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Un nuovo trionfo per Mītsotakīs? In Grecia, secondo i sondaggi, le elezioni-bis sembrano scontate

Il comizio di Mītsotakīs ad Atene. (23.6.2023)
Il comizio di Mītsotakīs ad Atene. (23.6.2023) Diritti d'autore AP
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Di Cristiano TassinariEuronews World - Ansa
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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I sondaggi non lasciano spazio a sorprese: 34 giorni dopo, il successo di Nuova Democrazia e dell'ex premier Mītsotakīs dovrebbe essere ancora superiore, arrivando quasi al 45%. Staccatissimi i partiti di sinistra, Syriza e Pasok. Andrà veramente così?

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Grecia nuovamente alle urne, per la seconda volta in appena 34 giorni.  
Per eleggere i 300 deputati e, di consegunza, il nuovo primo ministro. 

Già da sabato, potranno votare i greci che risiedono all'estero, mentre domenica toccherà ai greci che vivono in Patria.

Stavolta si teme un forte astensionismo, soprattutto da parte dell'elettorato più giovane. 

Venerdì si tenuti gli ultimi comizi dei leader dei partiti. 
Da Piazza Syntagma ad Atene, Kyriakos Mītsotakīs, ex primo ministro e leader conservatore di Nea Dimokratia (Nuova Democrazia, centro-destra, netto vincitore delle elezioni del 21 maggio con il 40,8%, sogna la maggioranza assoluta.

"Conoscete fin troppo bene il coraggioso sostegno che il nostro governo ha fornito durante la pandemia per mantenere in piedi l'economia e la società, ma allo stesso tempo onorare le nostre promesse".
Kyriakos Mītsotakīs
55 anni, Leader di Nuova Democrazia
AP
I sondaggi danno Mītsotakīs nettamente favorito.AP

A sinistra, il leader di Syriza, l'ex premier "della crisi greca"(2015-2019) Alexīs Tsipras, ha tenuto il suo ultimo comizio nel porto di Salonicco.

Ha ribadito che che l'agenda del suo partito ha come priorità una società greca più  giusta.

"La nostra visione è di un Paese e di una società fatta di umanità, democrazia e giustizia".
Alexīs Tsipras
48 anni, Leader di Syriza
AP
Il comizio di Tsipras ad Atene. (22.6.2023)AP

Tuttavia, Syriza - dopo la batosta elettorale di un mese fa (20,07% dei voti) - deve recuperare uno scarto di oltre il 20% rispetto a Nuova Democrazia e appare una missione impossibile.

Nel frattempo, il leader del Pasok (il partito Socialista), l'ex europarlamentare Nikos Androulakis, ha l'ambizione di scavalcare Syriza e diventare il primo partito di opposizione in Grecia.

I sondaggi danno vincitore Mitsotakis

I sondaggi prevedono una netta vittoria di Nuova Democrazia, data tra il 40 e il 45%, mentre Syriza si attesterebbe tra il 17 e il 20%; la terza forza politica, il Pasok, è data intorno all'11-12%.

Il consenso di cui gode Mītsotakīs non sembra essere stato stato intaccato dalla tragedia di Pylos, avvenuta il 14 giugno scorso, quando un peschereccio con a bordo fino a 800 migranti è naufragato a sud del Peloponneso.

Botta e risposta sui migranti

"La maggioranza dei cittadini apprezza la scelta del governo di seguire una politica di immigrazione equa, ma rigorosa", ha dichiarato Mītsotakīs durante un'intervista all'emittente Ant e ha poi accusato Tsipras di prendere di mira la Guardia Costiera greca, riproponendo gli stessi argomenti della "propaganda turca".

Altrettanto dura è stata la risposta del leader della sinistra, che ha ribadito: "Non teniamo conto del costo politico quando si tratta di difendere i nostri valori. Dopo il più tragico naufragio della storia del nostro Paese, ci è stato detto: 'Non parlare, non chiedere, non fiatare'. Perché? Perché non erano ricchi, ma erano perseguitati, perché non erano greci, non erano nemmeno turisti, erano profughi".

"Bonus" di seggi

Per evitare un ulteriore "stallo elettorale", il sistema elettorale greco prevede ora un "bonus" di seggi in Parlamento - fino a 50 seggi - per il partito vincitore. Nuova Democrazia e Mītsotakīs, in quel caso, potrebbero formare il nuovo governo senza dover ricorrere ad alleanze "ingrombranti". 

Il numero dei seggi "bonus" di cui godrà la prima forza politica diminuirà, però, con l'aumentare dei partiti che entreranno nel Parlamento di Atene. 
Tra questi c'è il partito Niki, considerato vicino alla frangia conservatrice della Chiesa ortodossa, che alle elezioni del 21 maggio ha ottenuto il 2,9% dei voti e potrebbe, dopo domenica, entrare in Parlamento, superando la soglia di sbarramento del 3%.

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