MH17, disastro aereo: la protesta dei familiari delle vittime

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Di Stefania De Michele
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Manifestazione simbolica davanti all'ambasciata russa dell'Aia

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298 sedie vuote a ricordare il numero di persone che sono morte nel disastro aereo del luglio del 2014, quando il volo MH17 della Malaysia Airlines venne abbattuto da un missile terra-aria Buk. I familiari delle vittime hanno organizzato la protesta simbolica davanti all'ambasciata russa dell'Aia il giorno prima dell'avvio del processo per accertare le responsabilità della tragedia.

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Mosca nega ogni coinvolgimento. Le indagini hanno accertato sinora che il Boeing 777 è stato colpito da un razzo in dotazione alle brigate russe mentre sorvolava la zona orientale dell'Ucraina.
Silene e Rob Fredriksz, genitori di Bryce, 23 anni, morto nel disastro aereo, chiedono giustizia: "La cosa migliore per noi - dice Silene - è che la Russia ammetta le sue responsabilità. Forse non hanno dato l'ordine di sparare, ma hanno fornito i Buk, l'hanno fatto".

Quel 17 luglio di quasi 6 anni fa, il volo Malaysia Airlines 17, che copriva la tratta da Amsterdam a Kuala Lumpur, ha cessato i contatti con gli enti di controllo del traffico aereo a circa 50 km dal confine tra Ucraina e Russia ed è precipitato in prossimità del villaggio di Hrabove, in Ucraina, territorio allora sotto il controllo dei separatisti filo-russi. Si tratta del settimo incidente aereo per numero di vittime, per la maggior parte originari dei Paesi Bassi.

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