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Elezioni Portogallo: Antonio Costa, "architetto" della geringonça

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Di Euronews
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Antonio Costa
Antonio Costa   -   Diritti d'autore  AP Photo/Paulo Duarte

È stato l'architetto di quella che sarebbe diventata nota come la “geringonça”, meccanismo alla base del patto di governo tra il suo Partido socialista e le due formazioni di sinistra Bloco de Esquerda (Be) e Partido Comunista (Pcpp-Pev). E quando è arrivato il momento di celebrare la sua vittoria alle elezioni generali del 2019, António Costa non ha dimenticato la sua esperienza con la sinistra parlamentare. "È proprio vero, ai portoghesi è piaciuta la geringonça”, ha detto.

Tuttavia, pochi mesi dopo, una sfida su scala globale ha messo a dura prova l'alleanza politica. E la pandemia di covid-19 che ha devastato il mondo ha avuto pesanti effetti collaterali anche sulla stabilità del governo in Portogallo.

A volte criticato, altre volte elogiato, il premier uscente ha guidato il paese per il suo secondo mandato in piena crisi sanitaria.

In qualità di capo del governo, Antonio Costa ha assunto la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea nel gennaio 2020, uno dei momenti più difficili nella gestione della pandemia

Orgoglioso di essere stato il primo leader europeo a presentare e a vedere approvato un Piano di ripresa e resilienza, intervistato da Euronews Costa ha evidenziato le difficoltà incontrate per ottenere il consenso degli Stati membri, ricordandolo come uno dei moment più difficili della presidenza portoghese.

"Sono stati tempi molto impegnativi dal punto di vista della lotta alla pandemia, soprattutto per mettere in atto tutti i piani di ripresa e resilienza", ha dichiarato.

La vittoria a Bruxelles avrebbe comunque determinato una sconfitta sul fronte interno. Senza un accordo sulla destinazione dei fondi europei, Costa ha perso il sostegno parlamentare. I partiti di sinistra hanno bocciato la Legge di bilancio 2022 aprendo, di fatto, alla crisi. La mancanza di sostegno parlamentare ha reso il governo fragile. Il colpo di grazia è stato sferrato pochi giorni dopo dal presidente della Repubblica, con l'indizione di elezioni anticipate.

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