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Buenos Aires, migliaia in piazza contro il mega-decreto di austerity del nuovo governo Milei

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Image Diritti d'autore Gustavo Garello/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Gustavo Garello/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Michela Morsa
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Mercoledì il neo presidente argentino ha annunciato oltre trecento misure per eliminare le restrizioni all'economia e privatizzare le aziende statali

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Migliaia di persone si sono riversate nelle strade di Buenos Aires mercoledì per partecipare alla prima grande manifestazione di protesta contro il nuovo governo di Javier Milei, l'economista ultraliberista di estrema destra che si è insediato all'inizio del mese come presidente dell'Argentina

La mobilitazione è iniziata spontaneamente pochi minuti dopo un discorso televisivo di Milei, durante il quale ha annunciato un mega-decreto di drastica 'deregulation' - l'eliminazione di controlli e restrizioni - e privatizzazione dell'economia per contrastare la gravissima crisiche attraversa il Paese, con un’inflazione al 147 per cento e una povertà dilagante. 

"La patria non si vende" e "Milei spazzatura, sei la dittatura", sono stati gli slogan più ascoltati tra i manifestanti, guidati da gruppi che rappresentano soprattutto persone disoccupate. 

Gli interventi di Milei contestati

Mercoledì il presidente ha annunciato circa trecento nuovi interventi: ha parlato di privatizzare le società statali, deregolamentare il settore delle estrazioni minerarie, cancellare i limiti sulle esportazioni e ridurre le tutele per le persone e le attività in affitto.

La settimana scorsa Milei aveva già svalutato il peso rispetto al dollaro del cinquanta per cento e annunciato grossi tagli alla spesa pubblica: ha promesso di non rinnovare i contratti dei dipendenti pubblici che occupano il loro posto da meno di un anno e di aumentare il prezzo dei servizi di base e dei trasporti pubblici. 

Scontri tra polizia e manifestanti in Argentina

All’inizio della manifestazione, il cui punto di arrivo è stato Plaza de Mayo, sede del presidente argentino e del governo, ci sono stati alcuni scontri con la polizia che si sono conclusi con l’arresto di due persone, e tutto il corteo è stato presidiato dagli agenti in tenuta antisommossa. Eduardo Belliboni, leader del gruppo di protesta di sinistra Polo obrero, ha detto che la mobilitazione era stata organizzata in maniera pacifica e che i partecipanti non volevano "alcun tipo di scontro".

Il governo aveva detto che avrebbe consentito le proteste, ma aveva anche minacciato che chiunque avesse partecipato avrebbe rischiato di perdere il proprio diritto di ricevere i sussidi statali. La ministra della Sicurezza, Patricia Bullrich, ha inoltre annunciato un nuovo “protocollo” pensato per mantenere l’ordine pubblico che estende i poteri della polizia ed è stato considerato da alcuni gruppi come un tentativo di criminalizzare le proteste.

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