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Spagna, domani la fiducia al governo di Pedro Sanchez

Pedro Sánchez, segretario del Partito Socialista Operaio Spagnolo
Pedro Sánchez, segretario del Partito Socialista Operaio Spagnolo Diritti d'autore AP Photo
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Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La presidente del Congresso, Francina Armengol, ha convocato per il 15 e il 16 novembre la sessione plenaria del Congresso per il voto al governo del leader Psoe, Pedro Sanchez

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La presidente del Congresso dei deputati spagnolo, la socialista Francina Armengol, ha annunciato in una dichiarazione alla stampa che la sessione d’investitura di Pedro Sanchez si terrà oggi e domani.

A mezzogiorno di mercoledì 15 novembre inizierà infatti il dibattito sull'investitura, mentre il voto è previsto per il giorno seguente. A Sanchez serve la maggioranza assoluta per ottenere la fiducia: il Segretario del Partito Socialista Operaio Spagnolo può già contare sull’appoggio di 179 deputati, 3 in più della maggioranza assoluta. Salvo sorprese la quantità di voti permetterà a Sanchez di superare la maggioranza assoluta già giovedì alla prima votazione; la legge elettorale prevede comunque che nel caso in cui il primo tentativo fallisse, si tenga una seconda votazione entro 48 ore.

Decisivi, per Sanchez, gli accordi con gli indipendentisti catalani in cambio di una legge sull’amnistia: già chiusi quelli con la piattaforma di sinistra Sumar, con i catalani di ERC e Junts, con i baschi del PNV e EH Bildu, con i galiziani di BNG e con CC, i nazionalisti della Canarie.

Ho convocato il Congresso dopo aver parlato in questi giorni con Pedro Sanchez, il quale mi ha detto di aver svolto tutte le trattative con i diversi gruppi politici del Parlamento ed è quindi pronto per partecipare al dibattito per l’investitura
Francina Armengo, Presidente del Congresso dei deputati spagnolo

L'investitura avviene 16 settimane dopo le elezioni di luglio scorso e due prima della scadenza del termine del 27 novembre, dopo il quale sarebbero state automaticamente indette nuove elezioni generali per gennaio.

Sanchez è chiamato a formare un Governo dopo il fallimento del Popolare Alberto Nunez Feijoo, incaricato dal re in quanto leader del partito più votato alle ultime elezioni, ma che non era riuscito a trovare i numeri sufficienti per ottenere la fiducia. Feijoo era sostenuto dall'estrema destra di Vox, dalla Coalizione delle Canarie e dai regionalisti della Navarra dell'UPN.

La sessione del Congresso e l'investitura di Sanchez si svolgono in un clima politico caldo nel Paese: da settimane a Madrid e in altre città spagnole un numero sempre più grande di manifestanti di destra ed estrema destra stanno protestando contro l'accordo raggiunto tra Sanchez e i catalani di Junts guidati da Carles Puigdemont. Il punto dell'accordo più contestato è quello che prevede la possibilità che gli organizzatori del referendum del 2017 per l'indipendenza della Catalogna, tra cui lo stesso Puigdemont, possano ottenere la grazie.

Il parlamento spagnolo dovrà infatti votare una legge sull'amnistia dopo la formazione del governo, una norma che di fatto bloccherebbe i processi in corso e annullerebbe le condanne già emesse per tutti i leader catalani coinvolti.

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