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Ue-Africa, le sfide del summit tra cambiamenti climatici e lotta al Covid

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Di Euronews
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Ue-Africa, le sfide del summit tra cambiamenti climatici e lotta al Covid
Diritti d'autore  Dario Pignatelli/ European Union 2022

L’Europa cerca la svolta per tornare protagonista. A cinque anni dall’ultimo incontro, e dopo i forti ritardi dovuti alla pandemia da Covid-19, a Bruxelles è in corso il sesto summit tra Unione europea e Unione africana.

I leader dei due continenti si sono dati come obiettivo quello di uscire dall’era del paternalismo, ed entrare in quella del partenariato. A turbare l’inizio dei lavori la notizia del ritiro coordinato delle truppe francesi dal Mali a causa dell’interruzione dei rapporti con la giunta al governo. Parigi, insieme ad altri paesi europei, dal 2013 è impegnata a combattere un'insurrezione jihadista nella regione africana del Sahel.

Una partenza che tuttavia non significa una rinuncia alla lotta al terrorismo nella zona, come ha sottolineato anche l’Alto Rappresentante europeo, Josep Borrell. "Non stiamo abbandonando la regione e il Mali, ha detto. Stiamo solo ristrutturando la nostra presenza per affrontare la nuova situazione politica". Per i leader africani questo vertice rappresenta un'occasione per riallacciare le relazioni e i rapporti con l’Unione europea. Al centro dei colloqui temi delicati e quanto mai attuali a partire dalla lotta al cambiamento climatico. Una questione che vede Europa e Africa su posizioni differenti.

"L'Africa non è responsabile del riscaldamento globale perché emette meno del 4% delle emissioni di CO2. è un continente non industrializzato. L'Europa è responsabile dell'inquinamento."
Macky Sall
Presidente Unione africana

Tutte le sfide del vertice

"L'Africa non si considera responsabile del riscaldamento globale perché emette meno del 4% delle emissioni globali di CO2”, ha dichiarato il Presidente del Senegal e dell’Unione africana, Macky Sall. “E’ un continente non industrializzato. L’Europa non può richiederci di rinunciare ai combustibili fossili quando sono i paesi europei ad essere i primi responsabile dell'inquinamento continuando a utilizzare risorse energetiche inquinanti".

Sul tavolo poi un pacchetto di investimenti da 150 miliardi di euro da usare nei prossimi anni per la transizione verde e digitale, la creazione di posti di lavoro, la sanità e l'istruzione. Un buon inizio ma per l’Africa servono più soldi, come ha riferito a Euronews la Direttrice generale del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva, per l’Africa servono più soldi. "Solo per superare la crisi del Covid entro cinque anni si devono investire oltre 285 miliardi di dollari.

Le poche forniture di vaccini contro il Covid hanno influito in modo negativo nell’ultimo anno su un continente già martoriato. Bruxelles ha fatto sapere che aumenterà le donazioni e aiuterà l’Africa a produrre i vaccini. Un accordo questo cruciale considerato cruciale.

Tutti i numeri del Summit

Grande spiegamento di forze a Bruxelles per il sesto summit tra Unione Europea e Unione Africana. Più di 60 leader di entrambi i continenti sono arrivati in città. E con molti temi sul tavolo da discutere in soli due giorni: uno dei più significativi è l'accesso alla rete.

Si calcola che solo il 25% della popolazione africana abbia accesso a Internet. La trasformazione digitale è una priorità per diversi paesi, tra cui la Repubblica Democratica del Congo, dove la mancanza di infrastrutture digitali è solo una delle tante sfide.

Queste le dichiarazioni del Ministro dell'Economia digitale della RDC, Désiré Cashmir Eberande Kolongele:

"Il primo problema - dice - è la regolamentazione. Dobbiamo assolutamente regolamentare le attività digitali del continente. Questo significa avere regole chiare delle condizioni di accesso. Il secondo problema è quello dei contenuti. Dobbiamo assicurarci che le applicazioni che saranno sviluppate nel settore digitale rispondano davvero alle esigenze della gente".

Per regolare e finanziare la trasformazione digitale, la Repubblica Democratica del Congo è uno dei 136 paesi e giurisdizioni che hanno aderito alla riforma fiscale internazionale, conclusa all'OCSE. Questo farà in modo che i giganti della tecnologia e altre multinazionali paghino il loro giusto tributo.

Pascal Saint-Amans, direttore del Centro per la Politica e l'Amministrazione fiscale dell'OCSE è intervenuto proprio su questo tema :

"In Africa ci sono così tanti incentivi fiscali superflui, risultato della pressione delle multinazionali. La maggior parte di questi incentivi sono uno spreco e solo dal momento in cui ci sarà una tassazione minima al 15%, i paesi africani avranno finalmente l'opportunità di porre fine a questi incentivi. Questo porterà un ricavo significativo."

Secondo diversi membri del Parlamento europeo, un altro strumento di cui può beneficiare l'economia dell'Africa è il commercio. Ne ha parlato il deputato europeo Samira Rafaela:

"C'è molto capitale umano, giovani che vivono lì, ma anche molte imprenditrici, la grande forza nell'economia africana quando si tratta di innovazione e tecnologia. Ci sono molte opportunità nel continente africano e l'UE dovrebbe essere il partner commerciale ideale, quando ovviamente parliamo di commercio equo e giusto."

Mettendo insieme tasse, commercio equo e capitale umano, l'economia dell'Africa può fare un grande salto verso il suo futuro digitale.