Mercoledì l’Iran ha colpito Israele con missili avanzati per vendicare la morte di due alti dirigenti della sicurezza. Attacchi anche in Libano, Golfo e Iraq, con vittime e crescenti tensioni globali
Mercoledì l’Iran ha lanciato una serie di missili a testata multipla diretti verso il centro di Israele in risposta alla morte di due dei suoi più alti funzionari della sicurezza, uccisi in attacchi israeliani notturni il giorno precedente, mentre la guerra entra nel 19° giorno.
In un colpo significativo contro la leadership iraniana, Israele ha annunciato martedì di aver eliminato Gholam Reza Soleimani, capo dell’unità paramilitare Basij delle Guardie rivoluzionarie, composta da soli volontari, e l’alto funzionario Ali Larijani, ex segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale dell’Iran.
Larijani è il secondo funzionario iraniano di alto rango ucciso durante il conflitto dopo l’ex Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, assassinato nella sua residenza a Teheran a seguito del primo attacco congiunto Usa-Israele del 28 febbraio.
L’Iran ha confermato la morte dei due uomini, figure chiave nella repressione delle proteste di gennaio che avevano scosso i vertici della Repubblica islamica dopo 47 anni di regime teocratico.
Missili avanzati e vittime in Israele
Gli attacchi di ritorsione di mercoledì hanno causato due morti a Ramat Gan, nel centro di Israele, secondo il servizio medico Magen David Adom, con altre persone ricoverate per ferite.
Teheran ha confermato il lancio dei missili a testata multipla, armi sofisticate progettate per massimizzare i danni e aggirare le difese aeree israeliane. Filmati mostrano ordigni a grappolo sganciati da almeno un missile.
La Guardia Rivoluzionaria paramilitare iraniana ha dichiarato che i missili Khorramshahr-4 e Qadr sono stati lanciati per vendicare l’uccisione di Larijani.
La guerra si allarga nel Golfo e in Iraq
Arabia Saudita, Kuwait e altri Paesi del Golfo hanno intercettato missili in arrivo mercoledì mattina. Riyadh ha abbattuto un missile diretto alla base aerea Prince Sultan, sede delle forze aeree statunitensi.
Negli Emirati Arabi Uniti, una testata iraniana è caduta vicino a una base militare australiana, provocando un piccolo incendio senza feriti, ha riferito il primo ministro australiano Anthony Albanese.
In Iraq, un missile ha colpito il complesso dell’ambasciata Usa a Baghdad, secondo due funzionari della sicurezza irachena, senza ulteriori dettagli. Il giorno precedente, un drone si era schiantato nello stesso complesso.
Intensificati attacchi israeliani in Libano
Con il conflitto su più fronti, Israele ha intensificato i raid contro il Libano, colpendo obiettivi legati a Hezbollah sostenuto dall’Iran, principalmente nel sud e nella capitale Beirut.
Nel centro di Beirut, un attacco ha ucciso almeno 6 persone e ne ha ferite 24, secondo il ministero della Sanità libanese. Nel quartiere di Nabatiyeh, tre morti e feriti, mentre le squadre di soccorso cercano otto dispersi.
L’esercito israeliano ha anche condotto “operazioni di terra limitate e mirate” nelle roccaforti di Hezbollah per creare un cuscinetto di sicurezza a protezione delle comunità israeliane settentrionali.
Secondo il governo libanese, gli attacchi hanno sfollato oltre 1 milione di persone, circa il 20 per cento della popolazione, con oltre 900 morti.
Bilancio delle vittime e impatto globale
In Iran, le autorità riportano oltre 1.300 morti, tra cui circa 450 donne e bambini. In Israele, i decessi sono saliti a 14, mentre gli Stati Uniti contano 13 morti tra i loro servizi nella regione.
Altre vittime si registrano nel Golfo, con un civile ucciso negli Emirati Arabi Uniti martedì.
Con l’aumento dei timori di una crisi energetica globale, un funzionario iraniano ha sottolineato che Teheran manterrà il controllo della navigazione nello Stretto di Hormuz, via cruciale per un quinto delle forniture energetiche mondiali, chiuso di fatto per settimane.
Nei mercati, il prezzo del petrolio Brent continua a superare i 100 dollari al barile, con un incremento del 40 per cento rispetto ai livelli prebellici.