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Amnesty: "Israele pratica l'apartheid nei confronti dei palestinesi. È un crimine contro l'umanità"

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Di Cinzia Rizzi  Agenzie:  Amnesty International
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Le forze israeliane si preparano a demolire l'abitazione a Gerusalemme est di Fadi Abu, militante di Hamas che a novembre aveva compiuto un attacco terroristico
Le forze israeliane si preparano a demolire l'abitazione a Gerusalemme est di Fadi Abu, militante di Hamas che a novembre aveva compiuto un attacco terroristico   -   Diritti d'autore  Mahmoud Illean/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Pesano come un macigno le accuse di Amnesty International a Israele, reo di condurre una "politica di apartheid" nei confronti dei palestinesi. "Le massicce requisizioni di terre e proprietà, le uccisioni illegali, i trasferimenti forzati, le drastiche limitazioni al movimento e il diniego di nazionalità e cittadinanza ai danni dei palestinesi fanno parte di un sistema di apartheid", si legge nel rapporto. 

E se da una parte le dichiarazioni della ong impegnata nella difesa dei diritti umani sono state respinte dallo Stato ebraico, dall'altra sono state accolte con favore dall'Autorità palestinese in Cisgiordania e da Hamas nella Striscia di Gaza. 

Crimini contro l'umanità

Nel suo rapporto di 278 pagine, Amnesty denuncia le crudeli politiche di segregazione. "Che vivano a Gaza, a Gerusalemme Est, in Cisgiordania o nel resto di Israele, i palestinesi sono trattati come un gruppo razziale inferiore e sono sistematicamente privati dei propri diritti".

"Siamo qui oggi per chiedere alla comunità internazionale di agire in maniera risoluta. Sono crimini contro l'umanità quelli perpetrati per mantenere il sistema dell'apartheid", dichiara Agnes Callamard, segretaria generale di Amnesty International.

Amensty è arrivata a queste conclusioni anche grazie al lavoro di organizzazioni non governative palestinesi, israeliane e internazionali.

"Delirante e fuori dalla realtà"

Il rapporto è stato descritto come "delirante e fuori dalla realtà" dal capo della diplomazia israeliana, che accusa la ong di "antisemitismo moderno". "In passato, Amnesty era un'organizzazione rispettata, ora non lo è più. Oggi è esattamente il contrario", spiega Yair Lapid, ministro degli Esteri israeliano. "Non è un'organizzazione per i diritti umani, ma solo un'altra organizzazione radicale che fa eco alla propaganda, senza controllare seriamente i fatti. Invece di cercare la verità, Amnesty ripete le stesse bugie diffuse dalle organizzazioni terroristiche".

Per Amnesty i palestinesi vengono considerati una "minaccia demografica" da Israele. Secondo i dati ufficiali, circa 6,8 milioni di ebrei e altrettanti arabi vivono nello Stato ebraico, a Gerusalemme, nella Cisgiordania occupata e nella Striscia di Gaza.