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Mar Rosso, attaccati obiettivi Houthi in Yemen. UK e USA: "Necessario per proteggere il commercio"

Nuovi attacchi via mare e aerea contro gli Houthi in Yemen da parte di Gran Bretagna e Stati Uniti
Nuovi attacchi via mare e aerea contro gli Houthi in Yemen da parte di Gran Bretagna e Stati Uniti Diritti d'autore AP/UK MOD © Crown copyright 2024
Diritti d'autore AP/UK MOD © Crown copyright 2024
Di Gabriele BarbatiMichela Morsa
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Aerei e navi di Regno Unito e Stati Uniti hanno attaccato giovedì una decina di obiettivi degli Houthi in Yemen. "Attacchi necessari per proteggere il commercio internazionale", secondo i due Paesi e i loro alleati. "Un'aggressione ingiustificata" rispondono gli Houthi e l'Iran

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Londra e Washington hanno bombardato obiettivi militari in Yemen, giovedì sera, in risposta agli attacchi che da novembre i ribelli Houthi lanciano contro le navi commerciali che transitano nel Mar Rosso.

Aerei britannici partiti dalla base cipriota di Akrotiri e una nave statunitense, oltre a un sottomarino, hanno colpito la capitale yemenita Sana'a, il porto di Hudaydah, la città di Dhamar e Saada, una roccaforte Houthi nel nord-ovest dello Yemen. Gli obiettivi colpiti sarebbero hub logistici, sistemi di difesa aerea, depositi di armi e siti di lancio.

"Attacco necessario" per Sunak, "aggressione" dicono gli Houthi

Il primo ministro britannico, Rishi Sunak, ha dichiarato che gli attacchi sono "necessari e proporzionati". Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha avvertito di possibili ulteriori iniziative per "proteggere il libero flusso del commercio internazionale". Ha poi specificato che gli attacchi sono stati lanciati "dopo ripetuti avvertimenti" e sono stati necessari per difendere "la libertà di navigazione".

Nell'area gli Stati Uniti contano sulla portaerei Eisenhower e il Regno Unito ha quattro cacciatorpediniere, oltre a basi militari. 

Rappresentanti Houthi hanno avvertito invece Regno Unito e Stati Uniti che "pagheranno un alto prezzo" per questa "flagrante aggressione". "Le forze armate yemenite non esiteranno a colpire le fonti della minaccia e gli obiettivi aggressivi in difesa dello Yemen, della sua sovranità e indipendenza. Questa brutale aggressione non dissuaderà lo Yemen dalla sua posizione di sostegno al popolo palestinese offeso", ha dichiarato un portavoce del gruppo, Yahya Saree. 

"Il bersaglio era e continuerà ad essere colpire le navi israeliane o quelle dirette ai porti della Palestina occupata" ha scritto in un post su X un altro portavoce, Mohammed Abdulsalam.

Da quasi due mesi i ribelli yemeniti, che controllano la parte occidentale del Paese da quasi dieci anni, hanno preso di mira la navigazione nello stretto di Bab El-Mandeb come rappresaglia all'offensiva di Israele nella Striscia di Gaza. Gli attacchi stanno avendo un forte impatto sul commercio globale, dal momento che per la rotta marittima del Mar Rosso passa circa il 12% del totale delle merci. 

"La Repubblica dello Yemen ha subito una palese aggressione anglo-americana per proteggere Israele e fermare le operazioni dello Yemen a sostegno di Gaza. Hanno commesso una follia e si sbagliavano se pensano di dissuadere lo Yemen dal sostenere la Palestina e Gaza"

Houthi: "Morti e feriti dopo l'attacco"

"Ci sono morti e feriti a causa dei bombardamenti anglo-americani, e stiamo lavorando per contarli. Non ci sono danni reali dovuti ai raid lanciati contro di noi. La nostra risposta all'aggressione americano-britannica arriverà inevitabilmente", ha detto Muhammad Abdul Salam all'emittente Al Jazeera. Almeno cinque persone sono state uccise

Condanne sono arrivate anche dalla Russia e da Hamas. "Questa aggressione indica la decisione di espandere l'area del conflitto al di fuori della Striscia. Questo avrà delle conseguenze", ha detto l'esponente di Hamas Sami Abu Zhouri, citato dai media locali. 

Il ministero degli Esteri dell'Iran ha condannato i bombardamenti sullo Yemen come una "chiara violazione della sua sovranità e integrità territoriale", ha dichiarato su Telegram un portavoce del ministero, Nasser Kanani. Giovedì mattina la marina iraniana ha sequestrato una petroliera nel Golfo dell'Oman.

Una coalizione internazionale difende il commercio verso Suez

La rappresaglia contro gli Houthi, armati e finanziati dall'Iran, è stata supportata da Australia, Bahrein, Canada e Paesi Bassi. Gli ultimi tre Paesi sono membri della task force marittima dell'operazione Prosperity guardian messa su dagli Stati Uniti e di cui fa parte anche l'Italia.  

"Questi attacchi di precisione avevano lo scopo di interrompere e degradare le capacità degli Houthi di minacciare il commercio globale in una delle vie d'acqua più critiche del mondo" si legge in un comunicato congiunto delle nazioni coinvolte nell'attacco più Corea del Sud, Danimarca, Germania e Nuova Zelanda.

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