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Mariupol, bombe sull’acciaieria assediata dai russi, Kiev: la città non è caduta

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Di Debora Gandini  Agenzie:  ANSA
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Mariupol, Ucraina
Mariupol, Ucraina   -   Diritti d'autore  AFP

Scaduto l'ultimatum di Mosca agli ultimi difensori di Mariupol, la città non si arrende. Le forze ucraine rimaste nel porto meridionale continuano a combattere contro i militari russi che, secondo Kiev, preparano un possibile sbarco navale.

Il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, fa sapere che agli ultimi combattenti della resistenza isolati nell'acciaieria di Azovstal, nei pressi di Mariupol, è stato chiesto di deporre volontariamente le armi e di arrendersi per salvarsi la vita.

Mosca torna sulla questione dei negoziati puntando il dito contro quello che definisce il “regime nazionalista di Kiev ostile a ogni tipo di colloqui sulla resa, ordinando al battaglione Azov di sparare a chiunque voglia deporre le armi tra i militari ucraini e i mercenari stranieri", sottolinea Konashenkov.

In un’intervista ad Abc News il primo ministro ucraino, Denys Shmyhal, fa sapere che a Mariupol ci sono ancora “le nostre forze armate, i nostri soldati, che combatteranno fino alla fine".

Mentre nell’Ucraina orientale sono stati sospesi tutti i corridoi umanitari dei civili per mancanza di un accordo, Kharikiv conta i danni di nuovi bombardamenti. Il sindaco della città riferisce di altri morti, almeno cinque, e decine di feriti.

Zelensky: "resisteremo fino alla fine"

Cercando un piano per evacuare i civili sotto assedio, il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, chiede di restare uniti e forti. Lancia poi un messaggio al Presidente Putin, facendo sapere che le atrocità commesse dai russi allontano sempre di più i colloqui di pace. Zelensky torna poi a chiedere agli Stati Uniti più armi perché quelle attuali non bastano per difendere il Paese. “Ci servono oggi o domani, ha detto, non tra qualche mese. Non si può combattere un Paese che è venti volte il nostro solo con il carattere".

Intanto i servizi di emergenza ucraini hanno diffuso un video delle devastazioni subite dalla città di Borodyanka, occupata dalle truppe russe per un mese. I soccorritori stanno ancora cercando sopravvissuti tra quel che resta degli edifici distrutti e i corpi senza vita di decine di civili.

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In un’escalation di violenze la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha esortato gli Stati membri a fornire all'Ucraina sistemi d'arma "rapidamente", suggerendo che un prossimo round di sanzioni dell'Ue potrebbe prendere di mira la potente Sberbank russa e includere un embargo sul petrolio russo.