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Accordo sul nucleare iraniano: Bruxelles studia la risposta di Teheran

Il presidente AIEA Rafael Grossi e il Ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian in una foto d'archivio
Il presidente AIEA Rafael Grossi e il Ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian in una foto d'archivio Diritti d'autore AP/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved. This material may not be published, broadcast, rewritten or redistribu
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Di Cinzia Rizzi Agenzie:  ANSA, AFP
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Ottimismo sulla possibilità di rovare un'intesa tra le parti e far rivivere il JCPOA del 2015

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Sembrava ormai un miraggio e invece l'accordo sul nucleare iraniano potrebbe essere dietro l'angolo. Bruxelles ha ricevuto la risposta di Teheran alla bozza d'intesa volta a resuscitare l'accordo del 2015 sul suo controverso programma nucleare e ora la sta studiando attentamente.

"Posso solo confermare che abbiamo ricevuto la risposta iraniana lunedì in tarda serata", dice la portavoce della Commissione europea, Nabila Massrali. "Per il momento la stiamo studiando e ci stiamo consultando con gli altri firmatari dell'accordo e con gli Stati Uniti sulla strada da seguire".

Lunedì il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amirabdollahian aveva fatto sapere che l'accordo potrebbe essere vicino, a condizione che vengano risolte "tre questioni" enumerate nella risposta. "Abbiamo detto loro che le nostre linee rosse dovrebbero essere rispettate", ha dichiarato il capo della diplomazia iraniano. "Abbiamo mostrato sufficiente flessibilità. Non vogliamo raggiungere un accordo che dopo 40 giorni, due mesi o tre mesi non si concretizzi sul campo".

La lunga storia del tanto agognato accordo

Frutto di anni di duri negoziati, il patto internazionale sul programma nucleare iraniano (o Jcpa, Joint Comprehensive Plan of Action) mirava a placare i timori occidentali che il regime di Teheran usasse il suo programma nucleare come copertura per la fabbricazione di armi atomiche.

Entrata in vigore nel 2015, l'intesa è saltata 3 anni dopo, quando l'amministrazione Trump ha deciso di ritirarsi unilateralmente, reimponendo le sanzioni economiche contro l'Iran, che in risposta ha accelerato il programma atomico, arrivando a produrre uranio arricchito al 60% nel 2021.

L'arrivo di Joe Biden alla Casa Bianca ha aperto uno spiraglio alla ripresa dei negoziati. Negli ultimi 16 mesi, Germania, Francia, Regno Unito, Russia, Cina e, indirettamente, Stati Uniti hanno cercato di trovare una strada comune con l'Iran per ripristinare l'accordo. E la luce in fondo al tunnel sembra ora più vicina.

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