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Georgia, 125.000 russi e bielorussi arrivati negli ultimi mesi: "sono migranti, non turisti"

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Di Ann Ghudushaur
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Panorama di Tbilisi
Panorama di Tbilisi   -   Diritti d'autore  AFP

Arrivano ogni giorno all'aeroporto internazionale di Tbilisi: a dispetto della bassa stagione, decine di visitatori russi e bielorussi passeggiano in questi giorni per le strade della capitale georgiana.

Ma nonostante fatichino a dirlo apertamente, pochi di loro possono essere davvero chiamati turisti

"Visitatori"

Nei primi quattro mesi del 2022, la Georgia ha accolto più di 820 mila visitatori, molti dei quali provenienti da Russia e Bielorussia: ma secondo la fondazione alberghi e ristoranti georgiani, quasi mai si tratta di visite a scopo turistico o ricreativo 

"Non ho visto nessun turista russo in Georgia" afferma seccamente Shalva Alaverdashvili, fondatore della Federazione degli alberghi e dei ristoranti della Georgia. "Le informazioni sui turisti provenienti dalla Russia sono una bugia. I russi stanno arrivando in Georgia come migranti, e rimarranno per molto tempo".

I nuovi arrivati in genere non utilizzano i servizi turistici. Ciò influisce sul settore dell'ospitalità e quindi sull'economia complessiva del Paese: si tratta, secondo i ricercatori di settore,  di una grande sfida per il turismo georgiano

"In primo luogo - spiega Kakha Samkurashvili, ricercatore senior di Galt & Taggart - non avremo turisti dall'Ucraina e dalla Russia quest'anno. Le economie dei Paesi post-sovietici, inoltre, non stanno vivendo un buon periodo:  i paesi dell'Asia centrale, ad esempio, come il Kazakistan e l'Uzbekistan, dipendono dalla Russia, e molti dei visitatori in Georgia provengono generalmente da questi Paesi. Il terzo fattore è il deterioramento della situazione in termini di sicurezza nella regione: ora i visitatori credono che questa regione non sia sicura per loro".

Disdette europee

Secondo gli operatori delle agenzie, molti europei hanno in effetti disdetto le prenotazioni per la Georgia a causa della vicina guerra in Ucraina

"I turisti provenienti dall'Europa - ammette Guja Narimanashvili, fondatore di una società di viaggi in Georgia - si chiedono se ci sia il rischio di un conflitto militare anche in Georgia. Chiedono quanto sia sicuro viaggiare qui".

Così, se nel resto del mondo il turismo cerca di riprendersi dopo due anni di rigide restrizioni pandemiche, la Georgia è costretta ad affrontare una situazione che potrebbe essere perfino più difficile