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Aborto: per la Corte suprema Usa la sentenza Roe dovrebbe essere annullata

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Di Gianluca Martucci
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Manifestazioni sul diritto all'aborto davanti la sede della Corte suprema USa
Manifestazioni sul diritto all'aborto davanti la sede della Corte suprema USa   -   Diritti d'autore  Alex Brandon/Associated Press

La Corte suprema degli Stati Uniti potrebbe ribaltare la sentenza storica del 1973 che ha riconosciuto il diritto all'aborto a livello federale. Lo si apprende dalla bozza di parere pubblicata da Politico, nella quale si definisce la decisione dei giudici quasi 50 anni fa come "totalmente infondata dal principio".

Al centro della discussione c'è la sentenza Roe v. Wade, che nel 1973 garantì il diritto all'aborto di Norma Leah McCorvey (chiamata Jane Roe per tutelare la privacy della donna) anche in assenza dei prerequisiti richiesti per poterne godere in Texas, lo Stato dove risiedeva. Fino a quel momento l'interruzione di gravidanza era una fattispecie di competenza esclusiva di ciascuno Stato.

Negli ultimi mesi la sentenza è stata spesso citata in altcuni processi e in uno è stata fatta richiesta di annullarne l'applicazione. In attesa della pronuncia definitiva attesa a fine giugno, la maggioranza di giudici conservatori della Corte suprema si è espressa a favore del ribaltamento della sentenza in una bozza di parere. Dopo le prime indiscrezioni nel Paese si registrano già le prime manifestazioni.

Le reazioni dell'opinione pubblica

"È l'inizio della fine e pur essendo ancora all'inizio dobbiamo continuare a lottare, perché l'opinione pubblica è capace di influenzare i giudizi della corte. Sempre più persone devono dire il roversciamento della sentenza Roe v. Wade di 50 anni fa è una cosa giusta", dice una manifestante durante una protesta anti abortista.

Cauta la reazione Planned Parenthood, l'organizzazione senza scopo di lucro che fornisce assistenza all'aborto. "E' solo una bozza. Per quanto sia scandaloso, non siamo ancora arrivati alla versione definitiva. L'aborto è il nostro diritto ed è ancora legale", scrive su Twitter l'organizzazione.

Se questo primo parere dei giudici venisse confermato per gli States significherebbe mettere in dubbio la tutela costituzionale sul diritto all'aborto. Uno scenario che lascerebbe nuovamente ciascuno Stato libero di decidere autonomamente sull'interruzione di gravidanza, come accadeva prima del 1973.