La Svizzera sempre più a destra, crollano i Verdi

Il leader dell'Unione democratica di centro Marco Chiesa dopo la pubblicazione dei primi risultati
Il leader dell'Unione democratica di centro Marco Chiesa dopo la pubblicazione dei primi risultati Diritti d'autore FABRICE COFFRINI/AFP or licensors
Di Cristiano TassinariGianluca Martucci
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Alle elezioni federali si conferma l'onda conservatrice anti-migranti e più pragmatica sulle politiche per il clima. I Verdi perdono 11 seggi

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La Svizzera vira sempre più a destra.

L'Unione democratica di centro (UDC) - destra convervatrice e anti-europeista - è la grande vincitrice delle elezioni per il rinnovo del Parlamento federale in Svizzera. Nel Consiglio nazionale, la camera bassa che rappresenta il popolo svizzero, i conservatori hanno ottenuto nove seggi in più rispetto alle elezioni del 2019. 

Il risultato riflette in gran parte il crollo del partito dei Verdi e del partito dei Verdi liberali, che erano stati la vera sorpresa delle precedenti elezioni. Gli appelli per una maggiore assertività contro l'immigrazione nel Paese e per un maggiore pragmatismo sulle politiche di contrasto al cambiamento climatico sono stati vincenti.

Uno degli slogan dei democentristi è stato quello riferito all'introduzione della soglia di 9,5 milioni di abitanti in totale oltre la quale le persone ammesse in via provvisoria non dovrebbero più ottenere il permesso di soggiorno o di stabilimento, né la nazionalità svizzera, né alcun altro diritto di soggiorno. Attualmente la Svizzera conta 8,7 milioni di abitanti, ma l'immigrazione contribuisce alla crescita della popolazione.

"La gente è stufa dell'eccessiva immigrazione e del caos in materia di asilo", ha dichiarato il leader dell'Udc, Marco Chiesa commentando i primi risultati.

Un altro risultato di portata storica è secondo i media svizzeri il sorpasso del Centro sul partito liberal-radicale (Plr), i cui fondatori sono considerati "gli artefici della Svizzera moderna". I centristi si posizionano dopo il partito socialista, che con due seggi guadagnati, recupera solo parzialmente i consensi persi dai Verdi.

Un cambiamento dei rapporti di forza potrà essere analizzato solo in fase di formazione del nuovo governo che riceverà il voto del parlamento il 13 dicembre. 

Il governo federale è composto da sette membri rappresentativi dei 4 principali partiti che risultano dalle elezioni. Il partito di Centro potrebbe rivendicare un seggio in più rispetto al passato.

Non si ha un quadro completo dell'elezione dei 46 membri del Consiglio degli Stati, la camera alta che rappresenta i cantoni. In dieci di questi si andrà al ballottaggio il 19 novembre per eleggere ancora 15 parlamentari.

A eccezione dei cantoni Neuchâtel (dove i due seggi in mano ai liberal-radicali sono andati rispettivamente ai Verdi e ai socialisti) e quelli Vaud e Svitto, non ci sono stati grandi cambiamenti rispetto alla composizione della scorsa legislatura. 

Nei cantoni italofoni la destra ha dominato nel Canton Grigioni per l'elezione dei due deputati del Consiglio nazionale, non riuscendo tuttavia a battere il partito liberal-radicale per i due seggi assegnati per il Consiglio degli Stati. 

In Canton Ticino l'Udc ha ottenuto due seggi come il Plr nella competizione per la camera bassa (su otto totali). Si andrà al ballottaggio per i due seggi per il Consiglio degli Stati.

I conservatori hanno vinto in 15 cantoni, ma ha ottenuto la maggioranza in soli tre capoluoghi. Secondo Ticino News, questo dimostra il divario tra città e campagne, dove la retorica dell'Udc fa più breccia.

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