Volo MH17, chiusa l'inchiesta internazionale. Dito puntato sempre contro Vladimir Putin

Disastro del volo MH17 della Malaysia Airlines
Disastro del volo MH17 della Malaysia Airlines Diritti d'autore Dmitry Lovetsky/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Di Debora Gandini
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Gli investigatori non sono riusciti a fare piena luce sulla tragedia. "E' probabile, dicono, che Putin abbia approvato la fornitura di missili all'origine del disastro aereo"

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Il nome di Vladimir Putin resterà per sempre legato alla tragedia del **volo MH17 della Malaysia Airlines **abbattuto da un missile terra-aria sopra l'Ucraina nel 2014. I morti furono 298. E per i parenti delle vittime non c'è pace.

Gli investigatori internazionali hanno annunciato la sospensione delle indagini per mancanza di nuove prove puntando il dito contro il presidente russo ritenuto colui che autorizzò la consegna alle forze separatiste ucraine del missile che distrusse l'aereo di linea. In pratica ci sono forti indizi che sia stato proprio Putin a decidere di fornire di fornire il Buk TELAR (il sistema missilistico terra-aria) ai separatisti della DPR, la Repubblica Popolare di Donetsk.

Gli inquirenti precisano tuttavia che non c'è la certezza assoluta e che, in ogni caso, Putin godrebbe dell'immunità e non potrebbe essere processato in Olanda prima della fine del suo mandato presidenziale.

L'annuncio arriva quasi tre mesi dopo che un tribunale olandese ha condannato per omicidio gli unici tre sospettati nell'attacco e nel trasporto del missile, due russi e un ucraino. Processati in contumacia ma non è chiaro se sconteranno mai la pena.

I russi Igor Girkin e Sergei Dubinsky e l'ucraino Leonid Kharchenko sono stati giudicati colpevoli per omicidio e per aver avuto un ruolo nell'abbattimento dell'aereo, mentre Oleg Poulatov è stato invece assolto per insufficienza di prove a suo carico, così come spiegato dal dispositivo letto dal presidente della sessione di giudizio, Hendrik Steenhuis.

Il missile era russo. La ricostruzione dell'inchiesta

Confermato dai giudici olandesi che il Boeing 777 è stato abbattuto da un missile di fabbricazione russa: le vittime dell'incidente aereo furono i 298 passeggeri, più i 15 membri dell'equipaggio del volo Amsterdam-Kuala Lumpur, colpito mentre sorvolava una regione dell'Ucraina orientale sotto il controllo dei separatisti filorussi.

Presenti alla sentenza molti dei parenti delle vittime, che provenivano da 10 Paesi: tra questi, 196 olandesi, 43 malesi e 38 australiani.

L'accusa aveva chiesto l'ergastolo per gli imputati, che non erano in tribunale poiché la Russia non li ha mai voluti consegnare e, perciò, sono stati processati per contumacia.

Stando alla tesi dell'accusa, gli imputati facevano presumibilmente parte delle forze separatiste sostenute dal Cremlino ed hanno avuto ruoli chiave nel portare un missile terra-aria Buk da una base militare in Russia al sito di lancio, Pervomajs'k, località nel distretto di Lugansk.

Russia: "Verdetto politico e scandaloso"

Dal canto proprio, Mosca ha sempre negato ogni coinvolgimento nella vicenda. La Russia, infatti, si è rifiutata sin dall'inizio dei lavori della corte di collaborare ritenendosi estranea ai fatti.

Dopo la sentenza Mosca ha rilanciato, parlando di un verdetto "politico" e "scandaloso", e annunciando - ovviamente - di non avere alcuna intenzione di estradare i tre condannati.

Di segno diametralmente opposto la reazione del leader ucraino Volodymyr Zelensky, il quale ha definito una "decisione importante" quella presa dal tribunale olandese e ha approfittato dell'occasione per ammonire Mosca: "La punizione per tutte le atrocità russe - sia allora sia oggi - sarà inevitabile".

Durante il processo, i pubblici ministeri hanno condotto i giudici attraverso migliaia di pagine di prove a sostegno del loro caso, inclusi pezzi di metallo recuperati dai corpi delle vittime, conversazioni telefoniche intercettate ed ampi post sui social media per tracciare i movimenti del Buk, prima e dopo la distruzione dell'aereo.

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