Nagorno-Karabakh: attacchi azeri, proteste armene. La comunità internazionale: cessate il fuoco

Erevan, 19 settembre 2023.
Erevan, 19 settembre 2023. Diritti d'autore Vahram Baghdasaryan/PHOTOLURE
Di Cristiano TassinariEuronews World
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Nuova e improvvisa vampata di tensione nel Nagorno-Karabakh, regione separatista dell'Azerbaigian, dove la popolazione è a maggioranza armena. Cessate in fuoco, richiesto dalla comunità internazionale, in vigore da quest'oggi. Discussione il 21 settembre al Consiglio di Sicurezza dell'Onu

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Migliaia di armeni hanno protestato martedì sera a Ereven, la capitale dell'Armenia, cercando di fare irruzione nel Parlamento.

Nel mirino, il primo ministro Nikol Pashinyan, di cui i manifestanti hanno chiesto le dimissioni, accusandolo di "tradimento" degli armeni del Nagorno-Karabakh, dopo l'improvviso riaccendersi del conflitto con l'Azerbaigian nella regione.

L'esercito dell'Azerbaigian ha dato il via, martedì, ad un'operazione militare nell'Alto Karabakh per "ripristinare l'ordine costituzionale": questa la dichiarazione delle autorità di Baku, che hanno definito l'operazione "anti-terroristica". 

Mentre l'Azerbaigian insiste nel dire di aver preso di mira solo postazioni militari, gli armeni riferiscono di attacchi diretti contro infrastrutture civili, palazzi e case, in particolare nella zona di Step'anakert, il capoluogo del Nagorno-Karabakh (Khankhendi, in azero): ci sarebbero almeno 25 vittime e decine di feriti.

Oltre 7.000 i civili evacuati, secondo i separatisti del Nagorno-Karabakh. 

AP/Official Twitter account of the Ministry of Foreign Affairs of the Artsakh Republic in the breakaway territory of Nagorno-Karaba
Attacco a Step'anakert. (19.9.2023)AP/Official Twitter account of the Ministry of Foreign Affairs of the Artsakh Republic in the breakaway territory of Nagorno-Karaba

Un conflitto senza fine

Il Nagorno-Karabakh, definita in armeno "autoproclamata Repubblica di Artsakh", è un territorio separatista interno all'Azerbaigian, dove la maggioranza della popolazione è armena: l'Armenia ne rivendica la "proprietà territoriale e politica". 

Il conflitto tra Azerbaigian e Armenia ha trascinato i due popoli in lunghe guerre negli anni '80 e '90 e ad una guerra-lampo di sei settimane, conclusasi nel novembre 2020, vinta dall'Azerbaigian e che è costata all'Armenia pesanti concessioni territoriali. 

Cessato il fuoco!

Dopo questa nuova fiammata di tensione, la comunità internazionale, Usa e Russia compresi, ha chiesto l'immediato cessate il fuoco.
Accordo raggiunto mercoledì 20 settembre.

La Francia ha chiesto una riunione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, prevista per il 21 settembre.

**Ma perchè sono ripresi gli attacchi dell'esercito dell'Azerbaigian? **

Spiega Anar Eyvazov, portavoce del Ministero della Difesa azero: 
“Abbiamo osservato movimenti militari da parte dell’Armenia nel Nagorno-Karabakh, come spostamento di unità da combattimento, operazioni di intelligence e infiltrazioni nelle profondità delle nostre posizioni e minare nuovamente le aree sminate. E persino sulle strade civili, a scopo di provocazione terroristica”.

Screenshot AP VIDEO
"Abbiamo risposto alle provocazioni armene".Screenshot AP VIDEO

Nikol Pashinyan, primo ministro armeno, dà la sua versione dei fatti: 
"La Repubblica d'Armenia non è coinvolta in azioni militari e vorrei affermare ancora una volta che la Repubblica d'Armenia non ha un esercito nel Nagorno-Karabakh".

Screenshot AP VIDEO
"L'Armenia non ha un esercito in Nagorno-Karabakh".Screenshot AP VIDEO

Pashinyan; "Appelli al colpo di stato in Armenia"

Pashinyan ha definito la situazione lungo il confine armeno "relativamente stabile".
Dopo le proteste sotto il Parlamento a Erevan ha dichiarato: "Non dovremmo permettere alle forze straniere di mettere sotto attacco lo stato dell'Armenia. Purtroppo ci sono appelli da diverse parti al colpo di stato in Armenia".

Baku, da parte sua, ha dichiarato di aver informato la Turchia e la Russia prima dell'inizio dell'operazione.
Secondo Pashinyan, se così fosse, Mosca non avrebbe comunicato la notizia alle autorità dell'Armenia, a dimostrazione di rapporti sempre più tesi tra gli alleati (o ex alleati?).

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