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Il Donbass sempre più in mano ai russi

Guerra in Ucraina
Guerra in Ucraina Diritti d'autore Natacha Pisarenko/AP
Diritti d'autore Natacha Pisarenko/AP
Di Gianluca Martucci
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Mosca rivendica la presa quasi totale di Severodonetsk e il controllo di quasi tutta la provincia di Luhansk. Il presidente Zelensky cerca una vittoria sul campo prima dei negoziati con Mosca

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La Russia sostiene di aver occupato i quartieri residenziali della città ucraina Severodonetsk e di aver il controllo del 97% dell'Oblast di Luhansk, la provincia più a Nord della regione del Donbass, e il 50% di quello di Donetsk. Secondo il Cremlino la conquista del cuore dell'area industriale di miniere e di fabbriche della regione sarebbe ormai quasi certa.

Per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky l'esercito nazionale starebbe contrastando "eroicamente" l'offensiva russa in Donbass nonostante sia in minoranza, in quella che secondo lui sta diventando sempre più simile alla guerra di trincea della Prima guerra mondiale.Dopo aver la pubblicazione delle immagini delle città distrutte della provincia di Luhansk Zelensky ha espresso l'importanza per l'Ucraina di arrivare a una vittoria militare prima dell'inizio di eventuali negoziati. I progressi delle ultime settimane infatti potrebbero spingere il Cremlino a chiedere l'apertura di nuovi colloqui per formalizzare la conquista di altri territori, tra cui rientrano il controllo quasi totale dell'Oblast di Kherson e della gran parte di quello di Zaporizhzhia.

"Abbiamo bisogno di una vittoria sul campo di battaglia, di imporci in battaglia, dove il nostro equipaggiamento militare e le nostre tecnologie miliari non hanno nulla da invidiare al potenziale delle truppe russo", ha detto Zelensky.

Nel frattempo da Mosca il predecessore di Putin Dmitri Medvedev ha parlato dei nemici della russia su Telegram definendoli uomini degenerati che "puntano alla morte della Federazione".

Il ministro degli esteri russo Segei Lavrov intanto si recherà ad Ankara in giornata per discutere con l'omologo turco Mevlüt Çavuşoğlu sul possibile sblocco delle esportazioni di cereali bloccate nei porti ucraini del Mar Nero. La Turchia si è offerta di scortare le navi cargo di Kiev, ma il nodo resta la rimozione delle mine dalle acque.

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