Francia: è muro contro muro fra sindacati e governo e le pompe restano a secco

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Di Alberto De Filippis
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Il governo francese minaccia la precettazione e misure a chi si rifiuterà di lavorare

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Lo sciopero alla raffineria Esso-ExxonMobil di Port-Jerome in Normandia è stato rinnovato per alzata di mano mercoledì mattina, nonostante la minaccia brandita il giorno prima dalla premier Elisabeth Borne di requisire i depositi del gruppo petrolifero

Così il rappresentante sindacale: "Devono sapere che combatteremo perché è chiaramente una sfida al diritto di sciopero. Quello che stiamo dicendo è che non siamo più in uno stato di diritto e libertà. Siamo sotto attacco frontale al nostro diritto di sciopero, ma non lasceremo che accada".

Gli scioperanti di TotalEnergies hanno rinnovato mercoledì il movimento salariale in tutti i siti coinvolti, ha affermato il sindacato CGT. Molte raffinerie hanno annunciato di voler continuare a protesta ed altre sono entrate in essa.  

In realtà la decisione del governo di passare in forza e precettare i tecnici è legale ed è giustificata, in puntoa di diritto, con il motivo di preservare l'ordine pubblico. Il rifiuto di ottemperare alle richieste, ad esempio con certificati medici che non si mostrassero veritieri, potrebbe portare lo scontro ad un livello ancora più elevato. In Exxon acuni scioperanti hanno accettato l'offerta della società, ma una minoranza seppur piccola di tecnici specializzati che scioperano ptrebbe comunque ocntinuare a bloccare la rpdouzione

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