Durante il corteo si sono registrate tensioni: i dimostranti hanno lanciato petardi, fumogeni e fuochi d'artificio; la polizia ha risposto con idranti, gas lacrimogeni e proiettili di gomma. Attesa per l'arrivo del presidente Usa tra martedì e mercoledì
Lunedì sera, oltre duemila persone sono scese in piazza a Zurigo per manifestare contro il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il Forum economico mondiale (Wef), che si sta tenendo in questi giorni a Davos, in Svizzera.
I manifestanti delle organizzazioni ambientaliste e di sinistra, che si sono radunati intorno alle 18.30 ora locale in Bürkliplatz, hanno protestato contro quello che definiscono un "incontro degli oligarchi" e urlato slogan come "Trump non è il benvenuto".
Durante il corteo si sono registrate tensioni: diversi edifici sono stati imbrattati con spray e vernice, alcuni container sono dati dati alle fiamme e alcune vetrine sono state danneggiate.
I dimostranti hanno lanciato petardi, fumogeni e fuochi d'artificio, ai quali la polizia schierata in forze ha risposto con idranti, gas lacrimogeni e proiettili di gomma.
Un manifestante ha anche dato fuoco a una bandiera statunitense. Al momento non si registrano feriti.
Proteste anche a Davos dopo il report Oxfam, attesa per Trump
Domenica, anche a Davos, si sono verificate proteste contro Trump per la sua posizione sulla Groenlandia e per la concentrazione di ricchezza nelle mani delle élite globali.
Secondo un'analisi Oxfam, nel 2025 i miliardari nel mondo sono diventati più di tremila con una ricchezza netta aggregata di 18,3 miliardi di dollari, un incremento del 16 per cento rispetto al 2024 e dell'81 per cento dal 2020.
Un accentramento mai registrato nella storia, che aggrava le divisioni economiche e politiche che minacciano la stabilità democratica.
Il presidente Trump è atteso a Davos tra martedì e mercoledì. Al momento non avrebbe programmato alcun incontro con il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky.
Nel frattempo Trump ha pianificato per giovedì la cerimonia di firma della Carta istitutiva del Consiglio per la Pace per la ricostruzione di Gaza.
Un appuntamento respinto dal presidente francese Emmanuel Macron. "Nessuno lo vuole perché lascerà l'incarico molto presto, va bene così", ha detto Trump. "Applicherò una tariffa del 200 per cento sui suoi vini e champagne e lui si unirà. Ma non è obbligato a farlo.
"Anche il presidente Putin ha ricevuto un invito a far parte di questo Consiglio di Pace", ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.