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Ossezia del sud, primo passo verso il referendum sull'annessione alla Russia

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Di Samuele Damilano
Anatoli Bibilov
Anatoli Bibilov   -   Diritti d'autore  Ivan Sekretarev/AP   -   AFP

Primo passo per l'annessione alla Russia dell'Ossezia del sud, regione separatista della Georgia: fonti della presidenza osseta hanno rivelato all'agenzia spagnola EFE una sollecitazione ufficiale per la convocazione di un referendum per l'indipendenza davanti alla Commissione elettorale centrale. 

La sollecitazione "è solo l'inizio", ha commentato Dina Gassieva, portavoce presidenziale dell'Ossezia del sud. "La cosa più importante è che tutti i presidenti della storia del Paese l'hanno firmata". 

L'unico quesito del referendum, che si dovrebbe tenere tra maggio e giugno, sarà: "Appoggia l'unificazione dell'Ossezia del sud alla Russia?"

Mosca ha da sempre sostenuto l'indipendenza della regione, e nel 2008, anno dell'invasione della Georgia, ne ha riconosciuto l'indipendenza de facto. Nonostante la comunità internazionale si opponga a questa decisione e continui ad affermare la sua appartenenza a Tiblisi. 

Il tentativo di annessione alla Russia era stato annunciato circa una settimana fa, come riportato dalla Tass, per coronare quello che il presidente Anatoli Bibilov chiama "un lungo sogno" del popolo osseto: "L'unione alla Russia è un nostro obiettivo strategico. Il nostro cammino. Il vero desiderio del nostro popolo", ha detto, supportato anche dalprimo vicepresidente della commissione della Duma per gli affari della Comunità di Stati Indipendenti, l'integrazione eurasiatica e le relazioni con i compatrioti, Viktor Vodolatsky, e dal portavoce della presidenza russa, Dmitri Peskov: "Si tratta di un'espressione dell'opinione del popolo osseto. Noi la rispettiamo", ha detto la scorsa settimana. 

PAVEL BEDNYAKOV/Sputnik via AFP
Anatoli BibilovPAVEL BEDNYAKOV/Sputnik via AFP

"Qualsiasi referendum è inaccettabile dalla Georgia", ha risposto l'ex ministro per gli Affari esteri  David Zalkaliani, oggi ambasciatore presso gli Stati Uniti. "Il territorio è occupato dalla Russia e migliaia di georgiani sono stati cacciati come risultato di una pulizia etnica, senza poter tornare a casa".

L'invasione dell'Ucraina e la volontà di annettere le regioni dichiarate unilateralmente indipendenti di Donetsk e Lugansk costruiscono una cornice propizia all'Ossezia per rivendicare l'indipendenza.