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Torino: manifestazione contro la chiusura del centro sociale Askatasuna sfocia in violenza

Agente aggredito a Torino
Agente aggredito a Torino Diritti d'autore  Giorgia Meloni / X
Diritti d'autore Giorgia Meloni / X
Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Decine di agenti feriti e uno accerchiato dai manifestanti. Sabato a Torino è scoppiata la violenza dopo la manifestazione pacifica con migliaia di persone che hanno protestato contro lo storico centro sociale del capoluogo piemontese. Dura condanna da parte del governo Meloni

Violenti scontri hanno segnato la chiusura della manifestazione organizzata a Torino in sostegno dello storico centro sociale Askatasuna, sgomberato a metà dicembre. Il bilancio provvisorio degli incidenti parla di 31 agenti feriti una decina di fermi effettuati dalle forze dell'ordine. Almeno due persone sono state arrestate e tre denunciate.

Particolarmente crudo un video che documenta l'aggressione ai danni di un agente, colpito con calci, pugni e quello che sembra essere un martello da parte di un gruppo di manifestanti. Il poliziotto ha riportato diverse contusioni ma non sarebbe in gravi condizioni.

L'Askatasuna, punto di riferimento per l'antagonismo italiano, occupava da quasi trentanni un immobile nel quartiere Vanchiglia, tra la Dora Riparia e il Po. Lo sgombero era scattato in seguito a perquisizioni legate a precedenti disordini e atti vandalici, tra cui l'assalto alla redazione de La Stampa avvenuto a fine novembre. Nonostante le radici profonde del centro sociale nel tessuto cittadino, la tensione accumulata è esplosa nel tardo pomeriggio di sabato, quando il corteo ha raggiunto corso Regina Margherita.

Manifestazione inizialmente pacifica a Torino

Secondo le prime stime, alla manifestazione hanno partecipato circa 20mila persone. Il pomeriggio era iniziato in modo pacifico, con migliaia di partecipanti di ogni età radunati davanti alle stazioni di Porta Susa e Porta Nuova, affiancati da gruppi anarchici, comitati No Tav, sigle sindacali come Cobas e Usb, e studenti provenienti dalle facoltà umanistiche di Palazzo Nuovo. La gran parte dei manifestanti ha sfilato tranquillamente lungo il Po per poi allontanarsi quando la situazione è degenerata.

Manifestazione a Torino
Manifestazione a Torino courtesy of Marisa Gonçalves

La violenza è divampata intorno alle 18: un gruppo di persone con il volto coperto ha iniziato a lanciare petardi, fumogeni e bombe carta contro la polizia, che ha risposto utilizzando lacrimogeni e idranti. Alcuni individui hanno utilizzato tavoli e sedie prelevati dai dehors dei locali per colpire gli agenti, mentre altri hanno dato fuoco a cassonetti e a un mezzo blindato della polizia.

I disordini si sono poi spostati verso la zona di corso Regio Parco e il cimitero monumentale. In questo clima di caos, anche l'informazione è finita nel mirino: la giornalista Bianca Leonardi e un operatore della troupe di Far West sono stati minacciati e costretti alla fuga da un gruppo di persone mentre cercavano di documentare gli eventi.

Meloni: "Grave e inaccettabile"

Le reazioni politiche non sono tardate ad arrivare. La premier Giorgia Meloni ha condannato fermamente gli episodi tramite i propri canali social, definendo la difesa della legalità un dovere dello Stato e schierandosi apertamente con le forze dell'ordine e i giornalisti aggrediti.

Domenica mattina Meloni si è recata all'ospedale Molinette di Torino per incontrare gli agenti aggrediti. "Questi non sono manifestanti. Questi sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio. Mi aspetto che la magistratura valuti questi episodi per quello che sono, senza esitazioni, applicando le norme che già ci sono e consentono di rispondere in modo fermo, perché non si ripeta che alla denuncia dei responsabili non segua nulla, come purtroppo è accaduto troppe volte", ha scritto la premier in un post su X, annunciando una riunione del governo per eventuali nuove misure contro le manifestazioni.

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e il capo della polizia Vittorio Pisani hanno contattato telefonicamente l'agente del reparto mobile di Padova ferito. Per la giornata di domenica è già stato fissato un vertice in video collegamento con il prefetto e il questore di Torino per fare il punto sulla sicurezza e la gestione dell'ordine pubblico.

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