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Summit sull'Amazzonia, Lula: "Tutelare la foresta responsabilità di tutti"

I leader dei Paesi che ospitano la foresta amazzonica riuniti in Brasile
I leader dei Paesi che ospitano la foresta amazzonica riuniti in Brasile Diritti d'autore Eraldo Peres/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Eraldo Peres/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Andrea Barolini
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Il presidente del Brasile Lula ha aperto il summit dei Paesi che ospitano sui loro territori la foresta amazzonica, sottolineando la necessità di agire ed attaccando il suo predecessore Jair Bolsonaro

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L'Amazzonia non può più aspettare. E prendersene cura "non è una responsabilità solo del Brasile, ma di tutti". È con queste parole che il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, ha aperto martedì 8 agosto il summit che si tiene a Belem tra i Paesi membri dell'Organizzazione del trattato di cooperazione amazzonica (Otca). Organismo creato nel 1995 dalle nazioni che condividono la foresta pluviale sui loro territori: Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, Guyana, Perù, Suriname e Venezuela.

Il primo summit dei Paesi Otca in 14 anni

Si tratta della prima volta in 14 anni che viene organizzato un vertice dell'Otca. Lula ha affermato di essere pronto a cooperare con i Paesi vicini per difendere quello che viene considerato un "polmone" della Terra: indispensabile per l'abbattimento delle emissioni di gas ad effetto serra e che, però, da decenni è soggetto ad una deforestazione sfrenata, figlia principalmente della volontà di sfruttare le risorse naturali della foresta (compresi i combustibili fossili).

L'elezione di Lula e l'uscita di scena del suo predecessore - l'ultra-conservatore Jair Bolsonaro - hanno portato quest'anno ad un improvviso calo delle pratiche di disboscamento in Amazzonia. Tuttavia, secondo quanto indicato da Greenpeace Brasile, il numero di incendi (molti dei quali di origine dolosa) continua a restare inquietante: l'associazione ambientalista ne ha contati più di 15.700 dall'inizio dell'anno, con un aumento del 5,3% rispetto allo stesso periodo del 2022. I roghi si concentrano soprattutto negli Stati di Mato Grosso, Maranhao e Parà. Proprio i luoghi nei quali l'industria agroalimentare si sta maggiormente espandendo.

"Serve una transizione ecologica dell'economia"

Lula ha inoltre ricordato ai Paesi più ricchi del mondo la necessità di operare congiuntamente per tutelare l'Amazzonia. Il che significa anche concedere i finanziamenti necessari per garantire una "transizione ecologica dell'economia". 

Il presidente del Brasile, ha infine ha accusato Bolsonaro, di aver favorito la penetrazione della criminalità organizzata nel territorio della foresta, e per questo ha sostenuto la necessità di creare un coordinamento regionale delle forze di polizia.

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