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Addio a Hermann Nitsch, il pittore del sangue

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Di Euronews
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Hermann Nitsch è morto all'età  di 83 anni
Hermann Nitsch è morto all'età di 83 anni   -   Diritti d'autore  Afp

È morto all'età di 83 anni Il controverso artista sperimentale Hermann Nitsch, celebre per le performance realizzate con sangue vero e corpi nudi. Il decesso è avvenuto in un ospedale di Mistelbach, in Austria e  l’annuncio è stato dato dalla moglie.

Opere dissacranti

Nato a Vienna nel 1938 e cresciuto tra le privazioni della guerra, Nitsch si diploma nel 1958 alla Höhere Graphische Bundes-Lehr- und Versuchsanstalt, comunemente nota come "die Graphische", rinomata scuola di arti grafiche della città. Già nei primi anni della sua carriera suscita scalpore affrontando temi religiosi e utilizzando carcasse, interiora e sangue di animali per le sue installazioni.

La sua cifra artistica dà vita alla corrente dell’Azionismo viennese, che prevede un approccio dissacrante ai simboli sacri e si serve di corpi e fluidi corporali per provocare forti reazioni nel pubblico. Insieme ad altri artisti come Günter Brus, Abino Byrolle, Otto Mühl e Rudolf Schwarzkogler, Nitsch intende rompere con l'accademismo della cultura artistica del dopoguerra, attraverso azioni individuali e collettive, che spaziano attraverso vari settori artistici: fotografia, pittura, disegno, ma anche letteratura e cinematografia. 

L' opera forse più significativa di questa corrente è il Teatro delle Orge e dei Misteri, rappresentazione dionisiaca messa in scena nel 1971 nel castello di Prinzerdorf. Si tratta di un'esperienza di arte totale, che riproduce riti sacrificali e, secondo l’artista, provoca una liberazione da tabù religiosi, moralistici e sessuali.

La catarsi, concetto già proprio della tragedia greca, che metteva in scena il dolore e la colpa per permettere al pubblico di liberarsene, viene ricercata da Nitsch anche attraverso l'utilizzo di sangue animale come colore. Un altro tratto della sua esperienza è il cosiddetto _tachisme, _stile pittorico di arte astratta che valorizza l’immediatezza del gesto artistico, il cui autore versa o schizza colori sulla tela, anche usando direttamente le mani.

Una carriera controversa

Le opere di Nitsch hanno suscitato aspre critiche e altrettanto convinti elogi durante tutta la sua carriera. Le provocazioni gli sono costate in un occasione anche due settimane di carcere, nel 1965, ma gli hanno portato  riconoscimenti come il Premio d'arte austriaco per le belle arti nel 1984 e il Gran Premio statale austriaco per le belle arti nel 2005. Negli anni '60 ha riscosso notevole successo in Germania e successivamente alcune sue opere sono state esposte a Londra e New York.

Nel 2007, l'artista ha aperto il suo museo a Mistelbach, che è stato costruito in un vecchio edificio industriale convertito e per il 2021 aveva annunciato una nuova esibizione, poi posticipata di un anno a causa della pandemia, che si terrà comunque, ma senza il suo creatore.

Che resta, al di là delle polemiche suscitate dalle sue opere, uno dei più grandi artisti artisti austriaci della nostra epoca. Lo ha riconosciuto lo stesso Presidente federale Alexander van der Bellen, che ha definito Nitsch "gran maestro dell'Azionismo" e gli ha riconosciuto il merito di aver "ridefinito il mondo dell'arte nazionale" con i suoi "dipinti espressivi" e le sue "azioni sensazionali". 

"Le sue opere e il suo lavoro non hanno lasciato nessuno indifferente. L'Austria piange la perdita di un pittore  affascinante e di un essere umano impressionante. Il suo lavoro gli sopravviverà".