Il premio Nobel per la Pace assegnato alla militante iraniana Narges Mohammadi

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Vice presidente del Centro per la difesa dei Diritti umani, in carcere dal maggio 2016, riceve il premio per la sua lotta contro l'oppressione delle donne in Iran

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L’attivista iraniana Narges Mohammadi è la vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2023.

Considerata una delle più importanti attiviste per i diritti umani nell'Iran degli ayatollah, riceverà il premio nel carcere di Evin, dove sta scontando una pena di dieci anni per "propaganda contro lo Stato".

Con questa scelta, l'Accademia del Nobel vuole lanciare un chiaro messaggio di sostegno a chi lotta per "Donne, Vita, Libertà".

"Assegnandole il Premio Nobel per la Pace di quest'anno - dice Berit Reiss-Andersen, presidente del Comitato norvegese per il Nobel - il Comitato norvegese per il Nobel desidera onorare la sua coraggiosa lotta per i diritti umani, la libertà e la democrazia in Iran.

Il Premio per la Pace di quest'anno riconosce anche le centinaia di migliaia di persone che l'anno precedente hanno manifestato contro le politiche di discriminazione e oppressione del regime teocratico nei confronti delle donne".

Mohammadi, 51 anni, ha trascorso gli ultimi decenni dentro e fuori dalle carceri iraniane per la sua costante lotta contro alcuni dei pilastri della Repubblica islamica, come la pena di morte, l'aborto e il velo obbligatorio.

Ha continuato la sua lotta dietro le sbarre, scrivendo articoli, promuovendo la disobbedienza civile e sostenendo le proteste scatenate dalla morte della giovane Mahsa Amini.

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