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La Corte d'appello vaticana annulla il processo al cardinale Becciu, tutto da rifare

Il cardinale Angelo Becciu partecipa al concistoro nella Basilica di San Pietro in Vaticano, 27 agosto 2022. (Foto AP/Andrew Medichini, archivio)
Il cardinale Angelo Becciu partecipa al concistoro nella Basilica di San Pietro in Vaticano, 27 agosto 2022. (Foto AP/Andrew Medichini, archivio) Diritti d'autore  Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved
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Di Arnold KOKA
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Alla base della decisione il mancato deposito del fascicolo dell'istruttoria integrale. Rimangono valide le sentenze, tra cui quella a cinque anni e sei mesi al cardinale Angelo Becciu

La Corte d'Appello vaticana ha parzialmente annullato martedì il primo grado del processo al cardinale Angelo Becciu per la gestione dei fondi della Santa Sede a causa di errori procedurali.

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I giudici della corte hanno dichiarato la "nullità relativa" della sentenza in alcune fasi del dibattimento, e hanno ordinato il deposito in cancelleria di tutti gli atti e documenti del procedimento istruttorio.

La sentenza invece rimarrà valida nei confronti del cardinale e degli altri otto imputati.

Il cardinale Becciu era stato condannato in primo grado nel dicembre 2023 a cinque anni e sei mesi per peculato. Il Tribunale aveva condannato anche altri otto imputati per appropriazione indebita, abuso d'ufficio, frode e altri reati.

Nell'ordinanza, la Corte ha precisato che "non dichiara la nullità complessiva dell’intero giudizio di primo grado: del dibattimento come della sentenza. Questi, infatti, mantengono i propri effetti". Non potrà essere messa in discussione la responsabilità degli imputati già prosciolti e rimane valida la costituzione delle parti civili.

"Esprimiamo soddisfazione", hanno dichiarato gli avvocati del cardinale, Fabio Viglione e Maria Concetta Marzo, "per l'ordinanza della Corte di Appello che ha accolto le nostre eccezioni. Dimostra che sin dal primo momento avevamo ragione a rilevare la violazione del diritto alla difesa e a richiedere il rispetto della legge per celebrare un processo giusto."

Le parti compariranno davanti ai giudici il 22 giugno per stabilire il calendario delle prossime udienze.

La sentenza di primo grado è stata annullata per errori procedurali

Il primo grado di giudizio è stato dichiarato parzialmente nullo perché il Promotore di giustizia, Alessandro Diddi, avrebbe effettuato un deposito incompleto del fascicolo dell'istruttoria.

Alcuni documenti sarebbero apparsi coperti da omissis, non nella loro versione integrale. Per questo i giudici hanno stabilito che era evidente il mancato rispetto del "principio della piena conoscenza di tutti gli atti raccolti durante la fase istruttoria da parte dell'imputato e del suo difensore".

L'ordinanza ha parlato di una situazione "inedita" in quanto senza precedenti nella giurisprudenza vaticana.

Tra i documenti omessi ci sono anche delle chat Whatsapp, pubblicate nei mesi scorsi dal quotidiano Domani. Queste secondo le difese degli imputati dimostrerebbero l'intenzione del Promotore di giustizia di influenzare uno dei testimoni chiave contro Becciu.

Diddi ha respinto le accuse, ma si è comunque ritirato dal ruolo di Promotore per il secondo grado di giudizio.

Il "processo del secolo" a Becciu

Quello al cardinale Becciu è stato ribattezzato "il processo del secolo". Iniziato nel 2021, riguarda un investimento di 350 milioni di euro del palazzo di Sloane Avenue a Londra.

Secondo l'accusa, i broker e i monsignori del Vaticano avrebbero sottratto alla Santa Sede decine di milioni di euro in commissioni per l'acquisto della proprietà, prima di estorcere 15 milioni al Vaticano per cederne il controllo.

La vicenda aveva anche influenzato il conclave dopo la morte di Papa Francesco. Il cardinale decise di rinunciare "per il bene della Chiesa", in obbedienza a due missive autografe dello stesso Bergoglio che ne chiedeva l'allontanamento.

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