Il presidente Donald Trump aveva dato all’agenzia tempo fino al 2030 per costruire una base permanente sulla Luna.
La National Aeronautics and Space Administration (NASA) degli Stati Uniti sta rivedendo a fondo la propria strategia di esplorazione spaziale, con nuovi piani per riportare esseri umani sulla Luna e costruirvi una base permanente.
Intervenendo all'evento Ignition della NASA, i responsabili dell'agenzia hanno illustrato piani per accelerare le missioni lunari, tra cui il collaudo nello spazio di veicoli a propulsione nucleare, e hanno presentato alcune delle prossime missioni scientifiche per mantenere il vantaggio degli Stati Uniti nella nuova corsa alla Luna.
«Il tempo stringe in questa competizione tra grandi potenze e il successo o il fallimento si misureranno in mesi, non in anni», ha dichiarato martedì in un comunicato ufficiale l'amministratore della NASA Jared Isaacman.
La NASA ha annunciato questi cambiamenti per allineare il lavoro dell'agenzia alla National Space Policy degli Stati Uniti.
La politica (fonte in inglese), pubblicata lo scorso dicembre, ha incaricato la NASA di riportare astronauti sulla Luna, ridefinire il ruolo del Paese nelle attività spaziali commerciali e guidare il mondo nell'esplorazione dello spazio.
Un piano graduale per una base lunare
Martedì la NASA ha presentato un piano a fasi per costruire una base permanente sulla Luna. Le missioni iniziali invieranno rover, strumenti e tecnologie sulla superficie lunare per studiare come generare energia sul satellite naturale. Gli scienziati analizzeranno anche come potrebbero funzionare le comunicazioni sulla Luna e come muoversi e orientarsi sul suolo lunare.
Nella fase successiva verranno costruite strutture parzialmente abitabili sulla Luna e organizzate consegne regolari. Il piano prevede anche una collaborazione con la Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA), utilizzando il suo rover pressurizzato per il trasporto di materiali.
Nell'ultima fase saranno trasferite attrezzature più grandi e, alla fine, verranno inviati astronauti per sostenere una presenza umana continua sulla Luna, passando dalle brevi visite a una base permanente.
Per raggiungere questo obiettivo, l'agenzia ha già firmato partnership con l'Italia e il Canada e prevede ulteriori contributi in materia di abitabilità, mobilità di superficie e logistica.
Un ordine esecutivo emanato a dicembre incarica la NASA di costruire entro il 2030 un avamposto lunare permanente, che sosterrà una presenza continuativa e contribuirà alle future missioni su Marte.
La NASA sta invece sospendendo i piani per la stazione spaziale Gateway (fonte in inglese) per concentrare gli sforzi sulla costruzione della base permanente sulla Luna.
Prevista per il 2027, Gateway doveva essere un punto di appoggio per astronauti, attività di ricerca e carichi, per favorire soggiorni più lunghi sulla Luna e su Marte.
L'agenzia ha inoltre modificato gli obiettivi della missione Artemis III. Programmata per il 2027, la missione, inizialmente concepita come un allunaggio, servirà ora a testare in orbita terrestre i sistemi e le operazioni del veicolo spaziale.
La successiva missione Artemis IV punta a riportare esseri umani sulla superficie della Luna nel 2028.
Dopo Artemis III, la NASA ha spiegato che lancerà missioni verso la Luna ogni sei mesi e tenterà almeno un allunaggio all'anno.
Veicoli spaziali a propulsione nucleare
Oltre alla Luna, l'agenzia lancerà il primo veicolo interplanetario a propulsione nucleare, che raggiungerà Marte entro la fine del 2028.
Chiamato Space Reactor-1 Freedom, il veicolo sperimenterà una tecnologia detta propulsione nucleare elettrica, che permette viaggi efficienti e ad alta potenza nello spazio profondo, dove i pannelli solari non sono efficaci.
All'arrivo su Marte rilascerà un gruppo di piccoli elicotteri, il carico utile Skyfall, che esploreranno la superficie del pianeta.
Il lancio di Space Reactor-1 servirà anche a verificare le norme di sicurezza e le procedure di lancio per future missioni, ha spiegato l'agenzia.
Nuove missioni scientifiche
La NASA ha inoltre presentato alcune prossime missioni scientifiche.
L'agenzia ha annunciato il Nancy Grace Roman Space Telescope, un programma di ricerca che farà progredire gli studi sull'energia oscura, ritenuta responsabile dell'espansione dell'universo.
Dragonfly lancerà nel 2028 un ottocottero a propulsione nucleare, un tipo di drone dotato di otto rotori che gli consentono di volare. L'ottocottero raggiungerà la luna di Saturno Titano nel 2034 per esplorarne l'ambiente complesso e ricco di composti organici.
Nel 2028 la NASA lancerà la missione Dragonfly (fonte in inglese), che invierà su Titano, la più grande luna di Saturno, un robot a otto rotori alimentato da energia nucleare. Quando arriverà, nel 2034, sorvolerà la superficie di Titano alla ricerca di indizi sulla chimica e sulla conformazione del suolo che potrebbero sostenere la vita.
La NASA invierà su Marte nel 2028 il rover Rosalind Franklin, costruito dall'Agenzia spaziale europea (ESA). A bordo del rover si trova uno spettrometro di massa, che rileverà e analizzerà molecole organiche.
Separatamente, una nuova missione di osservazione della Terra, al via il prossimo anno, studierà lo sviluppo delle tempeste convettive per migliorare le previsioni di eventi meteorologici estremi fino a sei ore in anticipo.