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"Schengen non funziona più": Romania critica le posizioni di Vienna sulle misure doganali

La Romania critica le posizioni di Vienna sul trattato di Schengen
La Romania critica le posizioni di Vienna sul trattato di Schengen Diritti d'autore Euronews
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L'Austria ha bloccato l'ingresso di Romania e Bulgaria nell'area Schengen perché gli accordi devono essere "riformati". Dura la risposta del presidente romeno che dichiara che l'unione doganale "quasi non funziona più"

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Lo spazio Schengen "non funziona più": Dure le parole del presidente romeno Klaus Iohannis in risposta alle posizioni dell'Austria che fa opposizione all'ingresso di Bulgaria e Romania nell'unione doganale. Nonostante ciò Iohannis ha confermato che il suo Paese cercherà di aderire alla convenzione.

Secondo il presidente romeno le argomentazioni dell’Austria "non sono trasparenti", dal momento che ha accettato l’adesione della Croazia.

"L'Austria dice chiaramente che non ha nulla contro la Romania e la Bulgaria, ma si oppone all'ampliamento dell'area Schengen", ha dichiarato il presidente.

La necessità di rivedere Shengen è uno dei punti chiave della posizione austriaca. Il cancelliere Karl Nehammer, dopo aver incontrato martedì il suo omologo bulgaro, ha sottolineato che Vienna non ha nulla di "personale" contro la Bulgaria e la Romania. Nehammer concorda sul fatto che entrambi i paesi soddisfano i criteri, ma l'intero sistema "è rotto" e deve essere riformato, e solo dopo si potrà sollevare nuovamente la questione dell'estensione.

Dal canto suo  Iohannis afferma che l’accordo di Schengen “quasi non esiste più” poiché diversi paesi hanno chiuso le frontiere a causa dell’immigrazione, anche a causa dell'inasprirsi della recente crisi in Medio Oriente.

Italia e Slovenia hanno annunciato che adotteranno misure più stringenti alle frontiere. Il ministro dell'Interno sloveno ha detto giovedì che il paese estenderà ulteriormente il controllo alle frontiere con la Croazia e l'Ungheria per ulteriori due mesi, oltre il periodo iniziale di 10 giorni che sarebbe dovuto terminare il 30 ottobre. 

Sabato scorso l’Italia ha iniziato a controllare i veicoli in entrata dalla Slovenia, dopo aver sospeso un accordo di frontiera aperta con il paese confinante a causa dei problemi di sicurezza posti dalla guerra a Gaza.

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