Nonostante questo il presidente turco Erdogan, contro le principali teorie economiche, continua a tenere bassi i tassi d'interesse convinto, così, di sostenere l'economia
Inflazione alle stelle, lira al tracollo. Le ultime rilevazioni ufficiali sull'inflazione in Turchia sono impietose: più 83,45 % a settembre 2022 su base annua, mai i prezzi erano stati così alti dal 1988.
I maggiori rincari nel settore dei trasporti, al 117 %, degli alimenti, dell'arredamento per la casa e nel settore immobiliare. Questi i numeri di Stato ma secondo l'Istituto indipendente Enag, l'inflazione su base annua questo mese ha toccato invece il 186,27%.
Nonostante questo il presidente turco Recep Erdogan sta mantenendo bassi i tassi d'interesse, contrariamente a quanto fanno tutte le banche centrali del mondo occidentale, convinto che questo possa spingere l'economia. Nel frattempo la caduta della lira turca (una lira vale 0,055 dollari) non si arresta, la crisi economica morde soprattutto i meno abbienti; secondo i dati ufficiali il Pil nel secondo trimestre di quest'anno è cresciuto del 7,6 per cento su base annua, in contrazione rispetto alla crescita dell'anno precedente ma non in tracollo verticale.
In Turchia a giugno si vota, Erdogan promette
In pieno clima elettorale (il voto si terrà il prossimo giugno), e con la lira che rischia di diventare carta straccia, sebbene il basso valore faciliti le esportazioni, il presidente Erdogan ha promesso mezzo milione di abitazioni per le famiglie a basso reddito. In attesa di capire come finirà il suo esperimento economico.