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La Russia cambia strategia e punta il Donbass

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Di Euronews
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Continuano i bombardamenti in Ucraina
Continuano i bombardamenti in Ucraina   -   Diritti d'autore  AFP

Nonostante l'impegno a ridurre le operazioni militari arrivato nei negoziati di Istanbul, l'esercito russo continua a bombardare le città di Kiev e Chernihiv, situata nel nord dell' Ucraina, vicino al confine con la Bielorussia. La strategia militare, comunque, sembra cambiata: circa il 20% delle truppe terrestri che assediavano Kiev si sta riposizionando, secondo le informazioni fornite dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

Lo spostamento è stato confermato anche da un annuncio di Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo, che spiega come l'obiettivo primario sia aumentare l'attività militare su quelle che definisce  "destinazioni prioritarie" e, soprattutto, completare l'operazione per "liberare" tutto il Donbass. 

Nella regione, intanto, continuano gli scontri: i separatisti dell ' autoproclamata Repubblica di Donestk, che controllano la città omonima, hanno accusato l' esercito ucraino di aver lanciato un missile, che ha distrutto un edificio residenziale uccidendo due persone. 

Zelensky promette: “Non cederemo nulla“

 Anche gli ucraini hanno colto il cambiamento di strategia, denunciato nel suo ormai classico discorso notturno dal presidente Volodymyr Zelensky, apparso in tenuta militare per le strade di Kiev. "La Russia sta accumulando forze per nuovi attacchi nel Donbass e ci stiamo preparando per questo. Non crediamo alle belle parole di nessuno. Ciò che conta è la situazione reale sul campo di battaglia. Non ci arrenderemo e combatteremo per ogni metro della nostra terra, per ogni cittadino ucraino".

Gli Stati Uniti insistono: "Putin ingannato dai suoi"

Il presidente Zelensky ha anche avuto una lunga conversazione telefonica con il suo omologo statunitense Joe Biden, per discutere, tra le altre cose, degli attuali scenari di guerra. Il cambiamento dei piani militari russi, che inizialmente sembravano puntare con decisione sulla capitale ucraina, suscita perplessità negli Stati Uniti. Rivelando un'informazione classificata della propria intelligence, le autorità americane hanno affermato che Putin sarebbe stato convinto di poter procedere in maniera spedita verso Kiev, conquistando la città in due o tre giorni.

"Uno dei punti deboli dei regimi autoritari è che non ci sono persone in grado di parlare in maniera franca con chi detiene il potere. Credo sia ciò che sta succedendo ora in Russia"
Antony Blinken
Segretario di Stato Usa

"Abbiamo informazionisul fatto che il presidente russo si sia sentito ingannato. Crediamo che sia stato male informato dai suoi consiglieri sui reali sviluppi militari e su come l'economia del Paese sia paralizzata dalle sanzioni. Questo perché, ancora una volta, i suoi consiglieri principali hanno troppa paura a dire la verità", ha detto in un punto stampa Kate Bedingfield, Direttrice delle Comunicazioni della Casa Bianca. Un discorso simile a quello del Segretario di Stato Antony Blinken nella sua visita in Marocco: "Uno dei punti deboli dei regimi autoritari è che non ci sono persone in grado di parlare in maniera franca con chi detiene il potere. Credo sia ciò che sta succedendo ora in Russia".