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Francia, conclusa la campagna elettorale. Domenica il D-Day delle presidenziali

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Di Debora Gandini
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Conclusa la campagna elettorale in Francia
Conclusa la campagna elettorale in Francia   -   Diritti d'autore  Christophe Ena/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

Ultimi comizi in Francia per i due sfidanti alla corsa all’Eliseo in vista del ballottaggio di questa domenica. Emmanuel Macron e Marine Le Pen hanno concluso una campagna elettorale in cui entrambi i candidati hanno cercato di mobilitare e convincere gli elettori indecisi.

Secondo gli ultimi sondaggi il presidente uscente Macron è dato come vincitore, almeno secondo gli ultimi sondaggi. In un momento particolarmente delicato per la guerra in Ucraina, Macron ha sottolineato nel suo ultimo comizio, di non voler fare nessun commento contro i suoi oppositori politici. Niente parole di astio ma solo un appello a favore del suo progetto di riforme della Francia. Non uniremo il Paese promettendo tutto e non finanziando nulla", ha detto, chiedendo ai suoi sostenitori di "mobilitarsi fino all'ultimo secondo".

Nessun accenno alla rivale di estrema Marine Le Pen, attaccata proprio da Macron nelle scorse settimane. La leader del partito Rassemblement National ha scelto la sua roccaforte nel Nord della Francia per terminare la campagna e denunciare il piano del suo avversario di posticipare l'età pensionabile a 65 anni. 

"Ho visto che in questo secondo turno Macron ha tentato ancora una volta di creare divisioni, ancora una volta ha ceduto all'aggressività, alla brutalità, ha detto la Le Pen. Ma con questo suo comportamento non ha fatto altro che brutalizzare i milioni di elettori che mi hanno votato. Questo è un tratto del suo carattere, un aspetto che peggiorerà se per disgrazia Emmanuel Macron dovesse essere rieletto.”

In attesa dell’apertura delle urne questa domenica, le detenute del carcere femminile fuori Parigi hanno già espresso il proprio voto mentre ancora una volta l’ago della bilancia come cinque anni fa, nel 2017, è l’elettorale di estrema sinistra di Jean-Luc Mélenchon leader de **La France Insoumise. **

La campagna per l’Eliseo

Il presidente uscente aveva vinto nel 2017 con la promessa di rinnovare la politica francese, e aveva sconfitto una candidata giudicata inaccettabile per le sue idee di estrema destra; oggi lo stesso Macron viene considerato nello spazio politico di centro destra e Le Pen, aiutata dalla presenza al primo turno del candidato ancora più estremista, Éric Zemmour, vuole apparire moderata. Ha affermato a più riprese di non essere la stessa di cinque anni fa. E Il voto utile questa volta potrebbe non basta-e a Macron.

Ecco allora le proposte sui principali temi nei programmi elettorali dei due candidati.

Guerra e Nato

All'indomani della guerra alle porte dell'Europa, il rapporto con l**'Alleanza atlantica** e con la Russia dei due sfidanti avrà un peso ancor più determinante nel voto dei citta-dini francesi. Dopo un primo momento in cui sembrava aver favorito Macron, al 30 per cento nei sondaggi a inizio marzo, la candidata del Rassemblement National ha sfruttato i suoi impegni diplomatici per dipingerlo come un candidato renitente al di-battito e ad affrontare i problemi delle persone, per porsi lei stessa come la politica più vicina ai cittadini francesi.

Il presidente uscente, che nel 2019 aveva definito la Nato in uno stato di "morte cerebrale", ha affermato che oggi "riacquisisce centralità con il suo ruolo di organizza-zione militare difensiva, più importante che mai". É favorevole all'invio di armi per supportare gli ucraini e all'imposizione di sanzioni per indebolire l'economia russa.

Al contrario, la candidata del Rassemblement National, che in passato non ha mancato di rimarcare la sua ammirazione per Vladimir Putin, vuole uscire dal commando integrale militare della Nato. É anche contro un incremento delle sanzioni che, a suo parere, avrebbero ripercussioni troppo dure sulla vita quotidiana dei francesi.

Unione europea

Macron, nel semestre di presidenza francese del Consiglio dell'Unione europea, vuole una "Ue ancora più forte, in grado di combattere i regimi autoritari e antidemocratici". Auspica una difesa e una politica estera comune e, in generale, una maggiore integrazione degli Stati membri.

Al contrario, Le Pen, che ha accantonato la proposta di abbandonare l'euro e l'Unione europea, propone un referendum per affermare la superiorità del diritto nazionale su quello di "una struttura sovranazionale e illegittima". Le proposte, tuttavia, tra cui una minore contribuzione al budget e un controllo maggiore alle frontiere, sono incompatibili con i trattati. E una loro eventuale applicazione comporterebbe delle sanzioni sull'economia francese.

Industria ed energie

Per stimolare la produzione industriale, 13 per cento della ricchezza del Paese, il presidente uscente propone un investimento di 30 miliardi nei settori più innovativi, come il bio-medicinali o l'intelligenza artificiale, la sfidante un fondo sovrano francese in cui i cittadini possano investire con una remunerazione minima del 2 per cento. 

Proprio sulle rinnovabili c'è invece un abisso: Macron vuole costruire cinquanta parchi eolici e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, mentre la concorrente di estrema destra vuole stoppare immediatamente qualsiasi "costruzione di questo orrore" e ragionare anno per anno sulle emissioni di Co2.

Welfare e immigrazione

Il tema che più interessa i cittadini consiste nell'età del pensionamento: Il fondatore di En Marche all'indomani dell'ufficializzazione della sua candidatura ha ripreso il discorso interrotto dalla pandemia e vorrebbe alzare l'età pensionabile a 65 anni. Una misura molto impopolare (il 75 per cento dei francesi è contrario) e che, in caso di rielezione, porterebbe verosimilmente al ripetersi di proteste di piazza.

Le Pen propone invece il pensionamento a 60 anni se si è lavorato per 40 non dopo i 20 anni di età. Mentre la proposta simbolo della sua campagna elettorale, incentrata sul risolvere il problema del potere d'acquisto dei francesi, è quella di eliminare la Tva (l'equivalente dell'Iva) su un paniere di prodotti essenziali ancora non definito, e di ridurla dal 20 al 5,5 per cento per carburante, gas ed elettricità. 

In generale, la riduzione dei diritti sociali e civili degli stranieri permea trasversalmente il programma di Le Pen: oltre all'esclusione dagli aiuti statali, la candidata di Rn vorrebbe abolire lo Ius soli, il diritto alla cittadinanza in