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Taranto: "Beleolico", il primo parco eolico marino del Mediterraneo

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Di Cristiano Tassinari  & AFP
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Le turbine eoliche a Taranto.
Le turbine eoliche a Taranto.   -   Diritti d'autore  Screengrab by AFP video

Le prime turbine eoliche del Mar Mediterraneo sono finalmente arrivate al largo delle coste italiane, un simbolo di speranza per un'Europa che sta affrontando una grave crisi energetica, che ha origini lontane, peggiorata dalla guerra in Ucraina.

Una volta completato, "Beleolico", il primo parco eolico d'Italia installato nel Mediterraneo, si estenderà davanti alla spiaggia di Lido Azzurro e al porto di Taranto, come spiegano i vertici di Renexia, la società che gestisce il parco. Il parco avrà dieci turbine, in grado di alimentare 21.000 case. Battuta, finalmente, anche la burocrazia: ci sono voluti ben 14 anni per portare a termine il progetto "Beleolico", che dovrebbe essere finalmente operativo entro maggio.

"Tempi più brevi e certi"

"Devo dire che il governo e il sistema-Paese Italia si stanno muovendo nella giusta direzione, per far sì che le autorizzazioni abbiano dei tempi più brevi e, soprattutto, dei tempi certi, che è la cosa più importante per chi, come noi, vuole investire nelle energie rinnovabili", spiega Riccardo Toto, Direttore generale di Renexia.

"I problemi che abbiamo affrontato erano principalmente legati al fatto che si tratta di una tecnologia innovativa per il nostro Paese, ma devo dire che sono stati affrontati dagli uffici e dalle autorità competenti con spirito di grande collaborazione e questo ha fatto sì che il parco eolico potesse finalmente vedere la luce", ha aggiunto Toto. 

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Riccardo Toto, Direttore generale di Renexia.Screengrab AFP

**"È una grande opportunità per cambiare Taranto" **

"È una grande opportunità per cambiare la città e l'opinione sulle energie rinnovabili", afferma Fabio Matacchiera, subacqueo e noto ambientalista di Taranto, città dove - ad esempio - il numero di tumori infantili è ben al di sopra della media nazionale. Eppure, in mancanza di alternative, la popolazione è ancora aggrappata al lavoro in un industria sderurgica comunque in declino (Italsider, Ilva o Arcelor Mittal, che dir si voglia)...

"Speriamo sia l'inizio di una nuova era per Taranto"

"Speriamo che questo progetto sia semplicemente l'inizio di una nuova era per questa città, che diventi finalmente una città green, in cui anche l'industria sia riconvertita, sia decarbonizzata definitivamente e sia alimentata completamente da fonti rinnovabili", auspica Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto.

"Cosa facciamo noi? Guardiamo i progetti che vengono presentati nelle varie aree marine ed esaminiamo i meriti di ogni singolo progetto. Ripeto: ci sono progetti buoni e progetti cattivi, e li valutiamo nel merito, ma dobbiamo assolutamente dare una spinta decisiva alle energie rinnovabili. L'attuale crisi energetica non fa che confermare questa nostra visione", conclude la presidente di Legambiente Taranto. 

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Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto.Screengrab AFP

Capacità eolica e impianti off-shore e on-shore

L'Italia è il quinto paese in Europa in termini di capacità eolica installata, con complessivi 10.758 MW di impianti on-shore, cioè a terra. Il parco di Taranto sarà il primo off-shore, vale a dire: nel mare. L'Italia è uno dei maggiori consumatori europei di gas, che attualmente rappresenta il 42% del suo consumo energetico. E importa il 95% del gas, il 45% dalla Russia. Il governo italiano ha dato il via libera a sei nuovi parchi eolici on-shore, dalla Sardegna alla Basilicata, mentre si impegna a sbloccare "diverse decine di gigawatt di energia eolica off-shore".

I progetti off-shore sono più complicati: la profondità media delle acque del Mediterraneo è molto più alta che in altre zone, come nel Mare del Nord, rendendo le installazioni sul fondo marino più complesse e costose. Tuttavia, l'invenzione delle turbine galleggianti ha aumentato il suo potenziale. La Francia ha appena tenuto la prima gara d'appalto per un parco eolico off-shore galleggiante e anche altri paesi del Mediterraneo, come la Grecia e la Spagna, stanno prendendo in considerazione il progetto.

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Risorse addizionali per questo articolo • Video AFP: Giovanni Grezzi - Foto AFP: Filippo Monteforte e Tiziana Fabi