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In che modo il Qatar protegge le specie marine in pericolo?

Di Euronews
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In che modo il Qatar protegge le specie marine in pericolo?
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In che modo il Qatar sta contribuendo alla conservazione di alcune delle specie marine a rischio di estinzione? Qatar 365 ha fatto un'escursione nelle acque del Qatar per scoprire di più sui progetti del Paese, che includono la protezione delle tartarughe marine che nidificano qui, lo stop alle imbarcazioni che mettono in pericolo gli squali balena e il ripristino della fonte di cibo dei dugonghi.

Ripristinare la fonte di cibo dei dugonghi

Il Qatar ospita la seconda più grande popolazione di dugonghi al mondo. Questo mammifero marino è ad altissimo rischio di estinzione. Ma un progetto unico nel suo genere in Qatar si sta concentrando sul ripristino della loro fonte di cibo nel tentativo di impedirne la scomparsa dai nostri oceani.

Le origini di questi mammiferi marini risalgono a milioni di anni fa, ma oggi corrono un serio pericolo ogni volta che tornano a galla per prendere aria: a minacciarli sono i motoscafi e le reti dei pescatori. Negli ultimi 50 anni il loro numero è diminuito di circa il 25%.

I dugonghi si nutrono di fanerogame: ne mangiano fino a 40 chilogrammi al giorno, ma ogni anno ne scompare l'equivalente di circa due campi da calcio, motivo per cui un team di esperti sta cercando di ripristinare le praterie di fanerogame. Il team raccoglie campioni e controlla la qualità dell'acqua per vedere se le nuove piante stanno crescendo. Le praterie forniscono riparo, rifugio e cibo a molte specie marine.

Anche l'elusivo squalo balena è a rischio di estinzione. Con le loro caratteristiche pinne punteggiate, questi giganti gentili sono diventati una specie a rischio nel corso degli anni. Ma c'è un luogo al largo della costa del Qatar dove se ne possono ancora vedere centinaia ogni anno. Mohammed Jaidah, scienziato leader nella ricerca sugli squali balena, spiega perché questo luogo è così speciale: "Questo è un fenomeno che si verifica ad Al Shaheen. In estate l'acqua del mare evapora molto a causa del caldo, la temperatura media del Golfo è di circa 34 gradi. Ma abbiamo scoperto che ad Al Shaheen la temperatura media è di 27 gradi".

"È la temperatura ideale per l'incubazione delle uova di pesce - continua Jaidah -. Gli squali balena vengono a nutrirsi delle uova di pesce. Normalmente si nutrono di plancton, ma qui, con le uova di pesce, se ne assumono la stessa quantità, il guadagno di grassi, energia e proteine nel loro sistema sarà triplo".

Il numero di squali balena in Qatar è aumentato nel corso degli anni, dopo che Jaidah e il suo team hanno iniziato a fare pressioni per ridurre il numero di navi nella zona. "Evitano l'area e tengono gli occhi aperti: quando vedono gli squali balena li evitano - dice Jaidah -. È un'area protetta molto bella per gli squali balena, che stanno arrivando in numero maggiore".

Proteggere le aree di nidificazione delle tartarughe embricate

Le tartarughe embricate sono le più minacciate tra le sette specie di tartarughe marine. Secondo le stime ci sono meno di 25.000 femmine che nidificano in tutto il mondo. Gli esperti del Qatar si sono concentrati sulla conservazione di otto aree del Paese frequentate dalle tartarughe, tra cui una sezione della spiaggia di Fuwairit.

Durante la stagione della nidificazione, che va da aprile a giugno, le squadre del Centro di Scienze Ambientali dell'Università del Qatar e del Ministero dell'Ambiente e dei Cambiamenti Climatici pattugliano la spiaggia alla ricerca di tracce di tartarughe, nell'ambito di un progetto sponsorizzato da Qatar Energy.

Monitorano la popolazione di nidificanti, contano il numero di femmine, le etichettano e contano il numero di uova, trasferendone molte in un vicino incubatoio per proteggerle da eventuali rischi naturali, tra cui le inondazioni.

Mark Chatting, ricercatore del Centro di Scienze Ambientali e sommozzatore scientifico, spiega che è importante studiare queste tartarughe in relazione ai cambiamenti climatici. "Le temperature che si registrano nei nidi qui sono quelle che si prevede si verificheranno ai Caraibi tra 50 anni, quindi lo stiamo già sperimentando qui - dice Chatting -. Non è per fare allarmismo, ma vedere come queste tartarughe si sono adattate a queste condizioni può dare un'idea di ciò che potrebbe accadere altrove".

Il Qatar sta sensibilizzando l'opinione pubblica sull'importanza degli sforzi per aiutare le tartarughe embricate che nidificano, e progetti come questo sono fondamentali per garantire che la prossima generazione di tartarughe embricate abbia una possibilità di sopravvivere.