Il presidente iraniano ha dichiarato di aver incaricato il ministro degli Esteri di perseguire negoziati costruttivi per allentare le tensioni e la minaccia di conflitto. La mossa segna un probabile cambiamento di linea della Guida Suprema. L'ipotesi più accreditata è che si tengano venerdì in Oman
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha dichiarato martedì di avere incaricato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi di "perseguire negoziati giusti ed equi" con gli Stati Uniti, in quello che è il primo chiaro segnale della volontà di Teheran di negoziare, mentre le tensioni con Washington rimangono alte.
L'annuncio è arrivato mentre un caccia della Marina statunitense ha abbattuto un drone iraniano che si stava avvicinando alla portaerei statunitense Lincoln. Gli Stati Uniti hanno anche affermato che imbarcazioni veloci iraniane hanno cercato di fermare una nave battente bandiera statunitense nello Stretto di Hormuz, la stretta imboccatura del Golfo Persico.
Secondo media internazionali, le schermaglie avrebbero messo a rischio i possibili colloqui con gli Usa. Le tensioni sono aumentate dopo che Trump ha minacciato di intervenire militarmente in Iran in seguito alla brutale repressione del governo nei confronti delle manifestazioni anti-regime. Decine di migliaia di persone sarebbero state uccise finora, secondo diverse ong per i diritti.
La segretaria stampa della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato martedì che l'inviato speciale del presidente Donald Trump, Steve Witkoff, ha programmato di tenere colloqui con funzionari iraniani in Turchia nel corso della settimana.
La sede dei colloqui di venerdì prossimo non è certa, dal momento che Teheran avrebbe chiesto di tenerli in Oman. Secondo il sito d'informazione Axios, gli Usa avrebbero accettato.
Il passaggio ai negoziati ha segnato una svolta importante per il presidente riformista Masoud Pezeshkian, che per settimane aveva ampiamente avvertito gli iraniani che i disordini nel Paese erano andati oltre il suo controllo.
È anche il segnale che il presidente ha ricevuto il sostegno della Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, per i colloqui che l'ottantaseienne leader aveva precedentemente respinto.
La Turchia ha lavorato per mediare i colloqui tra Washington e Teheran
Un funzionario turco, parlando a condizione di anonimato, ha dichiarato che il luogo dei colloqui è incerto, ma ha espresso la disponibilità di Ankara a ospitare e sostenere il processo.
Il funzionario ha aggiunto che anche i ministri degli Esteri di Qatar, Oman, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Pakistan sono stati invitati a partecipare ai colloqui, se si svolgeranno.
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, ha dichiarato ai media locali che i colloqui dovrebbero svolgersi nei prossimi giorni, ma i dettagli sono ancora in fase di definizione.
Resta da vedere se l'Iran e gli Stati Uniti riusciranno a raggiungere un accordo, soprattutto perché Trump ha incluso il programma nucleare del Paese in un elenco di richieste, mentre Israele continua ad avvertire dei tentativi da parte di Teheran di rilanciare il suo progetto atomico.