Svizzera, referendum pensioni: sì ad aumento, no all'età a 66 anni

La Svizzera ha tenuto domenica un referendum sulle pensioni statali
La Svizzera ha tenuto domenica un referendum sulle pensioni statali Diritti d'autore AP Photo
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Di Gabriele Barbati
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Gli svizzeri hanno espresso parere favorevole domenica alla tredicesima per i pensionati. Il 75% dei votanti al referendum ha respinto l'innalzamento di un anno dell'età: si va in pensione ancora a 65 anni

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Gli elettori svizzeri si sono concessi un mese di pensione in più all'anno, in un referendum nazionale domenica promosso dai sindacati e incentrato sul tenore di vita degli anziani.

Governo, Parlamento e mondo economico avevano avvertito che l'aumento dei pagamenti sarebbe stato troppo costoso da sostenere

Eppure quasi il 60 per cento degli elettori ha detto "sì" al primo quesito e respinto invece con il 75 per cento l'aumento dell'età pensionabile da 65 a 66 anni.

Quanto è la pensione in Svizzera rispetto al costo della vita

La pensione statale massima mensile è di 2.550 euro, secondo molti una cifra insufficiente per vivere in Svizzera, dove il costo della vita è tra i più alti al mondo, in particolare a Ginevra e a Zurigo. Per esempio, i premi dell'assicurazione sanitaria, che è obbligatoria per tutti i cittadini elvetici, sono aumentati rapidamente e gli anziani spesso faticano a pagarli.

Al punto che sempre più persone lavorano fino a 70 anni per necessità, non per scelta. In difficoltà anche i migranti assunti nei decenni passati per lavorare nelle fabbriche, nei ristoranti o negli ospedali della Svizzera, mentre le giovani generazioni soffrono di stress da lavoro. 

Il referendum in Svizzera ha dato la tredicesima ai pensionati

Avendo ottenuto voto favorevole nella maggioranza dei 26 cantoni, i cittadini sono riusciti, grazie al sistema di democrazia diretta della Svizzera, a varare una significativa riforma delle pensioni, qualcosa che altrove in Europa spacca governi e maggioranze politiche, Italia inclusa.

La riforma porta la pensione statale in linea con il sistema salariale nazionale, che è anche pagato in 13 rate, il che significa che i lavoratori ricevono un doppio pagamento a dicembre. 

Si tratta di una "tredicesima" per i pensionati, che lamentavano come anche loro avessero diritto al pari dei lavorativi attivi ad avere più liquidità in vista del Natale e del pagamento annuale delle tasse.

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