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La rivincita dell'Africa sostenibile, inclusiva e resiliente

Marco Simoncelli
Marco Simoncelli Diritti d'autore Una delle iniziative sul territorio nell'ambito del progetto ARSMAIS
Diritti d'autore Una delle iniziative sul territorio nell'ambito del progetto ARSMAIS
Di Andrea Barolini
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Il progetto ARSMAIS, promosso da Amref e da altre Ong, punta a favorire la creazione di un'imprenditoria locale e sostenibile in Mali e Senegal

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In Senegal, il 70% degli abitanti ha meno di 30 anni. Ma nella fascia di età compresa tra i 20 e i 54 anni si rileva un chiaro deficit di popolazione maschile. La causa va ricercata nelle migrazioni: la principale destinazione di chi lascia la nazione africana è l'Europa. E in particolare Spagna, Francia e Italia. Con un tasso di crescita della popolazione del 3% all'anno,il Paese vede circa 269mila nuove persone entrare nel mercato del lavoro ogni anno. Molte delle quali scarsamente qualificate.

Mali e Senegal, due nazioni piene di contraddizioni ma anche di risorse

Il Mali, invece, è un Paese estremamente vulnerabile, principalmente a causa dell’estremismo religioso e di fenomeni naturali estremi. Fattori che aggravano l'insicurezza alimentare e nutrizionale che colpisce la popolazione, in particolare le fasce più vulnerabili, come donne e bambini. A questo si aggiungono la povertà diffusa, specialmente nelle aree rurali, l’instabilità dei prezzi, la bassa capacità di produzione agricola, il degrado degli ecosistemi e le difficoltà di accesso al credito. Poblematiche che hanno sostenuto nel corso degli anni un incremento dei flussi migratori, sia interni che verso altri Paesi africani e europei.

È in questi contesti che si è sviluppato il progetto ARSMAIS (“Accompagnamento alla Resilienza delle popolazioni rurali di Senegal e Mali attraverso l'Imprenditoria sociale”), realizzato da Amref Health Africa, in collaborazione con ARCS, TAMAT, Reseau Ndaari, Caritas Mali, Le Tonou, e grazie ad un co-finanziamento dell'Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo a Dakar. "Il sostegno allo sviluppo endogeno inclusivo e sostenibile del settore privato, come ad esempio la promozione di business nel settore agricolo basato su valorizzazione di coltivazioni autoctone - spiega Amref - rappresenta una chiave prioritaria di rafforzamento delle capacità economiche e sociali della comunità locale e in particolare di quella parte di popolazione femminile rimasta in loco spesso da sola, laddove i compagni sono partiti alla ricerca di opportunità lavorative, a gestire i figli e la famiglia".

La povertà, le migrazioni e i rientri in patria

Di fronte alla povertà endemica e alle oggettive difficoltà di sviluppo, il progetto ARSMAIS punta a favorire la resilienza della popolazione locale delle due nazioni, così come il sostegno dei migranti di ritorno. Il Senegal, infatti, è uno dei Paesi più interessati dal fenomeno dei “ritorni volontari”. Si tratta di persone che hanno scelto di ripartire verso la nazione di origine dopo un’esperienza di migrazione. La crisi occupazionale che ha colpito l'Europa negli ultimi anni ha acuito il fenomeno: fino a maggio 2019, sono stati registrati 4.090 ritorni volontari.

Per questo le associazioni e Ong che promuovono il progetto ARSMAIS cercano di favorire uno sviluppo locale, attraverso la creazione di impiego autonomo e dipendente, l’inclusione socioeconomica e la protezione delle fasce più vulnerabili (giovani uomini e donne). In questo senso, decine di microaziende (per lo più a conduzione femminile e giovanile) sono state accompagnate nell’acquisizione di competenze e strumenti per accrescere le proprie capacità di reddito e professionalizzazione. E numerosi disoccupati hanno ricevuto formazioni utili ad avviare attività economiche (dall'avicoltura all'apicoltura), al fine di poter accedere a opportunità di impiego.

I risultati del progetto ARSMAIS

È il caso di Fadiala Bah Nomoko, che ha potuto aprire un sito orticolo nel villaggio di Katabantanko, in Mali. Di Ramata Dembélé, ristoratrice a Tambaga. Di Seko Sakho, migrante di ritorno responsabile di un bananeto a Malifara, in Senegal. O ancora di Daria Balde, che gestisce un piccolo centro di trasformazione di prodotti alimentari agricoli locali con annesso negozio di vendita al dettaglio in uno dei quartieri centrali di Kolda. 

Le loro storie, le loro vite (e al contempo i risultati conseguiti finora dal progetto ARSMAIS) sono stati immortalati dal fotoreporter Marco Simoncelli. I suoi scatti, tra Mali e Senegal, mostrano in che modo sia possibile accompagnare la popolazione al fine di costruire dal basso un nuovo sviluppo

"Il business sostenibile, la chiave del cambiamento"

"L’offerta di opportunità di business sostenibile e che permetta ricadute positive sia in ambito sociale che sanitario - prosegue Amref - rappresenta il cuore del cambiamento proposta: attraverso la costruzione e il rafforzamento di competenze e conoscenze, in particolare nel settore agricolo, si offre alle persone coinvolte l’opportunità di avviare imprese basata sull’agroecologia, filone all’avanguardia che promuove la coltivazione di prodotti autoctoni in grado di garantire una produzione più consistente, più sostenibile e anche nutrizionalmente più ricca". 

La malnutrizione, infatti, sia in Senegal che in Mali è un problema molto diffuso: colpisce soprattutto donne e bambini e per rappresenta la prima causa di morte prima dei 5 anni. Il conflitto tra Russia e Ucraina, inoltre, secondo la FAO potrebbe generare tra 7 e 13 milioni di affamati in più nel continente africano. Ciò a causa delle difficoltà di approvvigionamento così come della pressione sui prezzi. Senegal, Namibia, Ruanda e Liberia sono, ad esempio, particolarmente dipendenti dalle importazioni di grano in arrivo dalle due nazioni in guerra.

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