'inizio dell'escalation militare decisa da Hezbollah, il governo libanese ha adottato misure forti e coraggiose per attuare il suo programma volto a consolidare la sovranità, in un modo che serva gli interessi di tutto il popolo libanese", ha affermato Macron in un post sui social media, riferendosi a una conversazione avuta ieri con il suo omologo libanese Joseph Aoun.
“Continueremo a fornire aiuti umanitari alla popolazione sfollata, così come continueremo a sostenere con fermezza le Forze Armate libanesi e le Forze di Sicurezza Interna, fornendo loro veicoli blindati per il trasporto nei prossimi giorni", si legge nel post.
Borse europee chiudono in netto rialzo dopo parole Trump su possibile cessate il fuoco
L'ottimismo dei mercati su una possibile de-escalation in Medio Oriente ha portato le borse europee a chiudere in netto rialzo, dopo le parole di Trump su possibili negoziati di pace con l'Iran e il lieve calo dei prezzi del petrolio. L'Iran ha però negato che siano già in corso colloqui per un cessate il fuoco.
L'indice Cac 40 di Parigi è avanzato dell'1,33 per cento, il Dax 30 di Francoforte guadagnato l'1,46 per cento e l'Ftse 100 di Londra e' salito dell'1,47 per cento.
L'Ibex di Madrid ha registrato un progresso dell'1,63 per cento e l'Ftse Mib di Milano ha chiuso con un +1,48 per cento.
New York Times: Israele teme i negoziati e accelera l'offensiva
Secondo quanto riporta il quotidiano statunitense New York Times, Israele punta a colpire il maggior numero di obiettivi chiave in Iran nelle prossime 48 ore, nel timore di possibili negoziati di pace e di un eventuale cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.
Citando due alti funzionari israeliani e due persone informate, il Nyt riporta che martedì il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato ai comandi delle forze armate di distruggere quanti più obiettivi possibili dell'industria iraniana degli armamenti nei successivi due giorni, per accelerare il conseguimento dei risultati fissati da Tel Aviv.
Netanyahu: Israele sta ampliando zona cuscinetto nel Libano meridionale
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che le forze armate di Israele stanno ampliando una "zona cuscinetto" nel Libano meridionale, mentre l'esercito prosegue la sua offensiva contro Hezbollah.
"Abbiamo creato una vera e propria zona di sicurezza che impedisce qualsiasi infiltrazione verso la Galilea e il confine settentrionale", ha dichiarato Netanyahu in un videomessaggio. "Stiamo ampliando questa zona per allontanare ulteriormente la minaccia dei missili anticarro e per creare una zona cuscinetto più ampia", ha aggiunto il premier.
L'Iran minaccia di estendere i suoi attacchi allo strategico stretto di Bab el-Mandab
L'Iran potrebbe aprire un nuovo fronte nello Stretto di Bab el-Mandab qualora venissero perpetrati attacchi contro il territorio iraniano o le sue isole, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, che cita una fonte militare iraniana anonima.
Il gruppo yemenita Houthi, allineato con l'Iran, ha già lanciato in passato attacchi nella regione in cui si trova lo strategico Stretto di Bab el-Mandab.
Netanyahu: guerra contro Iran non è finita, smantellamento Hezbollah resta priorità
Ribadendo che la guerra in Iran non è finita, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che la distruzione del gruppo islamista Hezbollah è una priorità.
"La questione dello smantellamento di Hezbollah resta una priorità. È collegata alla campagna più ampia contro l'Iran, che è ancora in corso, nonostante ciò che riportano i media. Siamo determinati a fare tutto il necessario per cambiare radicalmente la situazione in Libano. Israele è più forte che mai e l'Iran è più debole che mai", ha affermato il primo ministro israeliano al forum dei direttori dei ministeri governativi.
Kuwait convoca ambasciatore Iran dopo attacco all'aeroporto
Il vice ministro degli Esteri ad interim del Kuwait, Aziz al-Daihani, ha consegnato mercoledì una nota di protesta all'ambasciatore iraniano, in seguito a quelli che ha definito ripetuti attacchi contro il Paese del Golfo.
Un'ora prima, un drone iraniano aveva colpito un serbatoio di carburante all'aeroporto internazionale del Kuwait, provocando un incendio che i vigili del fuoco stanno ancora cercando di domare, secondo quanto riferito dal ministero della Difesa del Paese.
Questa è stata la terza volta che il Kuwait ha convocato l'ambasciatore iraniano dall'inizio della guerra. Al-Daihani ha ribadito la condanna del suo Paese per gli attacchi iraniani e ne ha chiesto l'immediata cessazione.
Pasdaran: attacchi di mercoledì contro Israele una risposta all'ultimatum di Trump
il generale Seyyed Majid Mousavi, comandante dell'aviazione del corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche, ha dichiarato che gli attacchi di oggi dell'Iran contro Israele sono una risposta all'ultimatum del presidente statunitense Donald Trump.
"Trump deve capire che ogni minaccia e ultimatum all'Iran è un atto di guerra. Oltre a perseguire la strategia militare iraniana, gli attacchi sferrati contro punti strategici di Dimona e Haifa nelle ultime ore sono stati un chiaro messaggio in risposta alle minacce di due e cinque giorni lanciate dagli Stati Uniti", si legge in un post del generale su X.
Yemen: sequestrata imbarcazione contrabbandieri proveniente da Iran
Nello Stretto di Bab Al Mandab, le autorità dello Yemen hanno sequestrato un'imbarcazione di contrabbandieri proveniente dall'Iran e diretta a Hodeidah, città yemenita controllata dagli Houthi, gruppo alleato dell'Iran.
La nave trasportava medicinali e fili metallici non autorizzati. A bordo erano presenti dieci persone, ora in stato di arresto, tutte di nazionalità pachistana.
Segretario generale Onu Guterres chiede a Israele e Stati Uniti di porre fine a guerra con Iran
In una dura dichiarazione rilasciata mercoledì, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha condannato le varie fazioni coinvolte nel conflitto in corso in Medio Oriente, affermando che i combattimenti "hanno superato limiti che persino i leader ritenevano immaginabili".
In particolare, Guterres ha esortato gli Stati Uniti e Israele, i cui attacchi congiunti del mese scorso hanno dato inizio alla guerra contro l'Iran, a porre fine ai combattimenti poiché "la sofferenza umana si aggrava, le vittime civili aumentano e l'impatto economico globale è sempre più devastante".
Guterres ha aggiunto: "Il mio messaggio all'Iran è di smettere di attaccare i paesi vicini".
Il segretario generale dell'Onu ha inoltre annunciato la nomina di un inviato personale per guidare gli sforzi sul conflitto e sui recenti tentativi di pace in corso.
Meloni: "Dialogo Usa-Iran ottima notizia", per Tajani l'"Italia in prima linea per de-escalation"
Dall'Algeria, Giorgia Meloni definisce "un'ottima notizia" l'ipotesi di colloqui tra Stati Uniti e Iran, confermando il pieno sostegno dell'Italia a ogni iniziativa di pace. Il rischio di una crisi prolungata, avverte la premier, è quello di travolgere le nazioni più vulnerabili e compromettere la tenuta delle rotte commerciali nel Golfo e nello Stretto di Hormuz, punti nevralgici oggi estremamente fragili. Sulla stessa linea il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che alla Camera ribadisce la centralità della de-escalation. L'impegno italiano si concentra sul rafforzamento delle missioni Ue Aspides e Atalanta per blindare i traffici dal Golfo all'Oceano Indiano. Con oltre 1.600 navi già protette sotto il comando italiano, il Governo annuncia anche nuovi aiuti economici per gli esportatori, coordinati da Sace, Ice e Simest per attutire l'impatto della crisi sulle imprese.
Russia evacua parte personale da centrale atomica di Bushehr
La holding di Stato russa, Rosatom, che gestisce l'impianto di Bushehr, ha avviato l'evacuazione di parte del suo personale dalla centrale nucleare colpita ieri da un attacco. L'amministratore delegato di Rosatom, Aleksei Likhachev, ha annunciato l'evacuazione di "163 persone dirette verso il confine tra Iran e Armenia". Attualmente, circa 300 persone rimangono nella centrale nucleare, ha aggiunto Likhachev, ma "lasceremo sul posto diverse decine di persone". Le informazioni sui percorsi di evacuazione della centrale di Bushehr sono state comunicate tramite i servizi segreti ai vertici israeliani e statunitensi, ha specificato Rosatom.
Iran pone le sue condizioni per la tregua
Quanto detto da Trump in queste ore rispetto ai negoziati per terminare la guerra in Medio Oriente sembra cozzare puntualmente con quanto viene fuori dall'Iran. Teheran ha respinto di nuovo oggi la proposta americana e il presunto piano in 15 punti presentato, rilanciando le proprie condizioni per una tregua.
Secondo quanto riportato da una televisione statale iraniana, che cita un funzionario del regime, si tratta di cinque punti: "uno stop completo ad aggressione e uccisioni" per parte di Stati Uniti e Israele; "l'istituzione di meccanismi concreti per garantire che una guerra non sia nuovamente imposta alla Repubblica islamica"; "il pagamento garantito e chiaramente definito dei danni e delle riparazioni di guerra"; "la conclusione della guerra su tutti i fronti e di tutti i gruppi di resistenza coinvolti in tutta la regione"; infine, il "riconoscimento internazionale e garanzie in merito al diritto sovrano sullo stretto di Hormuz".
In precedenza il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, aveva detto che "nessuno può fidarsi della diplomazia statunitense dopo l'aggressione" e che dunque l'Iran "continuera' a difendersi".
Regno Unito discute a breve di Hormuz con 30 Paesi
Il Regno Unito e la Francia presiederanno questa settimana i colloqui militari che coinvolgeranno circa 30 nazioni per formare una coalizione per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato all'AFP un funzionario della difesa britannico. La scorsa settimana insieme con Francia, Germania, Italia, Giappone e Paesi Bassi, Londra aveva dichiarato di essere pronta "a contribuire agli sforzi necessari per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz"
Pakistan: colloqui tra le parti "entro 48 ore"
Una "svolta" sui possibili colloqui fra Iran e Stati Uniti per il cessate il fuoco arriverà entro 48 ore, anticipano fonti del ministero degli Esteri in Pakistan all'agenzia turca Anadolu. Secondo tali fonti, "in assenza di alcune garanzie, Teheran è ancora riluttante" all'avvio di tali trattative. Le condizioni sarebbero: la garanzia che non ci saranno operazioni militari future contro l'Iran, contro il suo programma missilistico e la richiesta di risarcimenti.
"Sono in corso sforzi da parte di Pakistan, Turchia ed Egitto, con tutte le parti", ha aggiunto la fonte per cui esponenti di spicco pachistani, fra cui il Premier Shehbaz Sharif e il ministro degli Esteri Ishaq Dar, sono "in costante" contatto con la leadership iraniana per convincere Teheran a partecipare ai colloqui.
Iran: Israele colpisce centro di ricerca subacquea a Isfahan
L'Aeronautica militare israeliana, sotto la direzione delle Idf, ha portato a termine una vasta ondata di attacchi contro le industrie produttive del regime iraniano a Isfahan. Lo riportano i media israeliani.
Le forze di Difesa Israeliane hanno preso di mira il Centro iraniano di ricerca subacquea a Isfahan. Secondo quanto riportato nel comunicato, il centro è l'unica struttura in Iran responsabile della progettazione e dello sviluppo di sottomarini e sistemi di supporto per la Marina iraniana.
Stretto di Hormuz: Gb e Francia presiederanno riunione questa settimana
Regno Unito e Francia presiederanno una riunione tecnica fra capi di stato maggiore con una trentina di Paesi alleati, europei e non, per definire i piani di una futura missione navale impegnata a garantire la riapertura dello strategico Stretto di Hormuz. La riunione avverrà nel corso della corrente settimana, come riporta il Guardian.
Pezeshkian ringrazia Erdogan per "ferma posizione" contro Israele
Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha ringraziato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan per "la ferma posizione presa contro il regime sionista".
"Il mio caro fratello Erdogan ha preso una lodevole e decisa posizione di condanna del regime sionista. La Turchia, nostro Paese fratello, conferma il ruolo centrale che ha da anni all'interno della comunita' islamica", ha scritto su X.
مواضع قاطع برادرم رجب طیب اردوغان، رئیس جمهور ترکیه در محکومیت رژیم جنگ طلب صهیونیستی قابل تقدیر است. ملت غیرتمند کشور دوست و برادر ترکیه از سالیان دور در مسیر همبستگی با آرمان امت اسلامی پایمردانه نقش آفرین بودهاند. این مسیر پرافتخار را به فضل الهی با یکدیگر طی خواهیم کرد. https://t.co/ll85Hmzj3t
— Masoud Pezeshkian (@drpezeshkian) March 25, 2026
Turchia chiede ai Paesi del Golfo di tenersi fuori dal conflitto
La Turchia insiste con i Paesi del Golfo affinché non prendano parte al conflitto tra Usa e Israele contro l'Iran.
Il ministro degli Esteri Hakan Fidan ha avuto negli ultimi giorni una serie di telefonate con i colleghi di Emirati, Kuwait e Arabia Saudita ed è poi volato in Qatar, Paese alleato di Ankara per cercare di placare la rabbia per gli attacchi iraniani alle infrastrutture energetiche e ai porti ed evitare un allargamento del conflitto. Intanto, Fidan ha invitato Teheran a rivedere la propria strategia ed evitare attacchi nel Golfo Persico.
Iran lancia missili contro portaerei Usa Abraham Lincoln
L'Iran ha annunciato di aver lanciato missili da crociera contro la portaerei americana Abraham Lincoln. L'annuncio è stato fatto dai militari e trasmesso dalla televisione iraniana. "I missili da crociera Qader della Marina hanno preso di mira la portaerei americana e l'hanno costretta a modificare la sua posizione".
I militari hanno anche minacciato ulteriori azioni quando l'imbarcazione e il suo gruppo da battaglia saranno in linea di tiro.
Netanyahu convoca gabinetto di sicurezza per questa sera
Secondo quanto riferito da un funzionario israeliano il premier Benjamin Netanyahu convocherà il gabinetto di sicurezza questa sera per discutere di "tutti i teatri operativi". Lo riporta il Times of Israel.
Israele: "colloqui congiunti" con Usa
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu stanno conducendo "congiuntamente" i colloqui sull'Iran. Lo ha detto il ministro dell'Economia di Israele, Nir Barkat, all'emittente Kan News. Secondo il ministro, qualsiasi accordo con l'Iran deve lasciare la Repubblica islamica "priva di capacita' operative residue" e consegnare un netto vantaggio a Usa e Israele. "Trump sta negoziando con loro da un lato, ma dall'altro sta spostando forze nel Golfo", ha detto Barkat.
Israele approva nuovi obiettivi da colpire in Libano e Iran
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha annunciato di aver approvato, insieme al capo di Stato maggiore Eyal Zamir, una nuova serie di obiettivi da colpire in Iran e Libano.
Iran: "Colpiremo la portaerei americana Abraham Lincoln"
La Marina iraniana annuncia che colpirà la portaerei americana Abraham Lincoln non appena possibile. Il gruppo di battaglia dell'imbarcazione viene "costantemente monitorato", ha annunciato l'ammiraglio Shahram Irani, comandante della Marina iraniana. "Non appena il gruppo di attacco ostile sarà a portata dei sistemi missilistici, diventerà bersaglio di attacchi schiaccianti", ha aggiunto.
Iran arresta 50 persone per diffusione informazioni riservate
Le autorità iraniane hanno arrestato 50 persone, nella provincia settentrionale di Mazandaran, con l'accusa di aver inviato informazioni riservate su siti militari e di sicurezza all'emittente in lingua persiana dissidente, con sede a Londra, 'Iran International' e a Manoto. Lo ha affermato l'agenzia iraniana Tasnim, legata alle Guardie della rivoluzione, come riferisce la stessa Iran International.
Secondo il media, gli arresti sono stati effettuati dall'intelligence di polizia della provincia a partire dall'inizio della guerra il 28 febbraio. Tasnim ha affermato che i sospetti sono stati identificati attraverso attività di sorveglianza e intelligence tecnica e che arresti sono in corso in tutto il Paese, mentre dall'inizio del conflitto Teheran ha annunciato la messa in custodia di centinaia di persone accusate di essere "mercenari" o "agenti" che lavorano per Israele o gli Usa.
Russia: "Iran non ci ha fornito informazioni su piano Usa"
Teheran non ha fornito a Mosca informazioni sul piano americano per un accordo con l'Iran, che presumibilmente include la partecipazione degli Stati Uniti al programma nucleare civile iraniano, in particolare per quanto riguarda la centrale nucleare di Bushehr. Lo ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov. "No, i nostri amici iraniani non ci hanno trasmesso questo tipo di informazioni", ha detto. "Attualmente circolano molte informazioni false sulla situazione in quel Paese", ha aggiunto.
Allo stesso tempo, Peskov ha osservato che Mosca non sa quanto siano attendibili tali rapporti. "Non sappiamo nemmeno se sia vero o no. Ci sono così tante informazioni in circolazione in questo momento, la maggior parte delle quali completamente false, che senza una conferma da fonti ufficiali è impossibile giudicare alcunché", ha aggiunto.
Possibili negoziati influenzano il prezzo del Brent: 95 dollari al barile
La notizia di una possibile trattativa tra Usa e Iran placa nuovamente la corsa al rialzo del petrolio, annullando i guadagni della seduta precedente. I futures sul Brent calano del 5,1% a 95 dollari/barile mentre il Wti americano scende del 5,4% a 87,2 dollari.
Spagna, leader di Vox accusa Sánchez: "vuole la guerra" in Iran e Ucraina per "nascondere la corruzione"
Il leader di Vox Santiago Abascal ha accusato Pedro Sánchez di essere complice della guerra "per nascondere la corruzione" del suo governo. Lo ha affermato durante il Congresso dei deputati dopo l'informativa del premier spagnolo Pedro Sanchez sulla posizione del governo rispetto alla guerra in Iran.
"La vera posizione di Sanchez è 'no alla verità', mente come sempre, vuole la guerra, è uguale se in Iran o in Ucraina, gli piacciono la guerra, la pandemia, le inondazioni e le burrasche, perché con qualsiasi disastro approfitta per fare cassa e nascondere la sua corruzione", ha detto.
"Vuole la guerra perché il rumore delle esplosioni occulta i suoi crimini e la corruzione".
Pechino: fine delle ostilità in Medio Oriente "massima priorità"
La Cina ha dichiarato di sostenere tutti i tentativi di allentare le tensioni in Medioriente e avviare colloqui di pace. "Il cessate il fuoco e la fine delle ostilità sono la massima priorità, e il dialogo e i negoziati rappresentano la via da seguire", ha dichiarato a Pechino Lin Jian, portavoce del ministero degli Esteri cinese.
Lin ha affermato che martedì il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha avuto un colloqui col suo omologo iraniano iraniano Abbas Araghchi in cui gli ha detto che utte le parti dovrebbero "cogliere ogni opportunità e finestra di opportunità per la pace" in modo che i colloqui di pace possano iniziare il prima possibile.
Iran: colpita Hadera, Israele smensce danni a centrale elettrica
Tre siti di impatto sono stati segnalati nella zona di Hadera, nel nord di Israele, in seguito a un attacco missilistico iraniano. La compagnia elettrica israeliana ha smentito danni alle infrastrutture dopo che era circolata la notizia di un colpo caduto nelle immediate vicinanze della centrale elettrica in città.
Giorgia Meloni in viaggio verso l'Algeria per un bilaterale col presidente Tebboune
La premier Giorgia Meloni è partita da Roma per Algeri per un incontro bilaterale con il Presidente della Repubblica Democratica Popolare di Algeria Abdelmadjid Tebboune.
Secondo fonti italiane, il tema delle forniture energetiche a partire dal gas, l'interscambio commerciale tra i due Paesi e poi i principali dossier internazionali dal Medio Oriente all'Ucraina saranno i temi al centro dei colloqui.
Iran, Sánchez: attuale conflitto "molto peggio della guerra illegale in Iraq"
Il Primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez descrive l'attuale conflitto in Medio Oriente come uno scenario "di gran lunga peggiore" rispetto alla guerra in Iraq del 2003.
Rivolgendosi ai parlamentari spagnoli, Sánchez ha affermato che "non ci troviamo affatto nella stessa situazione della guerra illegale in Iraq" del 2003, ma "ci troviamo di fronte a qualcosa di molto peggio. Molto peggio, con il potenziale di conseguenze ben più gravi e profonde".
Ambasciatore iraniano in Pakistan: "Nessun colloquio tra Usa e Iran"
L'ambasciatore iraniano in Pakistan, Reza Amiri-Moghaddam, afferma che non si sono svolti negoziati tra gli Stati Uniti e Teheran. "Non si sono svolti negoziati tra gli Stati Uniti e l'Iran", spiega dopo che il presidente Donald Trump ha segnalato progressi negli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra.
Bce, Lagarde: "Profonda incertezza sul futuro dell'economia"
"Ci troviamo ancora una volta in un mondo diverso, i cui contorni non sono ancora definiti. Ci troviamo ad affrontare una profonda incertezza sul futuro dell'economia", ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde nel suo discorso di apertura alla conferenza "La BCE e i suoi osservatori".
"Nessuno di noi può dissipare l'incertezza su come si evolverà la guerra in Iran. Ma quello che posso fare è delineare il modo in cui affronteremo questo shock".
Petroliera thailandese attraversa senza problemi lo Stretto di Hormuz
Una petroliera thailandese ha attraversato senza incidenti lo Stretto di Hormuz dopo un coordinamento diplomatico tra Thailandia e Iran senza dover pagare per il transito, secondo fonti ufficiali citate dal sito d'informazione "Channel News Asia". L'imbarcazione della compagnia Bangchak Corporation ha superato lo stretto lunedì, dopo colloqui tra il ministro degli Esteri thailandese Sihasak Phuangketkeow e l'ambasciatore iraniano a Bangkok. Il ministro ha dichiarato di aver chiesto assistenza per garantire il passaggio sicuro delle navi thailandesi, ricevendo rassicurazioni da Teheran a condizione di fornire l'elenco delle imbarcazioni in transito.
Borse europee: partenza in rialzo con la notizia di un possibile accordo in Medio Oriente
Partono positivamente le Borse europee mentre con la notizia di un probabile accordo tra Usa e Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Francoforte sale dell'1,44% con il Dax a quota 22.961 punti. Parigi guadagna un +1,2% con il Cac 40 a 7.837 punti. Anche Londra è in rialzo con Il Ftse 100 che registra un +0,68% a quota 10.032 punti. Piazza Affari con l'indice Ftse Mib segna +1,68% a 44.096,15 punti.
Londra propone vertice internazionale per riapertura Stretto di Hormuz
Il Regno Unito ha proposto di ospitare un vertice internazionale sulla sicurezza per elaborare un "piano collettivo e sostenibile" volto a riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo riferisce il quotidiano britannico The Guardian.
Tra le opzioni allo studio vi è anche la possibilità di schierare droni per la bonifica delle mine nel Golfo, dopo che diversi Paesi occidentali hanno respinto le richieste del presidente statunitense Donald Trump di inviare navi da guerra in una fase cosi' delicata del conflitto.
"Ci sara' un ulteriore incontro tra i capi di stato maggiore dei Paesi che hanno firmato la dichiarazione, e potenzialmente altri Stati saranno invitati più avanti questa settimana. Mi aspetto che nel prossimo futuro si tenga una sorta di conferenza sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz", ha dichiarato un funzionario della difesa britannica. Secondo la fonte, il vertice potrebbe svolgersi a Londra o presso il quartier generale navale di Portsmouth.
Iran: Al Thani, paesi Golfo devono essere "parte dei negoziati"
Gli Stati del Golfo non devono essere messi da parte nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Lo ha dichiarato l'ex primo ministro del Qatar, Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani. Gli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo devono avere un ruolo in qualsiasi negoziato tra le parti, ha affermato, avvertendo che il futuro della regione non può essere plasmato senza di loro.
"Gli Stati del Ccg non possono essere assenti da nessun tavolo dove si delineano i contorni del futuro regionale".
L'ex premier qatariota ha affermato, inoltre, che lo Stretto di Hormuz "non è una merce di scambio, né uno strumento di pressione" e deve rimanere aperto "senza condizioni o restrizioni, in nessuna circostanza". "Qualsiasi tentativo di imporre un controllo unilaterale su di esso, o di trasformarlo in uno strumento di estorsione, rappresenta una minaccia diretta non solo per gli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo e per la regione, ma per l'economia globale nel suo complesso", ha sottolineato.
Aie "pronta a rilasciare" nuove scorte di petrolio
L'Agenzia internazionale per l'energia è pronta a rilasciare, a fronte della crisi iraniana, nuove scorte petrolifere “se e quando sarà necessario”. Lo ha messo in chiaro il direttore dell'Aie, Fatih Birol, nel corso di un incontro a Tokyo con la premier giapponese Sanae Takaichi.
Iran: uccisi almeno 243 fra studenti e insegnanti
Il ministero dell'Educazione di Teheran citato dai media locali ha fatto sapere che almeno 243 fra studenti e insegnanti sono stati uccisi in Iran dallo scoppio della guerra lo scorso 28 febbraio.
Iran: attacco di droni all'aeroporto del Kuwait
Un attacco di droni iraniano ha ha colpito un serbatoio di carburante e provocato un incendio all'aeroporto del Kuwait. Lo ha riferito l'autorità per l'aviazione civile del Paese.
Iran, portavoce forze armate: Usa "state negoziando con voi stessi"
"Il livello dei vostri conflitti interni ha raggiunto il punto di negoziare con voi stessi? Non chiamate il vostro fallimento un accordo", ha detto il portavoce delle Forze armate, Ebrahim Zolfaqari in un messaggio rivolto agli Stati Uniti.
"Non sentirete più parlare dei vostri investimenti nella regione, né vedrete i prezzi precedenti dell'energia e del petrolio, finché non capirete: la stabilità nella regione è garantita dalla mano potente delle nostre forze armate. Stabilità attraverso la forza. Finché la nostra volontà non si sarà compiuta, nessuna situazione tornerà all'ordine precedente. Questo avverrà quando l'idea di agire contro la nazione iraniana sarà completamente cancellata dalle vostre menti impure", ha aggiunto.
Le nostre prime e ultime parole, fin dal primo giorno, sono state, sono e saranno: nessuno come noi andrà d'accordo con qualcuno come voi. Né ora, né mai".
Wsj, Usa: richieste di Iran sono "ridicole e irrealistiche"
In vista di possibili negoziati tra Iran e Stati Uniti, un funzionario americano ha dichiarato al Wall Street Journal che le richieste dell'Iran per un accordo che ponga fine alla guerra sono "ridicole e irrealistiche".
Secondo la fonte, tra le richieste avanzate dalle Guardie Rivoluzionarie c'è la chiusura di tutte le basi americane in Medio Oriente, il pagamento di un risarcimento per i danni causati dagli attacchi in Iran, un "nuovo regime" di gestione nello Stretto di Hormuz in cui l'Iran potrebbe riscuotere tasse dalle navi che attraversano la strategica via navigabile "come fa l'Egitto nel Canale di Suez".
Il regime di Teheran chiederebbe, inoltre, garanzie che la guerra non riprenda in futuro, la rimozione di tutte le sanzioni contro l'Iran e il rifiuto di accettare restrizioni al programma missilistico iraniano, opponendosi del tutto a qualsiasi negoziato su questa prospettiva.
Iran lancia nuova ondata di missili contro Israele e Paesi del Golfo
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane nella notte hanno reso noti di aver effettuato una nuova ondata di attacchi contro Israele e le basi statunitensi nel Golfo. Lo riporta l'agenzia iraniana Fars. I Pasdaran hanno dichiarato di aver preso di mira una base militare nella città di Safad, nel nord di Israele, nonché siti nelle città di Tel Aviv, Kiryat Shmona e Bnei Brak. Le Guardie Rivoluzionarie hanno inoltre affermato di aver preso di mira le basi militari statunitensi in Kuwait, Giordania e Bahrein.
Pentagono ordina invio di ulteriori truppe in Medio Oriente
Il Pentagono ha ordinato il dispiegamento in Medio Oriente di circa 2mila soldati dell'82esima Divisione aviotrasportata dell'esercito. Lo hanno riferito ai media americani due funzionari del dipartimento della Difesa, precisando che si tratta di militari della "Forza di Risposta Immediata" della divisione, composta da circa 3mila soldati in grado di essere schierati ovunque nel mondo entro 18 ore.
Altri soldati della brigata potrebbero essere inviati nei prossimi giorni. Come ricorda il New York Times, circa 4.500 marines sono già in viaggio verso la regione, portando così a quasi 7mila il numero complessivo di truppe aggiuntive inviate nell'area dall'inizio dell'operazione "Epic Fury" contro l'Iran, con circa 50mila soldati.