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Boris Johnson si salva a metà. Fiducia al premier ma maggioranza spaccata sul Partygate

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Di Debora Gandini  Agenzie:  ANSA
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Il premier britannico Boris Johnson
Il premier britannico Boris Johnson   -   Diritti d'autore  David Cliff/ The Associated Press

E’ una vittoria di misura, risicata quella del Primo ministro britannico Boris Johnson, un leader sopravvissuto a un voto di fiducia e con la maggioranza ormai ridotta all’osso. Il suo governo va avanti ma la vicenda del “Partygate” ha fatto emergere un certo malcontento con l’opinione pubblica sempre più contraria. Johnson si è salvato grazie a 211 voti a favore. 148 i contrati. I Tories lo hanno salvato ma il suo partito ormai è spaccato.

L’inchiesta sulle feste illecite a Downing Street durante i lockdown alla fine si chiusa con 126 multe emesse dalla polizia. Una vicenda che non è piaciuta a molti parlamentari conservatori che hanno iniziato a prendere le distanze da Johnson il mese scorso quando è stato pubblicato un rapporto sui party a Downing Street durante la pandemia di Covid-19. Incontri non consentiti, violazioni di regole, consumo di alcolici. 

Lo scandalo dei ritrovi organizzati fra il 2020 e il 2021 in violazione delle restrizioni imposte all'epoca dal governo a milioni di britannici sta penalizzando duramente i conservatori nei sondaggi come nei test elettorali di questi mesi. Lo stesso premier alla fine è stato multato ma dopo il voto di fiducia si è detto ottimista. Un risultato convincente e decisivo, ha dichiarato il premier britannico. “Il governo può andare avanti e concentrarsi sulle cose che sono davvero importanti i cittadini.”

Le accuse dell’opposizione

Keir Starmer, leader dell'opposizione laburista con un tweet rilancia che ormai il partito conservatore è diviso. Molti deputati non condividono la linea dura del premier contro l'Unione europea in una situazione economica difficile per la Gran Bretagna. “Ma i parlamentari conservatori hanno fatto la loro scelta, ha fatto notare Starmer. Hanno ignorato l'opinione pubblica britannica e hanno seguito con il partito il premier e tutto quello che rappresenta. Il governo ora crede che infrangere la legge non sia un ostacolo per fare la legge".

La fiducia incassata da BoJo è più risicata del previsto, con le numerose bocciature di decine di deputati di ogni orientamento - moderati o brexiteer, veterani o esordienti. Il premier aveva rivendicato la sua buona fede, scusandosi pubblicamente e dichiarandosi “deluso e disgustato” dalle rivelazioni del rapporto.

Molti suoi sostenitori non gli hanno mai creduto. Come quello che viene definito lo “zar anti-corruzione”, John Penrose, che lunedì ha dato le dimissioni per protesta contro la violazione del codice e ha esortato il premier a fare altrettanto.

I sondaggi confermano che il 60% dei cittadini ha perso la fiducia in lui e vorrebbe un nuovo leader. Anche se traballante Johnson non rischia, almeno per il momento, di dover affrontare un’altra sfida cruciale almeno per un anno, quella della ora leadership. Governare d’ora non sarà comunque semplice. Una parte del suo schieramento continuerà a premere per le sue dimissioni. Intanto di vocifera di un rimpasto di governo già nei prossimi giorni.