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Nasce '41 bus', un servizio per aiutare i parenti dei detenuti

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Di ANSA
'Una app e una navetta per facilitare il viaggio e il colloquio'
'Una app e una navetta per facilitare il viaggio e il colloquio'

(ANSA) – MILANO, 02 MAG – Partirà nelle prossime settimane il
progetto pilota ideato da un ex detenuto mentre era in cella e
che, questa è l’intenzione, potrebbe allargarsi in tutta Italia.
Si tratta di un servizio di trasporto, chiamato ‘41 bus’,
dedicato ai parenti di chi è in prigione, in gran parte donne e
con bambini, e che spesso hanno difficoltà a raggiungere le
carceri, spesso situate fiori dai centri urbani. A metterlo a punto è stato Bruno Palamara, seguito
dall’avvocato Beatrice Saldarini, con lo scopo di migliorare le
condizioni di vita di chi è dietro le sbarre. In quattro anni di
reclusione ha studiato il modo per risolvere un problema molto
sentito dai detenuti, ossia quello dei colloqui con i famigliari
che di solito vivono lontani e che spesso sono costretti, per
dirla con le parole del legale, a “viaggi della speranza”. Ecco allora che il giovane, una volta libero, ha trovato gli
sponsor che lo hanno aiutato a mettere in piedi una app ad hoc
con cui poter pianificare, senza costi esorbitanti per gli
utenti, la trasferta dei famigliari da casa fino al carcere di
destinazione, in base agli orari del colloquio. Carcere che sarà
servito anche da una rete di navette con il logo ‘41 bus’, che
garantiranno i collegamenti con stazioni o aeroporti fino alla
casa di reclusione, “il tratto più difficoltoso”, si legge nella
brochure, da organizzare. Per iniziare il servizio sarà operativo per gli istituti di
reclusione di Opera e di Voghera, “ma l’intenzione è arrivare in
ogni regione”, ha concluso Beatrice Saldarini. (ANSA).

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