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Stranieri e ucraini in fuga da Leopoli. La città era il porto sicuro dell'Ucraina

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Di Valérie Gauriat  & Debora Gandini
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Stranieri e ucraini in fuga da Leopoli. La città era il porto sicuro dell'Ucraina
Diritti d'autore  AP / Andriy Dubchak

Da quando sono iniziati i bombardamenti a Kyiv molte ambasciate straniere hanno spostato le loro sedi nella città di Leopoli, nell'Ucraina occidentale. Da ormai una settimana le rappresentanze diplomatiche sono al lavoro per evacuare il personale dalla capitale e organizzare il rimpatrio dei cittadini stranieri.

La nostra inviata a Leopoli, Valérie Gauriat, ci racconta che una delegazione composta da brasiliani si sta dirigendo verso il confine con la Polonia per essere rimpatriata. L'ambasciatore del Brasile in Ucraina, Norton de Andrade Mello Rapesta, sta supervisionando le operazioni, il tempo stringe. Chiede se tutti i cittadini sono saliti a bordo delle vetture. Ci spiega che in tutto sono 16 i brasiliani da mettere in salvo.

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Come molti dei suoi colleghi, sarà l'ambasciatore a guidare il convoglio fino al confine, prima di tornare a Leopoli. Ansia, apprensione non devono prendere il sopravvento.

Diplomatici e giornalisti hanno scelto di trasferirsi in questa città considerata fino ad oggi un porto sicuro. Resta da capire fino a quando sarà così. Da alcuni giorni si susseguono allerte di un possibile attacco aereo. Tutti coloro che si trovano negli alberghi devono recarsi nei rifugi. Come in tutti gli hotel della città, la maggior parte dei clienti qui sono rifugiati, diplomatici, membri di organizzazioni internazionali o giornalisti. Ormai nessun posto sembra essere più sicuro in Ucraina.

Nel frattempo convogli di aiuti umanitari vengono inviati da Leopoli a Kyiv, pronti a soccorrere i civili in vista di ulteriori attacchi russi.