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Bancarotta fraudolenta, arrestato imprenditore del Crotonese

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Di ANSA
Sequestrate da Gdf due società operanti in provincia di Bologna
Sequestrate da Gdf due società operanti in provincia di Bologna

(ANSA) – PETILIAPOLICASTRO, 18 GEN – La Guardia di Finanza
di Crotone ha arrestato e posto ai domiciliari un imprenditore,
Francesco Camigliano, di 64 anni, di Petilia Policastro, con
l’accusa di bancarotta fraudolenta. Sequestrate con l’ausilio
dei finanzieri di Bologna anche due società con sede legale
nella provincia di Crotone ma operanti nel territorio del
capoluogo emiliano, ritenute strumento delle attività di
Camigliano. Altre tre persone sono state denunciate per le
medesime ipotesi di reato.
L’arresto dell’imprenditore è stato fatto in esecuzione di un
provvedimento di custodia cautelare, emesso dal Gip di Crotone
su richiesta della locale Procura. In particolare il
provvedimento fa riferimento al fallimento di una società di
autotrasporti amministrata da Camigliano avvenuto a causa di un
debito di oltre un milione e settecento mila euro realizzato
attraverso una sistematica e pluriennale evasione fiscale e
contributiva. Le indagini del Nucleo di Polizia Economico
Finanziaria di Crotone hanno consentito di rilevare che
l’imprenditore, nella fase immediatamente antecedente al
fallimento e allo scopo di eludere gli effetti della procedura
concorsuale ha trasferito, anche mediante contratti di vendita
simulati, i beni aziendali, tra cui 9 autocarri e i dipendenti
ad una nuova società creata ad hoc e intestata a un suo
familiare e si è appropriato, attraverso l’utilizzo strumentale
di un conto corrente intestato a un avvocato di Bologna
compiacente, di un credito commerciale di circa duecento mila
euro e ha occultato la documentazione contabile della società
fallita.
Un analogo schema sarebbe stato adottato dall’imprenditore anche
nella gestione della nuova società che, dopo aver accumulato
debiti per oltre settecentomila euro nei confronti di Agenzia
delle Entrate, Inps e Inail, è stata svuotata con la cessione di
beni aziendali e forza lavoro. Inoltre sarebbe stata avviata
una terza impresa con stessa sede operativa ma intestata ad un
ex
dipendente.
Le società sequestrate, con un patrimonio di oltre 35 tra mezzi
pesanti ed autovetture, sono state affidate ad un amministratore
giudiziario nominato dal Tribunale di Crotone allo scopo di
salvaguardare i diritti di lavoratori dipendenti, clienti e
fornitori. (ANSA).

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