Il Qatar sta intensificando gli sforzi diplomatici per evitare un'escalation regionale più ampia, mentre aumentano le tensioni tra l'Iran e l'Occidente. Doha si sta coordinando strettamente con Egitto e Turchia per mantenere aperti i canali diplomatici
Il Qatar sta conducendo gli sforzi diplomatici regionali per evitare un'escalation della crisi iraniana, dopo giorni di minacce di Teheran all'Occidente e di dichiarazioni forti da parte di Ue e Stati Uniti e l'invio di una flotta da guerra Usa in Medio Oriente.
Il primo Ministro e ministro degli Affari Esteri, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani, è stato ricevuto sabato a Teheran dal segretario del Consiglio di sicurezza nazionale dell'Iran, Ali Larijani.
I colloqui si sono concentrati sulla de-escalation e sulla maniera di evitare gravi ripercussioni regionali della crisi. Dopo l'incontro, Larijani ha dichiarato su X che "gli accordi strutturali per i negoziati stanno progredendo", anche se non sono stati confermati pubblicamente colloqui diretti con gli Stati Uniti.
Persiste l'incertezza diplomatica con l'Iran
La spinta diplomatica giunge nel pieno di una reazione veemente del regime nei confronti dell'Unione Europea, dopo la decisione di Bruxelles di inserire le Guardie della Rivoluzione islamica nella lista delle organizzazioni terroristiche, e nonostante un rallentamento di Donald Trump.
Dopo le minacce di guerra, infatti, il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che i negoziati rimangono possibili. "Ci stanno parlando, ci stanno parlando seriamente" ha detto sabato ai giornalisti a bordo dell'Air Force One.
In una dichiarazione, il Qatar ha ribadito il suo sostegno a soluzioni pacifiche e la necessità di risparmiare alla popolazione della regione le conseguenze di un'ulteriore escalation.
Doha ha sottolineato il continuo coordinamento con i Paesi "fratelli" e amici, un linguaggio ampiamente visto come una spinta alla moderazione collettiva piuttosto che allo scontro.
Dietro le quinte il Paese lavora con Egitto e Turchia in maniera sempre più coordinata per evitare che la crisi in Medio Oriente peggiori, puntando sulla diplomazia per smorzare le tensioni in corso.