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La diplomazia ucraina si muove in Africa mentre torna in azione il battaglione Azov

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frame Diritti d'autore Henry Nicholls/Pool Photo via AP
Diritti d'autore Henry Nicholls/Pool Photo via AP
Di euronews
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Il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba, "Combatteremo finché non libereremo tutti i territori occupati dai russi. Dobbiamo tornare dentro i confini del 1991"

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Non perdono di intensità i combattimenti lungo il fronte in Ucraina anche se il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba,  ammette che la stanchezza comincia a farsi sentire. "Siamo tutti sfiniti", afferma , "ma la posta in gioco è troppo alta per permettere alla stanchezza di determinare le scelte".

Il presidente  Volodymyr Zelenskyy intanto ha prorogato la legge marziale  e la mobilitazione per 90 giorni, fino al 15 novembre.

I combattimenti non si arrestano, i bombardamenti russi hanno interessato anche stamani il distretto di Kupiansk, dove si registra almeno un morto. Mentre il battaglione Azov è tornato operativo.

E il conflitto sarà ancora lungo

"Il nostro obiettivo è la vittoria, e vittoria significa liberazione di tutti i nostri territori e ritorno ai confini del 1991. Non importa quanto tempo ci vorrà, finché il popolo ucraino condivide questo obiettivo, il governo si muoverà mano nella mano con il suo popolo".

Anche il fronte diplomatico resta attivo. Dopo decenni di disinteresse, Kiev torna a guardare in direzione dell'Africa con una missione diplomatica che ha l'obiettivo di ottenere il sostegno di Paesi chiave al fine di ridurre l'influenza russa.

Kuleba sottolinea anche se velatamente  una certa distanza da parte dell'Occidente nel sostenere la controffensiva. Occidente che ha  inviato a Kiev armi per decine di miliardi di euro, anche se il ministro degli Esteri ha sottolineato la necessità di ricevere ancora armi e questo "finché non vinceremo".

L'Ucraina, le cui perdite militari e civili sono stimate dall'Occidente in oltre 100.000, tra morti e feriti, sta "pagando un  prezzo troppo alto" ha ammesso il ministro concludendo "finché il popolo ucraino crederà che l'Ucraina è in grado di vincere e raggiungere i suoi obiettivi con mezzi militari, la lotta continuerà".

Il capo della diplomazia ucraina ha spazzato via i dubbi sollevati da alcune dichiarazioni del capo di stato maggiore della Nato Stian Jenssen secondo cui l'Ucraina potrebbe diventare un membro dell'Alleanza in cambio dei territori occupati dalla Russia. "L'Ucraina inoltre non rinuncerà ai suoi territori per aderire alla Nato - ha affermato Kuleba - e il segretario generale dell'Alleanza Jens Stoltenberg ha una posizione chiara su questo. 

Jenssen aveva affermato che l'Ucraina potrebbe aderire alla Nato rinunciando ai territori occupati dalla Russia, ma ha poi definito un "errore" le sue parole. A queste affermazioni si aggiungono quelle della Casa Bianca che ha assicurato che la Nato non sta discutendo l'adesione dell'Ucraina in cambio di territorio.

Prorogata legge marziale

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha firmato una legge che proroga la legge marziale e la mobilitazione per 90 giorni, fino al 15 novembre e chiede a tutti coloro che non sono in prima linea di aiutare a combattere. 

Le forze russe hanno bombardato di nuovo il distretto di Kupiansk questa mattina, senza provocare feriti o vittime, nei bombardamenti di ieri sempre a Kupiansk nella regione di Kharkiv, nell'Ucraina sud-orientale, un uomo, rimasto gravemente ferito, è deceduto  in ospedale.

E intanto stando ai media locali, il battaglione Azov è tornato alfronte in Ucraina ed è già  impegnato in combattimenti.   I soldati di Azovsono impegnati nell'area della foresta di Serebryanske, nella regione di Lugansk.

I comandanti del battaglione erano rientrati l'8 luglio in Ucraina da Istanbul dopo la prigionia in Russia e 300 giorni trascorsi in Turchia in base agli accordi dello scambio di prigionieri con Mosca.

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