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Ucraina, ancora bombardamenti su Mariupol e Kharkiv. Colpite diverse infrastrutture

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Di Debora Gandini
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Mariupol
Mariupol   -   Diritti d'autore  AP/Satellite image ©2022 Maxar Technologies

Mariupol, la città costiera nel sud dell’Ucraina, sembra ormai essere il prossimo obiettivo militare della Russia. Dopo settimane di bombardamenti e raid non resta quasi più nulla, il 75 per cento della città sarebbe stata distrutta completamente.

Secondo il sindaco, Vadym Boychenko, sono stati uccisi finora 22.000 civili. Tra case ed edifici polverizzati, migliaia di persone sono riuscite a fuggire ma c’è anche chi ha deciso di restare mentre le truppe di Putin si stanno preparando per quella che sarà la grande battaglia per la regione ucraina del Donbass orientale.

“Organizzeremo sedi umanitarie per il sostegno dei profughi di Mariupol in tutto il paese, a Zaporizhzhia, nel Dnipro, nell’Ucraina occidentale – ha spiegato il sindaco di Mariupol, Vadym Boychenko – stiamo lavorando per registrare i crimini di cui abbiamo notizia, parlando anche dei cosiddetti “collaboratori dei russi”, ovvero dei traditori.

Intanto non si fermano i bombardamenti russi con artiglieria su Kharkiv e raid su Mariupol dove sono state colpite infrastrutture civili. Secondo quanto riferito dallo Stato Maggiore Generale delle Forze Armate ucraine sulla sua pagina Facebook, citato dall'Agenzia Unian, è stata presa di mira anche la regione di Zaporizhia. Nelle direzioni Donetsk e Tavriya, l'esercito russo sta lanciando attacchi e sta avanzando nell'area del complesso metallurgico Azovstal e del porto.

Battaglia presso l'impianto di Azovstal

Combattimenti corpo a corpo tra l'esercito russo e i militari ucraini. Obiettivo delle truppe di Mosca prendere l'impianto siderurgico Azovstal a Mariupol, uno dei punti cruciali nella battaglia per il controllo della città portuale. Secondo quanto riferito dall'esercito di Kiev Azovstal è una delle basi operative chiave per le diverse migliaia di combattenti ucraini rimasti nella città assediata. 

Mariupol ancora contesa

Le truppe russe avanzano ma secondo il portavoce del Pentagono, John Kirby, Mariupol è ancora contesa e le forze ucraine stanno combattendo per difenderla dai russi”. Certo per i soldati di Mosca è molto importante conquistarla, al fine della loro offensiva nel Donbass ma l’Ucraina non ha ancora rinunciato alla città, nè vi rinunceremo noi”, ha detto Kirby.

La cattura dell'oligarca filo-Putin

Da una parte il conflitto, dall’altra la diplomazia al lavoro con i colloqui di pace respinti da Putin. Nel mezzo la cattura da parte dei servizi di sicurezza ucraini dell'oligarca di origini russo, Viktor Medvedchuk, il più stretto alleato di Putin a Kiev.

Medvedchuk, leader del partito ucraino Piattaforma di opposizione per la vita ha scelto di indossare l’uniforme militare ha detto il presidente Volodymyr Zelensky, chiedendo a Mosca uno scambio di prigionieri. Una condizione che le agenzie militari dovrebbero prendere in considerazione, ha proseguito Zelensky aggiungendo che al momento non è possibile stabilire se siano state usate sostanze chimiche a Mariupol. A denunciare l'uso di sostanze "velenose" era stato il battaglione Azov.

“Oggi gli occupanti hanno rilasciato una nuova dichiarazione, che testimonia la loro preparazione per una nuova fase di terrore contro l'Ucraina e i suoi difensori» ha spiegato Zelensky nel suo video messaggio. “Uno dei loro portavoce ha affermato che potrebbero usare armi chimiche contro i difensori di Mariupol. Prendiamo queste parole il più seriamente possibile» ha aggiunto. Il Presidente ucraino.

Aiuti finanziari a Kiev

Mentre il conflitto prosegue la Banca Mondiale ha annunciato un pacchetto di aiuti finanziari all'Ucraina pari a circa 1,4 miliardi di euro per sostenere le infrastrutture vitali. Fondi che serviranno, ha detto la Banca, per far proseguire i servizi governativi di base, inclusi gli stipendi degli operatori sanitari, le pensioni degli anziani e i programmi sociali per le fasce della popolazione più debole.

Il pacchetto va ad aggiungersi a quello d’emergenza da 944 milioni di dollari già mobilitato dall’Istituto di Washington che lancia un allarme sull’economia ucraina che potrebbe retrocedere del 45,1% quest’anno.