Il prezzo dell'oro è sceso a 4770 dollari l'oncia e così quello dell'argento calato del 31 per cento in chiusura dei mercati venerdì scorso. Sono quotazioni comunque alte, a cosa sono dovute le oscillazioni in corso nei prezzi dei metalli preziosi?
Giovedì l'oro ha raggiunto un nuovo record a 5600 dollari l'oncia, con l'argento scambiato a 120 dollari. Improvvisamente, poi, i prezzi del bene rifugio per eccellenza sono iniziati a scendere fino ai 470 dollari l'oncia di venerdì sera.
La febbre dell'oro dell'inizio del 2026 ha raggiunto il suo picco, con persone che si sono affrettate a vendere i lingotti che possedevano o ad acquistarli attraverso rivenditori locali, a investire on line con fondi negoziati in borsa, tanto i più esperti quanto chi ha fatto trading per la prima volta.
Mercoledì scorso, infatti, il prezzo dell'oro sul mercato spot di New York aveva attratto l'attenzione raggiungendo il massimo storico di oltre 5418 dollari per "oncia troy" (ozt), lo standard con cui vengono misurati i metalli preziosi.
Da allora, i prezzi sono scesi, con i futures che finito sotto la soglia dei 5mila dollari venerdì pomeriggio, il che potrebbe indicare una correzione più ampia.
Le fluttuazioni dei valori si sono accentuate dopo la notizia che il presidente Donald Trump avrebbe nominato l'ex funzionario Kevin Warsh a governatore della della Federal Reserve, la banca centrale statunitense.
I prezzi dell'oro rimangono comunque molto più alti rispetto a un anno fa, quando la quotazione spot a New York era inferiore a 2795 dollari per ozt.
Cosa sta causando il balzo dei prezzi dell'argento e dell'oro?
Molto dipende dall'incertezza, come tipico in tempi di turbolenze.
I prezzi dell'oro hanno subito non a caso un'impennata in tutto il mondo all'apice della pandemia da COVID-19 e poi a causa delle guerre in corso e dell'agitazione provocata dai dazi del presidente Trump.
Gli ultimi rialzi record dei metalli preziosi sono coincisi con l'escalation delle tensioni geopolitiche in Venezuela e Iran, con i ripetuti appelli di Trump per l'acquisizione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti e con la sua aggressiva nei confronti degli alleati della Nato.
C'è stato "un vero e proprio crollo nel modo in cui pensiamo al funzionamento dell'ordine mondiale, se così vogliamo chiamarlo", ha dichiarato all'Associated Press Daniel McDowell, professore di scienze politiche alla Syracuse University.
Secondo McDowell, nei momenti di instabilità l'acquisto di oro è stato storicamente una sorta di "reazione psicologica" per alcune persone che vogliono mettere al sicuro il proprio denaro.
Le oscillazioni nel valore dell'oro negli ultimi giorni sono coincisi anche con l'indebolimento del dollaro statunitense e con i dubbi sulla futura indipendenza della Fed dopo la fine dell'era Powell.
La nomina di Warsh, 55 anni e docente a Stanford, potrebbe segnare uno spostamento verso una maggiore influenza della Casa Bianca sulla politica monetaria riducendo la storica indipendenza della Fed dal governo (e la divisione dei poteri prevista dalla Costituzione Usa).
Il cambio del testimone alla guida della banca centrale Usa avverrà a maggio, quando scadrà il mandato dell'attuale governatore, che era stato scelto dallo stesso Trump nel 2017.
Dopo il suo ritorno alla Casa Bianca, però, il presidente ha criticato Jerome Powell per non avere tagliato i tassi di interesse negli Stati Uniti abbastanza velocemente.
Sebbene Warsh sia stato a lungo un "falco" nel gergo della Fed - vale a dire un sostenitore dell'aumento dei tassi di interesse per controllare l'inflazione - Trump aveva annunciato che avrebbe nominato un nuovo presidente della Fed che abbassasse i tassi di interesse, con l'obiettivo di ridurre i costi dell'enorme debito pubblico federale, pari a 38mila miliardi di dollari.
La nomina di Warsh, imparentato con uno dei businessmen più vicini a Trump (è il genero di Roland Lauder patron dell'impero dei cosmetici e compagni di studi del presidente alla Wharton Business school), richiede la conferma del Senato.