This content is not available in your region

Omicidio Trieste: ultimo saluto a Robert, tanti i giovani

Access to the comments Commenti
Di ANSA
Sacerdote, era un fiore, reciso da violenza inaudita
Sacerdote, era un fiore, reciso da violenza inaudita

(ANSA) – TRIESTE, 26 GEN – Si stanno celebrando nella chiesa
della Beata Vergine Addolorata, nel quartiere di Valmaura, i
funerali di Robert Trajkovic, il 17 enne triestino, di origini
serbe, ucciso la notte tra il 7 e 8 gennaio per una ragazza
contesa. Al centro della navata la bara bianca. Appoggiata sopra, tra i
fiori, una cornice con una foto che ritrae il giovane
sorridente. In prima fila è seduta la famiglia di Robert, i
genitori e i fratelli, con altri parenti. Tanti i giovani che hanno partecipato alla funzione.
Sull’altare, il parroco don Alessandro Cucuzza e padre Rasko
Radovic, della comunità serbo ortodossa triestina. “Robert è una
delle cose bellissime, un dono grande che Dio ha fatto alla
vostra vita – ha detto don Cucuzza – qualcuno con una violenza
inaudita ha reciso questo fiore e l’ha gettato, ma ci sono cose
belle che non si possono distruggere”.
Nel cortile della chiesa è stato allestito un maxischermo per
permettere a più persone di poter seguire la funzione.
“Andremo in fondo fino a quando non sarà fatta giustizia”. Chi
ha compiuto questo “la deve pagare. Per il nostro Robert andremo
fino in fondo”. Lo ha detto lo zio di Robert Trajkovic, parlando
con i giornalisti al termine dei funerali del 17enne. Alla
funzione non partecipano i genitori del presunto aggressore:
“Non li abbiamo voluti”, conclude lo zio.
“Ci siamo fatti tante promesse e ora che non ci sei le porterò a
termine io per noi. Ma ora ti faccio io una promessa, ti
prometto che il mio primo figlio porterà il tuo nome”. Sono le
parole con cui uno dei fratelli di Robert Trajkovic, Denis, al
termine della cerimonia funebre, ha dato il suo saluto al
giovane. “Il nostro rapporto era unico – ha aggiunto – avevamo
due anni di differenza, era come se fossi un gemello. Abbiamo
dormito assieme quando eravamo piccoli. Hai lasciato tanti vuoti
dentro di me. Nell’ultimo periodo hai iniziato a uscire più del
solito, come è giusto che sia per un adolescente. Sono sempre
stato molto premuroso e aspettavo il tuo rientro per dormire
sereno: succedeva ogni sabato sera, puntualmente alle 23 ti
scrivevo per chiederti dove eri”. Con te, ha concluso, “ho
passato i 17 anni più belli”. (ANSA).

euronews pubblica le notizie d'ansa ma non interviene sui contenuti degli articoli messi in rete. Gli articoli sono disponibili su euronews.net per un periodo limitato.